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Data ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012

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Stienta:
Chiesa Arcipretale di Santo Stefano, Papa e Martire



I quattro rifacimenti della chiesa arcipretale di S. Stefano, papa e martire seguono da vicino la storia e l'evoluzione della parrocchia di Stienta.
Già prima dell'anno mille esisteva un edificio, distrutto purtroppo dalle nefaste rotte di Ficarolo.
Dalla visita del Beato Giovanni Tavelli da Tossignano (1434) e dalle due successive (1591 e 1602) del vescovo Giovanni Maria Fontana abbiamo testimonianza di una nuova chiesa, che sarà sottoposta tuttavia a ristrutturazioni ed ampliamenti nel 1616 ad opera dell'arciprete don Michele Cibardi.
Permarranno comunque, e per ben oltre un secolo, notevoli problemi di staticità dovuti anche alla qualità dei materiali impiegati, tant'è vero che il 21 settembre 1791, sostenuto dall'appoggio e dalla generosità della popolazione, l'arciprete don Giuseppe Caducci benedirà la posa della prima pietra di un nuovo tempio, la cui consacrazione avverrà nel settembre 1799, alla presenza dell' arcivescovo di Ferrara cardinale Mattei.
Negli ultimi due secoli sono stati completati il pavimento, gli altari e rifinito l'interno con decorazioni dipinte del pittore bolognese A. M. Nardi (1932).
Durante la seconda guerra mondiale l'edificio ha subito gravissimi danni alla facciata, al tetto, al soffitto ed alla torre campanaria.
L'opera di restauro si è protratta nel tempo ed il campanile, ricostruito nello stesso luogo e secondo le linee e le proporzioni del progetto originario, fu inaugurato il 17 dicembre 1966.

La facciata della chiesa, divisa in due ordini da un cornicione dentellato, intercalata da lesene, presenta un timpano triangolare a dentelli ed un portale.

Facciata
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Una colonna con la statua della Madonna Immacolata (1813), un tempo collocata nella piazza, si trova ora davanti alla chiesa, sulla sinistra.

Statua della Madonna Immacolata
1813
ambito veneto
pietra tenera
cm 168 x 55 x 51
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L'interno è ad aula con ampio presbiterio, al centro del quale si erge il settecentesco altare maggiore in marmi vari, mentre alle pareti sono disposti sei altari laterali.
In fondo alla navata, sulla sinistra, è stato posto in anni recenti l'antico fonte battesimale in marmo rosso di Verona, datato 1453, sulla destra invece vi è un pregevole Crocifisso processionale in legno dipinto e dorato, opera di ambito veneto del XVIII secolo.

Interno
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Altare maggiore
sec. XVIII
ambito veneto-emiliano
marmi vari
cm 458 x 480 x 293
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Fonte battesimale
1453
ambito veneto
marmo rosso di Verona
cm 94 x 85
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Crocifisso processionale
sec. XVIII
ambito veneto
legno dipinto e dorato
cm 213 x 131
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Nell'abside, contornata da una fastosa cornice, è collocata la pala col Martirio di Santo Stefano di scuola emiliana (sec. XVIII).

Dipinto con Martirio di Santo Stefano
sec. XVIII
scuola emiliana
olio su tela
cm 310 x 195
formato centinato
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Del già citato pittore bolognese A. M. Nardi (1897-1973) rimangono ancora alcune opere: ai lati del presbiterio, due affreschi raffiguranti i quattro Evangelisti; sopra la bussola d'entrata il Cristo risorto; nella cappella di S.Rita da Cascia, a sinistra del presbiterio, la grande pala centinata di Santa Rita con S.Vincenzo e due fanciulli (1942) e le vetrate istoriate (su disegno dello stesso pittore) con i Sacramenti della Penitenza e dell'Eucarestia.

Dipinto di Santa Rita con Santo e due fanciulli
1942
Antonio Maria Nardi (1897 - 1973)
olio su tela
cm 304 x 180.5
formato centinato
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Data ultimo aggiornamento: 18 agosto 2015