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Data ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012

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Castelnovo Bariano,
frazione di San Pietro Polesine:
Chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo



In un chiuso abbraccio tra il Po e l'argine destro del Tartaro, da Melara fino a Fiesso Umbertiano e Canaro, si estendeva un'ampia zona paludosa ora bonificata.
Papa Paolo V concesse ad alcune potenti famiglie i Bentivoglio, i Romei, i Villa, i Nappi, con la Bolla del 17 febbraio 1609, anche per sconfiggere l'imperversare di due gravi mali del periodo: la malaria e i briganti, di attuare sotto la direzione del celebre ingegnere G.B.Aleotti delle grandiose opere di bonifica.
A circa un secolo di distanza, il 3 settembre 1699, gli abitanti di San Pietro Polesine (allora Marola) intercessero presso il cardinale Paolucci per costituirsi in parrocchia autonoma.
I Nappi, Pietro ed il figlio Alessandro, previa autorizzazione (cfr. "Processo" del 1751 presso l' Archivio dell'Arcivescovado di Ferrara) costruirono una chiesa parrocchiale, benedetta dal delegato del card. M.Crescenzi, arcivescovo di Ferrara, don Agostino Bortoloni (23 dicembre 1753) con solenne cerimonia e "gran concorso di clero e di popolo".
Nell'accordare con decreto (8 ottobre 1759) ai Nappi e ai loro discendenti lo juspatronato laicale, con diritto di nomina e presentazione del parroco, sepolcro di famiglia e due banchi distinti, venne altresì riconosciuta la nuova parrocchia di San Pietro in Valle.
Con la donazione della marchesa Eleonora Corsini Rinuccini, ultima discendente della nobile famiglia Nappi, nel 1876 il diritto di juspatronato laicale fu rimesso nelle mani del vescovo di Adria Kaubech.

La bella chiesa, con facciata divisa in tre ordini, mostra tutta la sua originalità incorporando, a prolungamento dei cornicioni, i due campanili con cupolini a cipolla. 

Facciata
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Per il suo valore artistico nel 1923 la chiesa fu dichiarata monumento nazionale.
L'interno ad una navata possiede tre altari: il maggiore e i due laterali, in legno, dedicati alla Beata Vergine del Rosario e a Sant'Antonio.
 

Interno
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Altare della Madonna del Rosario
1927
ambito altoatesino
legno marmorizzato
cm 6701 x 427 x 265
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Purtroppo l'altare originario, intitolato sempre alla B.V. del Rosario con la statua della stessa in cartapesta, fu distrutto da un fulmine nel 1912, ma subito restaurato l'anno dopo. Venne comunque ricostruito nel 1927 in legno marmorizzato ed inaugurato in occasione della consacrazione dell'edificio, il 27 ottobre 1927, ad opera del vescovo A.Rizzi.

Degna di nota è anche la statua, produzione veneta della seconda metà dell'ottocento, con San Pietro apostolo (IMG I, S.Pietro 0047) in legno dipinto.

Statua di San Pietro apostolo<br /> sec. XIX seconda metà
ambito veneto
legno di rovere dipinto
cm 140 x 45 x 43
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Data ultimo aggiornamento: 18 agosto 2015