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Data ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012

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San Giacomo in Paludo

Sito archeologico Isola San Giacomo in Paludo

Realizzazione:

Università di Venezia Dipartimento di Scienze dell´Antichità e del Vicino Oriente Insegnamento di Archeologia Medievale

Direzione scientifica:

Prof. Sauro Gelichi - Università di Venezia

Coordinamento:

Baudo F., Calaon D, Beltrame C., Smith S.

Specifiche:

Contributi di RdV, Nausicaa - Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, Magistrato alle Acque di Venezia - Consorzio Venezia Nuova, V.A.S. - Green Gross Onlus, EVR

Foto:

Studenti al lavoro nel corso degli scavi

Studenti al lavoro nel corso degli scavi

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S. Giacomo in Paludo - Area 1000 scavo

S. Giacomo in Paludo - Area 1000 scavo

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S. Giacomo in Paludo - Area 7000 scavo

S. Giacomo in Paludo - Area 7000 scavo

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Cavana dell´ortolano, visione frontale

Cavana dell´ortolano, visione frontale

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Cavana dell´Ortolano

Cavana dell´Ortolano

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Cavana dell´Ortolano, fase seconda

Cavana dell´Ortolano, fase seconda

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Cavana dell´Ortolano, fase terza

Cavana dell´Ortolano, fase terza

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Arco cronologico interessato:

  • insediamenti a partire dal medioevo (XII sec. ospizio, XIII secolo/in. XVII strutture conventuali)
  • dalla seconda metà XIX (installazioni militari austriache e italiane)

Descrizione:

Le prime evidenze archeologiche risalgono al XII secolo e riguardano strutture murarie da mettere in connessione con un uso dell´isola come ospizio per i pellegrini diretti verso la Terrasanta (eretto secondo la tradizione nel 1146 per volontà del Doge Pietro Polani). Maggiori fonti documentano la vita dell´isola nei secoli successivi. Nel corso del XIII secolo (1238) viene trasfomato in monastero femminile cistercense la cui presenza si prolungň sino al 1441, anno in cui le ultime monache vennero trasferite. Dopo un periodo di abbandono l´isola venne affidata nel 1458 ai frati minori; questi vi costruiranno una piccola chiesa ed un piccolo nuovo convento. Vi erano anche una foresteria ed una cavana di ragguardevoli dimensioni. La presenza francescana, sia pure numericamente ridotta, si prolungherà sino al 1769, anno in cui verrà chiuso dalle autorità civili dopo che per tutto il XVIII secolo le strutture dell´isola avevano subito un processo di progressivo degrado. Come molte altre isole della laguna a partire dalla seconda metà del XIX San Giacomo in Paludo venne riconvertita ad uso militare, uso che perdurň sino al 1960. Attualmente gli interventi archeologici operati dall´équipe dell´Università di Venezia - Ca´ Foscari sono inseriti in un quadro generale di recupero strutturale delle arginature promosso dal Consorzio Venezia Nuova.

I materiali recuperati dagli scavi sono in parte in deposito ed in studio presso l´Università.

Finanziamenti regionali:

  • Anno 2003 - Cotributo € 5.000,00
  • Anno 2004 - Cotributo € 9.000,00

Aspetti bibliografici:

  • S. Gelichi 2003, (a cura di), Archeologia e monasteri nella laguna veneziana: San Giacomo in Paludo, in "Atti III Congresso Nazionale di Archeologia Medievale", Firenze 2003, pp. 243-270.S.
  • Gelichi, F. Baudo, D. Calaon, C. Beltrame 2004, Isola di San Giacomo in Paludo (laguna VENEZIANA): attività di ricognizione, rilievo , scavo e studio stratigrafico degli elevati, in "Le missioni archeologiche dell´Università Ca´ Foscari di Venezia. IV giornata di Studio 2004" a cura di A. Zaccaria Ruggiu, Venezia, 2004, PP. 97-110.
  • C. Beltrame 2003, Prime osservazioni storico-archeologiche a proposito del rinvenimento della "Cavana per l´uso dell´ortolan", in S. Gelichi 2003a, pp. 261-264.
  • F. Baudo 2003, Le tecniche costruttive, in S. Gelichi 2003a, pp. 259-261.
  • F. Baudo., D. Calaon 2003, La sequenza insediativa, in S. Gelichi 2003a, pp. 247-255.
  • D. Calaon 2003, La formazione dei bacini archeologici, in S. Gelichi 2003a, pp. 264-268.

Pagine Web:



Data ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2014