Trasporto di rifiuti

Gli adempimenti burocratico/amministrativi posti a carico dei produttori e dei gestori dei rifiuti finalizzati al controllo delle movimentazioni degli stessi sono:

  • la tenuta e compilazione del registro di carico e scarico dei rifiuti prodotti, recuperati, smaltiti, ceduti a terzi o comunque gestiti, ivi compresi quelli trasportati o anche solo commercializzati od intermediati;

  • l’emissione del formulario di identificazione per il trasporto;

  • la comunicazione annuale al catasto tramite la compilazione del “MUD”.

 

Registro di carico e scarico


Salvi i casi di esenzione, l’obbligo di tenere il registro di carico e scarico riguarda:

  • chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e di trasporto di rifiuti;

  • i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione;

  • chiunque svolge operazioni di recupero (anche in regime semplificato);

  • chiunque svolge operazioni di smaltimento (anche di autosmaltimento);

  • le imprese e gli enti che producono rifiuti pericolosi;

  • consorzi istituiti con le finalità di recuperare particolari tipologie di rifiuto

     

Il registro tenuto dagli stabilimenti e dalle imprese che svolgono attività di smaltimento e di recupero di rifiuti deve, inoltre, contenere:

  • l’origine, la quantità, le caratteristiche e la destinazione specifica dei rifiuti;

  • la data del carico e dello scarico e il mezzo di trasporto utilizzato;

  • il metodo di trattamento impiegato.

     

Facsimile del registro di carico e scarico


 

Rimediando ad un evidente errore contenuto nelle istruzioni per la compilazione del registro di carico e scarico dei rifiuti, l’art. 190, comma 9 dispone che “Nell’allegato C1, sezione III, lettera c), del decreto del Ministro dell’ambiente 1° aprile 1998, n. 148, dopo le parole: «in litri» la congiunzione: «e» è sostituita dalla disgiunzione: «o»”.
Pertanto sui registri risulta ora definitivamente chiarito che le quantità vanno liberamente annotate scegliendo tra “kg o litri o metri cubi”.

Le annotazioni [sul registro] devono essere effettuate:

  • per i produttori, almeno entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dallo scarico del medesimo;

  • per i soggetti che effettuano la raccolta e il trasporto, almeno entro dieci giorni lavorativi dalla effettuazione del trasporto;

  • per i commercianti, gli intermediari e i consorzi, almeno entro dieci giorni lavorativi dalla effettuazione della transazione relativa;

  • per i soggetti che effettuano le operazioni di recupero e di smaltimento, entro due giorni lavorativi dalla presa in carico dei rifiuti.”.

     

Detta tempistica era di sette giorni nei primi tre casi e di ventiquattro ore nell’ultimo.
L’art. 190, comma 4, d.lgs. n. 152/2006 prevede poi che “I soggetti la cui produzione annua di rifiuti non eccede le dieci tonnellate di rifiuti non pericolosi e le due tonnellate di rifiuti pericolosi possono adempiere all’obbligo della tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti anche tramite le organizzazioni di categoria ...”. I limiti quantitativi erano invece rispettivamente 5 e 1 tonnellata.

Il registro deve essere conservato per almeno cinque anni dalla data dell’ultima registrazione. Per le discariche il registro deve essere conservato a tempo indeterminato e al termine dell’attività deve essere consegnato all’autorità autorizzante.

Formulario di identificazione

L’obbligo del formulario sussiste in presenza delle seguenti condizioni:

  • che si tratti di trasporto (di rifiuti) effettuato da un "ente" o da una "impresa";

  • che non si tratti di rifiuti urbani trasportati dal gestore del servizio pubblico;

  • che non si tratti di trasporti di modeste quantità (30 chili o 30 litri al giorno) eseguiti in proprio dal produttore dei rifiuti;

essendo indifferente ogni altro aspetto; in particolare, non avendo rilievo il fatto che si tratti di trasporto di propri rifiuti (salvo che per modeste quantità) o di rifiuti prodotti da terzi, oppure di trasporto di rifiuti pericolosi o di rifiuti non pericolosi, ovvero di trasporto di rifiuti destinati a smaltimento o di rifiuti destinati a recupero, ovvero ancora di trasporto di rifiuti destinati a recupero in regime ordinario) o in regime semplificato.

Durante il trasporto, effettuato da enti o imprese, i rifiuti (anche quelli destinati a recupero ed eccettuati solo i rifiuti urbani trasportati dal soggetto che gestisce il servizio pubblico) debbono essere accompagnati dal formulario di identificazione dal quale devono risultare, in particolare, i seguenti dati:

  • nome ed indirizzo del produttore e del detentore;

  • origine, tipologia e quantità del rifiuto;

  • impianto di destinazione;

  • data e percorso dell’instradamento;

  • nome ed indirizzo del destinatario.

     

Facsimile del formulario


 

Il formulario deve essere redatto in quattro esemplari, compilato, datato e firmato dal detentore dei rifiuti, e controfirmato dal trasportatore. Una copia deve rimanere presso il detentore, e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una al detentore.

Le copie del formulario devono essere conservate per cinque anni.

L’art. 193, commi 7, 8, 9 e 13 del d.lgs. n. 152/2006 elimina la possibile duplicazione di documenti per il trasporto, disponendo che:

  • per le spedizioni transfrontaliere il formulario “è validamente sostituito” dal documento previsto dal regolamento (cee) n. 259/1993 (modello 54/b);

  • le disposizioni sul formulario non si applicano al trasporto di fanghi destinati all’utilizzo in agricoltura secondo la disciplina del d.lgs. n. 99/1992;

  • il documento di cui all’art. 7 del regolamento (ce) n. 1774/2002 (sottoprodotti di origine animale) sostituisce “a tutti gli effetti” il formulario;

  • il formulario sostituisce “a tutti gli effetti” il modello f di cui al d.m. n. 392/1996 sugli oli usati.

 

Trasporti Internazionali di Rifiuti


I trasporti di rifiuti che interessano più Stati, ovvero le "spedizioni di rifiuti all’interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio", sono sottoposte al regime di sorveglianza e controllo previsto e disciplinato dal regolamento (CEE) n. 1013/2006.



 

Il regolamento n. 1013/2006 disciplina le spedizioni transfrontaliere di rifiuti.
In particolare disciplina le spedizioni:

  • tra stati membri della unione europea (spedizioni intracomunitarie);

  • in uscita dall’unione europea (esportazioni):
    le esportazioni di rifiuti dall’unione europea sono consentite per tipologie diverse a seconda del paese di destinazione, distinguendosi:

    • le esportazioni verso i paesi Efta;

    • le esportazioni verso i paesi Ocse;

    • le esportazioni verso i paesi extra Ocse;

    • le esportazioni verso i paesi o territori d’oltremare;

  • in entrata nell’unione europea (importazioni):
    le importazioni di rifiuti nell’unione europea sono consentite per tipologie e destinazioni diverse a seconda del paese di provenienza, distinguendosi:

    • le importazioni da paesi aderenti alla convenzione di Basilea;

    • le importazioni da paesi che hanno concluso accordi o intese secondo l’art. 41, comma 1, lettere b) o c);

    • le importazioni da paesi Ocse;

    • le importazioni da paesi o territori d’oltremare.

       

Comunicazione annuale al catasto tramite la compilazione del “MUD”

Le imprese di qualsiasi dimensione dal 29 aprile dichiarano perciò nel MUD solo i rifiuti pericolosi, mentre prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 152/2006 questa possibilità era prevista esclusivamente per gli imprenditori artigiani con un numero di dipendenti non superiore a tre.

Non è più necessario, infatti, documentare per mezzo della dichiarazione ambientale la produzione degli scarti non pericolosi derivanti da lavorazioni artigianali o industriali. L’agevolazione è prevista esclusivamente per quelle imprese che non esercitano un’attività professionale di trasporto, intermediazione, commercio, recupero o smaltimento: per gli operatori della gestione dei rifiuti le regole restano invariate.

Se in termini generali i produttori di rifiuti speciali saranno tenuti a presentare la dichiarazione ambientale esclusivamente con riferimento ai rifiuti pericolosi, è però opportuno precisare che nel nuovo decreto legislativo viene confermato l’esonero dall’obbligo previsto per le imprese e che hanno conferito rifiuti pericolosi al servizio pubblico di raccolta “previa apposita convenzione”. Questa esenzione è riferita esclusivamente alle tipologie ed alle quantità di rifiuti pericolosi effettivamente conferiti al servizio pubblico e, naturalmente, è applicabile solo negli sporadici casi in cui i Comuni hanno istituito un servizio integrativo di raccolta per scarti produttivi di questo tipo.

Le nuove disposizioni escludono inoltre le imprese, con l’eccezione costituita dalle aziende che hanno attivato un proprio sistema di restituzione degli imballaggi, dall’obbligo di compilazione della sezione imballaggi del MUD.



Data ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2013