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Data ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012

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Castelmassa:
Chiesa Arcipretale di Santo Stefano, Primo Martire



A Castelmassa (Massa Superiore), sulla bella piazza della Libertà, rivolta verso il Po, si affaccia ancor oggi la chiesa di S. Stefano Protomartire. Tale titolo lo troviamo per la prima volta citato nelle Rationes decimarum di Ferrara nell'anno 1300, ma sappiamo da fonti certe della presenza a Massa, già nel 938, di una Pieve detta di S. Maria in Basilice.
A metà del '400 (1449) mons. Francesco Dal Legname, durante la sua visita pastorale, lamentò le precarie condizioni di stabilità della chiesa e del campanile e ne raccomandò la demolizione. Il nuovo edificio viene descritto verso la fine del XVI secolo (10 agosto 1582, consacrazione della chiesa) con un'unica navata, l'altare maggiore, il coro, due altari laterali e il battistero.
L'aumentata popolazione e i notevoli miglioramenti economici, apportati dalle varie bonifiche succedutesi nel tempo, spinsero le unanimi volontà, prima del parroco Matteo Roghi, che aggiunse all'edificio la navata di sinistra e il coro (1651), e poi quella del suo successore don Alfonso Ghiro, uomo colto ed avveduto, che resse la parrocchia per ben cinquantatre anni, a dare mandato all'architetto ferrarese Giobatta Barbieri di progettare e costruire la chiesa attuale (1673) ed accanto l'imponente campanile e la canonica.

Una nuova immagine assunse la facciata originaria di stile barocco dopo l'intervento dell'arch. Brenno Del Giudice (secondo decennio del secolo scorso), ora si presenta con un elegante loggiato che si sviluppa su due ordini di colonne e pilastrini ad archetti sovrapposti.

Facciata
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La chiesa è divisa in tre navate con arcate a tutto sesto e sostenute da pilastri, con otto altari, il maggiore, inquadrato tra le colonne dell'arco trionfale, fu eretto nel 1695 dal veronese Giovanni Battista Ranghieri (1646-1718), mentre quello monumentale in marmi policromi, dedicato alla Madonna del Rosario, è della seconda metà del XVIII secolo.

Interno
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Altare maggiore
1695
Giovanni Battista Ranghieri (1646-1718)
marmi vari
cm 595 x 396 x 288
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Altare della Madonna del Rosario
sec. XVIII seconda metà
ambito veneto-emiliano
marmi vari
cm 740 x 500 x 400
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Va visitata la sacrestia per i suoi arredi in legno di noce di artigianato veneto del '700 e il coro per il suo pregio.

Armadi da sacrestia
sec. XVIII
ambito veneto
legno di noce
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Nella chiesa si conservano alcune tele settecentesche degne di nota: nell'abside la Gloria di Santo Stefano Protomartire di scuola emiliana; in controfacciata la Madonna con Bambino, San Vincenzo Ferrer e San Filippo Neri di scuola veneta e la Madonna con Bambino, San Giorgio e Santo Vescovo di Giambettino Cignaroli (1706-1770).

Dipinto Gloria di Santo Stefano Protomartire
sec. XVIII seconda metà
scuola emiliana
olio su tela
cm 240 x 190
formato rettangolare
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Dipinto Madonna con Bambino, San Vincenzo Ferrer e San Filippo Neri
1753 ca.
scuola veneta
olio su tela
cm 235 x 160
formato rettangolare
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Dipinto Madonna con Bambino, San Giorgio e Santo Vescovo
sec. XVIII seconda metà
Giambettino Cignaroli (1706-1770)
olio su tela
cm 242 x 164
formato rettangolare
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Un ricordo e un richiamo al patrono San Bellino lo troviamo dipinto a tempera da Anselmo Baldissara (sec. XX, primo quarto) sul soffitto della navata centrale.

Soffitto dipinto con San Bellino
sec. XX primo quarto
Anselmo Baldissara
tempera su muro
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Data ultimo aggiornamento: 18 agosto 2015