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Data ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012

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Scavi archeologici nel sito di Brentino Belluno

Programma comunitario INTERREG III B - Alpine Space - Progetto Via Claudia Augusta

Realizzazione:

Università degli studi Ca' Foscari di Venezia

Direzione scientifica:

Prof. Annapaola Zaccaria Ruggiu - Università di Venezia

Coordinamento:

  • Responsabilità didattica: Raffaella Bortolin
  • Conduzione scavo: Flavio Cafiero

Foto:

Archeologi al lavoro il primo giorno di scavo

Archeologi al lavoro il primo giorno di scavo

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Ancora una visione degli scavi

Ancora una visione degli scavi

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Fibula gota - V-VI secolo

Fibula gota - V-VI secolo

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Elemento decorativo; seconda metà I sec.- inizio II

Elemento decorativo; seconda metà I sec.- inizio II

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Moneta databile seconda metà I sec. - inizio II

Moneta databile seconda metà I sec. - inizio II

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Arco cronologico interessato:

  • epoca romana
  • alto basso medio evo

Descrizione:

Oggetto di alcuni interventi di scavo da parte della Soprintendenza Archeologica del Veneto tra il 1968 e il 1971, imposti dalla costruzione dell'autostrada Verona-Brennero, l'area, - che si situa in località Servasa tra una proprietà privata tenuta a vigneti a sud e a ovest, e i piloni dell'autostrada a est - č posta sopra un leggero dosso sulla riva destra dell'Adige a oriente del Monte Baldo, proprio sotto le ripide pendici della montagna.

I resti archeologici hanno rivelato l´esistenza di ambienti, pavimenti in cocciopesto, spazi usati come cortili, una rete di canalizzazioni, reperti ceramici, utensili e oggetti che hanno immediatamente messo in evidenza la qualità e l'importanza dell'edificio, sia per la sua posizione strategica, soprelevata, lungo il fiume e lungo una strada romana sia per la sua estensione (finora sono stati messi in luce circa 2000 mq.), sia per le caratteristiche architettoniche e topografiche dell'edificio, sia infine per gli oggetti recuperati, che indicano una frequentazione del sito per un periodo compreso tra il I sec. d.C. e la fine del V-metà VI sec. d.C.

Nella parte in cui siamo intervenuti quest'anno si č potuto verificare che č attesta una continuità di vita fino al XIII secolo, anche se si dovrà accertare in futuro la presenza o meno di cesure temporali negli insediamenti che qui si sono succeduti. Alla campagna di scavo, che si č svolta per tre settimane (dal 20 settembre all'8 di ottobre), hanno partecipato otto studenti: quattro italiani e quattro austriaci, con uno scambio di esperienze nei due cantieri archeologici prescelti: Brentino Belluno (Vr) per l'Italia e Alfinstermünz per l'Austria, esempio concreto di cooperazione culturale in campo europeo.

L'intervento ha permesso di riaprire le indagini archeologiche e di verificare l'estensione dell'edificio, la complessiva ricchezza stratigrafica del sito, i livelli abitativi, la presenza di pavimenti, le diverse fasi di vita del complesso e la sua durata. Si č proceduto con la pulizia generale dell'area con la messa in luce di due sezioni stratigrafiche e di pavimenti in cocciopesto di alcuni ambienti. Ma l'impegno di carattere formativo č stato il filo conduttore di tutte le operazioni di scavo, senza che questo abbia compromesso una corretta applicazione del metodo stratigrafico di intervento. Gli allievi hanno cosě appreso non soltanto la metodologia dello scavo stratigrafico, ma anche i modi della registrazione dei diversi interventi: le schede cartacee e quelle informatizzate per strati e strutture, l'uso di apparecchiature ottiche per prendere quote e per il rilievo topografico e architettonico. Hanno inoltre imparato a elaborare disegni di strutture e di strati, a conoscere anche i diversi tipi di materiali, anche se ne sono stati ritrovati in relativa quantità.

L'aspetto formativo č stato seguito e sviluppato con particolare competenza e capacità didattiche dalla Dott. Raffaella Bortolin e dal Dott. Flavio Cafiero La potenzialità del sito č deducibile non solo dai risultati di questo primo intervento, e da quanto resta ancora da scavare, ma anche dagli oggetti recuperati in passato e depositati in parte presso i magazzini della Soprintendenza a Verona (vasellame, lucerne, monete, pesi da telaio), in parte presso il Museo Civico di Rovereto (frutto di donazioni), in parte dispersi.

Inoltre, tutta l'area finora scavata presenta caratteristiche adatte per un'indagine stratigrafica approfondita e per uno studio topografico dell'intero comprensorio territoriale posto a est del lago di Garda, lungo la valle dell'Adige.

Finanziamenti regionali:

  • Anno 2004 - Contributo € 0
  • Anno 2005 - Contributo € 10.000,00

Aspetti bibliografici:

  • Le zone archeologiche del Veneto, Venezia 1987, p. 118 Busana M. S.
  • Architetture rurali nella Venetia romana, Roma 2002, pp. 266 - 270

Pagine Web:



Data ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2014