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Data ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012

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Museo Civico Archeologico di Padova

I vetri romani conservati al Museo Civico Archeologico di Padova costituiscono un insieme numericamente assai rilevante anche se di qualità non particolarmente elevata.

Gli esemplari sono riconducibili ad un arco cronologico che va dalla fine del I a.C. sino al IV d.C. e provengono in buona parte dagli scavi della necropoli localizzata nell''800 presso la Stazione Ferroviaria; un secondo nucleo di particolare rilevanza proviene da un'area meridionale della Provincia di Padova, più in particolare da Montegrotto e Vigorovea. Altri esemplari, privi di dati circa la provenienza, appartengono al vecchio fondo del museo e, sovente, appartenevano ad antiche collezioni private, mentre un quarto gruppo comprende alcuni pezzi di origine mediorientale, anch'essi acquisiti dal mercato antiquario o grazie a donazioni (Merletti, Casuccio).

Per quanto concerne gli scavi della necropoli della stazione ferroviaria, sin dal 1849 nel corso dei lavori per le fondazioni della Stazione si trovarono a non molta profondità indizi di tombe romane e anfore vinarie dell'età romana, che portarono alle realizzazione di due campagne, la prima effettuata tra il 14 agosto ed il 17 novembre 1877, la seconda l'anno successivo, tra il 28 febbraio ed il 27 aprile 1878. I lavori vennero diretti da Luigi Busato e furono contraddistinti da una notevole penuria di mezzi.

Ciononostante le indagini permisero di individuare una vasta necropoli; purtroppo non fu possibile giungere ad una descrizione accurata dei singoli corredi né, tantomeno, attribuire con accettabile esattezza una datazione che non fosse una generica datazione dei materiali ad un periodo cronologicamente assai lungo che va dal III-II a.C sino al VI d.C.

Luigi Busato elenca più di 200 ritrovamenti di oggetti vitrei ma, trattandosi per lo più di forme molto comuni, pochi sono quelli individuabili con certezza, tra questi:

Bicchiere

Bicchiere

(inv. 597R;XXII-158); Terzo quarto del I - II secolo d.C.
Vetro soffiato, costolature a onde ottenute a caldo
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-78.
Prodotta da officina nord-italica (Canton Ticino)

Coppa a reticella

Coppa a reticella

(Inv. 613R) , Fremersdorf 1958, III, p. 21; fine I secolo a.C. - inizi I secolo d.C
Vetro a reticelli, modellata a stampo.
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-1878.
Produzione di officina italica (centromeridionale?).

Coppa costolata

Coppa

(Inv. 620R;XXII-170) , Isings 1957, f. 3 a-b; prima metà I secolo d.C.
Colatura a stampo.
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-1878. 
Prodotta da officina nord italica.

Coppa costolata

Coppa

(Inv. 2480; IGPD 185421) , Isings 1957, f. 3 b; seconda metà I secolo d.C.
Colatura a stampo.
prov. Vigorovea (Padova), tomba rinvenuta nel 1954.
Produzione nord italica.

Coppetta

Coppa

(Inv. 599R; XXII-157) , Isings 1957, f. 12 var.; metà I - II secolo d.C.
Vetro soffiato.
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-1878.
Produzione di officina nord-italica.

Coppetta

Coppa

(Inv. 598R; XXII-23) , Isings 1957, f. 12 var.; metà I - II secolo d.C.
Vetro soffiato entro stampo (?).
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-1878
Produzione di officina nord-italica.

Coppetta

Coppa

(Inv. 585R; XXII-197) , Isings 1957, f. 12 var.; metà I - II secolo d.C.
Vetro soffiato.
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-1878.
Produzione di officina nord-italica.

 

Ad ogni modo questi vetri andarono ad aggiungersi al primo nucleo di raccolta presente al museo a cui si stavano aggiungendo anche altre famose collezioni private, per lo più ottocentesche, donate al museo: per esempio quelle di Nicola Bottacin 238, 258, 281, 299), dell'abate Stefano Piombin di Monselice (cat. 213) e Martinati (cat. 4, 212, 231), che comprendevano molteplici tipologie di materiali archeologici, ed anche vetri.

Bottiglia

Bottiglia

(Inv. XIX-208), Isings 1957, f. 50a var.; metà I - II secolo d.C.
Soffiatura a stampo (?).
prov. sconosciuta, già Raccolta Bottacin.
Prodotta da officina nord italica.

Coppa

Coppa

(Inv. XIX-234) , Isings 1957, f. 3 c; metà I secolo d.C. circa
Soffiatura entro stampo bipartito.
prov. sconosciuta, già raccolta Bottacin.
Produzione di officina occidentale o del Mediterraneo orientale.

Coppa

Coppa

(Inv. XIX-218) , Isings 1957, f. 69 a; seconda metà I - II secolo d.C.
Vetro soffiato, cordoncino a rilievo ottenuto a caldo; piede applicato.
prov. sconosciuta, già raccolta Bottacin.
Produzione di un'officina del Mediterraneo orientale.

Olla

Olla

(XIX-251) , Isings 1957, f. 67a; fine I - inizi II secolo d.C.
Vetro soffiato;
prov. sconosciuta, già raccolta Bottacin.
Produzione di officina dell'Italia nord-italica

Balsamario

Balsamario

(Inv. 628R; XIX-217); III-IV secolo d.C. (?)
Vetro soffiato.
prov. sconosciuta. Dono S. Piombin.
Prodotta da officina del Mediterraneo orientale, probabilmente siro-palestinese

Aryballos

Aryballos

(Inv. 672R errato; XIX-242) ; Isings 1957, f. 103; II - III secolo d.C.
Vetro soffiato.
prov. sconosciuta. Ex Raccolta Martinati.
Prodotto da officina del Mediterraneo orientale (nord italica).

Balsamario

Balsamario

(Inv. XIX-241); III-IV secolo d.C.
Vetro soffiato; piede e decorazioni applicate a caldo.
prov. sconosciuta. Ex Raccolta Martini.
Prodotta da officina del Mediterraneo orientale, siro-palestinese?

Bottiglia

Bottiglia

(Inv. 693R;XIX-235) , Isings 1957, f. 104a; III-IV secolo d.C.
Soffiatura a stampo.
prov. sconosciuta. Ex Raccolta Martinati.
Tipo attestato sia in Oriente che in Occidente

 

Al terzo nucleo di particolare interesse sono riconducibili alcuni tra gli oggetti più belli custoditi nel museo, che provengono non tanto dal centro cittadino quanto dal territorio circostante, in particolare dall'area del Piovese; nei corredi delle tombe rinvenute ad Arzergrande e Vigorovea erano presenti anche oggetti vitrei di buon livello non solo di provenienza orientale (siropalestinese), come per es. il balsamario cefaliforme (cat. n. 5), ma anche di produzione occidentale come il kantharos 292 che apparteneva allo stesso corredo, lo skyphos 293, la casseruola 255 e l'amphoriskos cat. n. 2 e la coppa costolata 257.

Balsamario Cefaliforme

Balsamario

(Inv. 2482) ; De Tomaso 1990, p. 90; seconda metà I secolo d.C.
Vetro soffiato entro stampo bivalve.
prov. Vigorovea (Padova), tomba rinvenuta nel 1954.
Prodotto da officina siriaca o aquileiese.

Kantharos

Kantharos

(Inv. 2481; IGPD183420), Isings 1957, f. 38a; seconda metà I secolo d.C.
Vetro soffiato; anse e piede modellati a parte e applicati a caldo.
prov. Vigorovea (Padova), tomba rinvenuta nel 1954.
Produzione di officina dell'Italia nord-orientale (Aquileia?)

Skyphos

Skyphos

(IGPD184741) , Isings 1957, f. 39; prima metà I secolo d.C.
Vetro soffiato; anse e piede fusi a parte.
prov. Vigorovea (Padova), tomba II 1967.
Produzione di officina dell'Italia nord-orientale

Casseruola

Casseruola

(Inv. 228696 ingr.; IGPD 6184714) , Isings 1957, f. 75b; prima metà II secolo d.C.
Soffiatura a stampo (?).
prov. Arzergrande (Padova).
Prodotta da officina probabilmente nord italica.

Amphoriskos

Amphoriskos

(Inv. 632R; XIX-258) , Isings 1957, f. 15; prima metà I - prima metà II secolo d.C.
Vetro soffiato, anse fuse a parte e applicate a caldo.
prov. Granzette di Schiavonia (Este), 1875. Dono S. Piombin.
Prodotto da officina nord italica e/o ticinese

Amphoriskos

Amphoriskos

(Inv. 228697 ingr.; IGPD 184713) , Isings 1957, f. 15; prima metà II secolo d.C.
Vetro soffiato, anse fuse a parte e applicate a caldo.
prov. Arzergrande (Padova), 1960.
Prodotto da officina nord italica e/o ticinese

 



Data ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2014