Percorsi Percorsi

Siti tematici Siti tematici

Contenuto Html Contenuto Html

 



Data ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012

Modello link 1 Modello link 1

Dettaglio contenuto Dettaglio contenuto

Montebelluna

Scavo della necropoli di Posmon - Loc. Le Rive

Realizzazione:

Comune di Montebelluna

Direzione scientifica:

Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto - dott.ssa Annamaria Larese

Specifiche:

Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna č diretto da Monica Celi; il conservatore archeologo č Manuela Gilli; sostituita nel periodo maggio 2002 e giugno 2003 da Claudia Casagrande in qualità di conservatore archeologo reggente.

Arco cronologico interessato:

  • epoca protostorica (Civiltà Veneti antichi - a partire almeno dal V sec. a.C.)
  • epoca romana

Descrizione:

Montebelluna č da tempo nota per le considerevoli testimonianze di età preromana, restituite dalle necropoli esplorate tra il 1959 ed il 1969 nelle località di Posmon e di S. Maria in Colle. Già i risultati di tali indagini avevano rivelato la vitalità economica e culturale di questo centro, certamente da imputare alla sua collocazione strategica all´imboccatura della valle del Piave. Punto nevralgico lungo la via commerciale che collegava i centri veneti di pianura, e in particolare Padova, con i mercati alpini e transalpini, la Montebelluna veneto-antica ci appare come una comunità piuttosto ricca e socialmente articolata, oltre che aperta a svariati influssi. La posizione di assoluta rilevanza ricoperta da questo centro nell´ambito del sistema territoriale ed economico veneto č stata confermata ed ancor piů messa in evidenza dai risultati delle campagne di scavo degli anni 2001 e 2002, condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto nell´area della località Posmon nota come "Le Rive", destinata ad interventi di edilizia residenziale privata.

Alcuni dei lotti oggetto di indagini archeologici preventive (4-5, 9, 12) hanno restituito testimonianze relative ad un´ulteriore porzione di necropoli: sono state infatti individuate e recuperate piů di 300 sepolture distribuite lungo un arco di tempo che va all´incirca dal VI secolo a.C. fino alla piena età romana. Il rituale funerario documentato nelle tombe preromane č quello comune a gran parte dell´ambiente veneto e prevede l´incinerazione del defunto e la deposizione dell´ossuario, insieme al resto del corredo di accompagnamento, all´interno di una cassetta lignea o in lastre di pietra. Un importante elemento di novità č invece rappresentato dalle 'opere di monumentalizzazione´ che interessano la necropoli a partire dalla seconda fase: come nelle ben piů note necropoli di Este e Padova, anche a Montebelluna č ora documentata un tipo di tomba che prevede la realizzazione di un tumulo di terra a base circolare, al centro del quale viene collocata la sepoltura probabilmente appartenente al capofamiglia o ad un personaggio di spicco, circondata da altre con corredi funerari di minore importanza e ricchezza. Il completo recupero e restauro di tutti gli elementi compositivi dei corredi, nel corso dello scavo prelevati a blocco insieme al terreno di riempimento delle sepolture per essere sottoposti ad un piů accurato e delicato scavo in laboratorio, consentirà probabilmente di chiarire meglio i criteri che presiedono a questa apparente organizzazione gerarchica delle sepolture. Le situle realizzate in lamina di bronzo che talvolta sostituiscono il piů comune ossuario fittile, i numerosi elementi di abbigliamento o di ornamento di pregevole fattura, le armi o altri oggetti di particolare valore simbolico rappresentano infatti chiare indicazioni di differenze di rango e di ruolo, oltre a suggerire la presenza di un artigianato altamente specializzato. Una maggiore varietà di tipologie mostrano le tombe di età romana, tutte ad incinerazione ma con il corredo deposto entro una cassetta litica, all´interno di un´anfora segata, oppure in una fossa con copertura in laterizi. Piů rari, ma ugualmente documentati sono casi di sepolture in cui il defunto veniva cremato su una pira innalzata direttamente sopra la fossa di deposizione (bustum). Anche in questa fase vengono talvolta utilizzati i tumuli come segnacolo esterno delle tombe, ma le manifestazioni di conservatorismo rituale non si fermano qui, investendo anche i corredi funerari. Un esempio illuminante č fornito da uno dei due corredi restaurati ed esposti nella recentissima mostra Restituzioni 2002, tenutasi nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza. In quello della tomba 102 (vedi foto), infatti, una spada in ferro caratteristica dell´armamento del guerriero celta e verosimilmente appartenuta al nonno del defunto viene deposta nella tomba ripiegata assieme al suo fodero, secondo un rituale tipico del mondo celtico di cui evidentemente si conserva ancora memoria, pur in una comunità ormai completamente romanizzata. Le ultime novità prodotte dalle botteghe artigianali del mondo romano sono infatti ampiamente presenti nei corredi di I secolo a.C.-I secolo d.C., talvolta anche con oggetti di particolare pregio, come il raffinato balsamario con bande in oro e in vetro policromo anch´esso esposto alla mostra di Vicenza, un pezzo del tutto eccezionale forse giunto a Montebelluna dal Mediterraneo orientale per il tramite di Aquileia. Ricchi corredi e pezzi di importazione ci documentano dunque la ininterrotta vitalità di questo centro, che tra la fine del I secolo a.C. e la metà del II d.C. sembra organizzarsi attorno ad un nucleo residenziale settentrionale, ai margini del quale potrebbe essere collocata proprio la necropoli di recente scoperta. (relazione introduttiva al progetto di Claudia Casagrande - conservatore archeologo reggente presso il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna) Il progetto, di ampio respiro, č articolato in 10 annualità e punta ad un´opera di scavo in laboratorio delle tombe recuperate, al restauro ed allo studio dei corredi, al loro allestimento museale ed alla pubblicazione dei dati. Il costo complessivo del progetto č attualmente stimato in € 1.807.004,00 che consentiranno alla cittadinanza di Montebelluna di ospitare nel proprio Museo Civico una straordinaria raccolta di materiali assolutamente unici e di assoluta rilevanza scientifica. I costi ed i tempi, apparentemente elevati, sono in realtà molto contenuti se si pensa alla tipologia degli interventi previsti ed alla necessità di restaurare i corredi recuperati (specialmente i materiali in metallo) nel piů breve tempo possibile per evitare il rischio di un loro irrimediabile degrado.

Finanziamenti regionali:

  • Anno 2003 - Contributo € 35.000,00
  • Anno 2004 - Contributo € 40.000,00
  • Anno 2005 - Contributo € 25.000,00


Aspetti bibliografici:

Patrizia Manessi, Alexia Nascimbene, "Montebelluna - Sepolture preromane dalle necropoli di Santa Maria in Colle e Posmon", in "Archaiologia - Quaderni del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna", Montebelluna 2003.

Pagine Web:



Data ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2014