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Data ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012

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Archivio dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

Archivio dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

Archivio dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

Archivio dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

Indirizzo: San Marco, 2945 – 30124 Venezia

Telefono: 041.2407711

Fax: 041.5210598

E-mail: archivi@istitutoveneto.it

Sito web: http://www.istitutoveneto.it/index.html

Accesso: previo appuntamento 

Responsabile: Il Presidente dell'Istituto

Referente per l'archivio: Carlo Urbani

Sede: L'Archivio è ospitato nell'antica sede di Palazzo Loredan a Venezia.

Nota storica: L'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti trova origine dal Reale Istituto Nazionale voluto da Napoleone per l'Italia all'inizio del XIX secolo. Venne poi rifondato con l'attuale denominazione dall'Imperatore Ferdinando I d'Austria nel 1838. Con l'unione del Veneto all'Italia, l'Istituto fu riconosciuto di interesse nazionale. La sua configurazione è quella di un'accademia, i cui membri sono eletti dall'Assemblea dei soci effettivi e nominati con decreto ministeriale. L'Istituto, oltre alla ordinaria attività accademica e alle mensili riunioni dei soci, promuove periodicamente manifestazioni di carattere scientifico e umanistico, incontri di studio, convegni, seminari e scuole di specializzazione post laurea e post dottorato. L'Istituto Veneto ha stipulato specifici accordi di collaborazione scientifica e di ricerca con le Università di Padova e di Venezia, e con varie Università e centri di ricerca italiani e stranieri. Eroga numerosi premi e borse di studio al fine d incoraggiare le ricerche sui temi di carattere sia storico che scientifico; pubblica una rivista trimestrale e varie collane di studi monografici; organizza convegni di studio, scuole di specializzazione post-laurea e seminari scientifici.

Patrimonio:

Archivio storico dell'Istituto. L'Istituto conserva diversi fondi archivistici, tra cui il più consistente è quello prodotto dall'Istituto stesso, formato da 147 metri lineari di documentazione per un totale di 1.100 tra buste, pacchi e registri. Il fondo conserva i documenti prodotti dal 1840 ad oggi, e rappresenta una fonte di straordinaria rilevanza per la storia della cultura italiana dell'800 e del '900. Un primo, parziale indice è consultabile in appendice al volume di Giuseppe Gullino, L'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti: dalla rifondazione alla seconda Guerra mondiale (1836-1946), Venezia 1996.

Fondo Luigi Luzzatti. Assieme all'Archivio generale dell'Istituto è il fondo più importante conservato a Palazzo Loredan. Suddiviso in due sezione 'Corrispondenti" (circa 4.000 fascicoli per oltre 38.000 lettere), e tematica (approssimativamente 200.000 carte), raccoglie la documentazione della vita politica, del lavoro legislativo e parlamentare, degli scambi epistolari di Luigi Luzzatti e dell'attività di ministri, banche, associazioni, enti pubblici, ecc. che da Luzzatti furono guidati o che a lui si riferirono. L'archivio è stato riordinato e inventariato da Francesca Sardi e Monica Del Rio ed è attualmente consultabile in rete.

Fondo Pietro Saccardo. L'ingegner Pietro Saccardo (1830-1903) fu una personalità di primo piano nella vita culturale di Venezia e che per vari anni rivesti il ruolo di proto (responsabile della conservazione e dei restauri) della basilica di San Marco, nonché progettista e direttore dei restauri di numerosi altri monumenti veneziani e veneti. L'archivio conserva quindi una documentazione preziosa per la storia del restauro, per la storia dell'arte e della tecnica. Nel corso del 2003 le carte sono state riordinate e inventariate a cura di Silvia Miscellaneo e Giovanna de Angelini Venturini.

Fondo Massimiliano Aloisi. La famiglia Aloisi ha depositato presso l'Istituto, scritti, pubblicazioni, corrispondenza, documenti, ritagli a stampa, organizzati per argomento appartenuti al socio effettivo prof. Massimiliano Aloisi (1907-1999). Unitamente al materiale archivistico la famiglia ha depositato presso l'Istituto Veneto anche la biblioteca di Aloisi, la quale è stata catalogata in SBN ed è disponibile al pubblico. Alcune informazioni sul fondo archivistico sono reperibili nel contributo di Emilio Rosini, Massimo Aloisi, «Belfagor. Rassegna di varia umanità», LVIII (2003), n. 348, pp. 637-714.

Fondo Giusto Bellavitis.  Nel 1991 e nel 2001 furono donati dalla famiglia Bellavitis le carte del matematico bassanese Giusto Bellavitis (1803-1890), professore di geometria descrittiva nell'Università di Padova, presidente dell'Istituto Veneto dal 1863 al 1865 e accademico dei Lincei. Le carte Bellavitis provengono da due donazioni differenti, da parte di Claudio Bellavitis di Milano e da parte di Paolo Bellavitis di Sacile. Il primo nucleo documentario è formato da epistolari, manoscritti di opere, alcuni testi ed estratti stampati, il secondo lascito consiste invece per la maggior parte in opuscoli o estratti di opere stampate che Bellavitis riceveva soprattutto da matematici ma anche da cultori delle altre scienze, sia italiani che stranieri. Probabilmente gli pervenivano data la sua attività di recensore sulla sua rivista «Rivista di giornali». Sono inoltre presenti molti volumi manoscritti di grosso formato, si tratta di repertori dove riassumeva pubblicazioni e dava giudizi personali sul contenuto di opere altrui. Fanno parte di questo secondo lascito anche alcune lettere. Il fondo riveste interesse soprattutto per la storia delle matematiche, rispecchiando gli argomenti e il grande dibattito che portò agli sviluppi della disciplina particolarmente negli anni '30 e '40 dell'800.

Fondo Augusto Ghetti. Il prof. Ghetti, uno tra i principali esperti in materia lagunare e promotore di molte ricerche e studi sul regime idraulico del Veneto, ha lasciato all'Istituto la documentazione completa degli atti del processo celebrato all'Aquila dopo la tragedia del Vajont. Nel fondo si conservano decine di perizie, memorie, dichiarazioni che consentono di ricostruire nei dettagli le varie fasi della costruzione della diga e le successive vicende, fino al terribile disastro.

Fondo Carlo Anti – Luigi Polacco. Il prof. Luigi Polacco, allievo e successore del prof. Carlo Anti (1889-1961) nella cattedra di Archeologia dell'Università di Padova, ha consegnato alcuni anni fa all'Istituto numerosi appunti e manoscritti di Carlo Anti, soprattutto quelli relativi alle sue tesi di scavo e studio in Sicilia, a Siracusa in particolare. Il fondo è arricchito da numerosi opuscoli e tesi di laurea. Il materiale è stato parzialmente schedato. In progetto inventariazione dettagliata.

Fondo Vittorio e Lino Lazzarini. Il prof. Lino Lazzarini, scomparso a Padova nel 2005, ha disposto per volontà testamentaria, che le carte e i volumi appartenuti al padre, prof. Vittorio Lazzarini, fossero depositate presso l'Istituto. Vittorio Lazzarini (1866-1957), professore di paleografia e diplomatica nell'Università di Padova, fu vicepresidente dell'Istituto Veneto dal 1934 al 1945; la biblioteca, non catalogata, contiene soprattutto volumi di storia veneziana, mentre le carte, anch'esse al momento non inventariate, si riferiscono a corrispondenza con figure di rilievo del panorama culturale come Pompeo Molmenti, Luigi Messedaglia, ecc.

Fondo Roberto Marin. L'archivio riflette il ruolo e gli ambiti di attività dell'ingegner Roberto Marin che fu uno dei principali protagonisti, soprattutto tra il 1920 e il 1940, della realizzazione di un grandioso piano di sviluppo degli impianti di produzione, trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica. A Roberto Marin, che fu tra l'altro direttore generale della SADE (Società Adriatica di Elettricità), spetta il merito di esser stato determinante promotore del collegamento in parallelo delle linee di tutte le Società Elettriche Italiane e dell'Interconnessione Generale delle reti europee. L'archivio, al momento non inventariato, è costituito da registri e buste per un totale di due metri lineari.

Fondo Josef Brandmüller.  Josef Brandmüller, professore di Fisica nell'Università di Monaco, dispose che alla sua scomparsa fossero lasciati all'Istituto Veneto una raccolta delle sue pubblicazioni e diversa documentazione, non ancora inventariata, relativa al lavoro condotto in cinquant'anni di attività relativamente ai temi della simmetria, della spettroscopia e dell'utilizzo del laser, di cui fu uno dei principali pionieri.

Altre informazioni:

  • L'Istituto Veneto partecipa al progetto "Archivi del Novecento - la memoria in rete".
  • Il patrimonio librario dell'Istituto è composto da oltre 300.000 volumi.


Data ultimo aggiornamento: 09 dicembre 2015