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Data ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012

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Gaiba:
Chiesa Arcipretale di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria



Le terre, che furono bonificate su ordine delle abbazie di Nonantola e Pomposa dai frati del monastero benedettino di S.Lorenzo nell'XI secolo, in località Caselle, costituirono il primo nucleo di Gaiba.
L'isola sulla quale sorgeva il monastero fu tuttavia stravolta e divisa dalla rotta di Ficarolo nel 1152 (secondo i cronisti ferraresi), il Po cambiò il suo corso modificandone l'assetto idrogeologico.
Gli Estensi alla fine del '400, per rendere più stabile il loro dominio sulla Transpadana, assegnarono attraverso investiture parte di quelle terre alla famiglia dei Fiaschi, che in seguito vi costruiranno un bel complesso con villa, rustici ed oratorio, ora proprietà degli eredi Stampanoni.
Per andare incontro alle necessità spirituali e alla cura delle anime dei contadini al loro servizio, nel 1500 i marchesi Fiaschi fecero erigere, proprio nel sito in cui sorge la chiesa attuale, un oratorio dedicato a S.Lorenzo, come il monastero di Caselle.
Era una costruzione "povera e malridotta", così la descrive nel 1574 nella sua visita pastorale mons. Maremonti, ma già nel 1591 migliorano le sue condizioni a quanto ci fa sapere mons. G.M. Fontana, e cambia anche titolazione: viene dedicato all'Epifania.
Di un oratorio in buone condizioni "recenter erectum a fundamentis", ma intitolato com'è oggi a S.Giuseppe sposo di Maria, troviamo menzione nelle visite pastorali di mons.Paolucci (1691) e mons.Togni (1713). Era dotato di sacrestia, coro, battistero e tre altari, che saranno completati nel 1727, ai quali sarà aggiunta una nuova cappella con accesso dall'abside.
L'atto ufficiale di nascita della nuova parrocchia fu decretato dal card. T. Ruffo il 10 novembre 1734 e in quell'occasione, dietro compenso di 2400 scudi, i marchesi Fiaschi cedettero il loro diritto di giuspatronato laicale.
L'arcivescovo di Ferrara cardinale Crescenzi, l'8 ottobre 1748, consacrò l'edificio.
La chiesa attuale si presenta con una facciata molto semplice, scompartita da quattro lesene, al centro un portale sagomato con timpano curvilineo, sormontato da una nicchia con la statua dell'Immacolata, due finestre laterali e in alto un timpano dentellato.
 

Facciata
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Il campanile, con cupolino a cipolla, su alto tiburio e cella campanaria a monofore per ogni lato, si trova accostato a sinistra della chiesa.

La pianta della chiesa è ad aula con cinque altari, l'area del presbiterio è chiusa da quattro colonne con capitello corinzio, che sostengono un soffitto decorato e dipinto (1861 ante).

Interno
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Soffitto dipinto
sec. XIX, 1861 ante
ambito emiliano
tempera su muro
cm 650 x 750
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A sinistra del presbiterio si apre la cappella invernale, a destra la sacrestia.

Nell'abside è collocato il settecentesco coro in radica e legno di noce sopra il quale vi è la tela ovale, pure settecentesca, di ambito veneto, raffigurante la Madonna con Bambino e S. Giuseppe che consegna il rosario a S. Domenico.

Coro
sec. XVIII, 1777 ca.
ambito emiliano
radica e legno di noce
cm 300 x 756 x 165
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Dipinto Madonna con Bambino e San Giuseppe che consegna il rosario a San Domenico
sec. XVIII
ambito veneto
olio su tela
cm 200 x 150 ca.
formato ovale
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Da segnalare inoltre, sulla parete sinistra del presbiterio, l'interessante dipinto con l'Adorazione dei pastori, opera del sec.XVII di ambito emiliano.

Dipinto con Adorazione dei pastori
sec. XVII
ambito emiliano
olio su tela
cm 250 x 194
formato rettangolare
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Data ultimo aggiornamento: 18 agosto 2015