Piani e Programmi


Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali

Il “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali” è stato approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 30 del 29 aprile 2015 [Bur. n. 55 del 01/06/2015].

Il documento di Piano (ALLEGATO A alla DCR 30/2015) si articola in:
• Elaborato A: Normativa di Piano;
• Elaborato B: Rifiuti Urbani;
• Elaborato C: Rifiuti Speciali;
• Elaborato D: Programmi e linee guida;
• Elaborato E: Piano per la bonifica delle aree inquinate.

Gli obiettivi, suddivisi per settore, sono i seguenti:

Rifiuti Urbani (estratto da pag 192, Allegato A alla DCR 30/2015)

• 1. Riduzione e prevenzione - Iniziative e strumenti della P.A. e Enti Locali. Le iniziative proposte dal piano (con gli strumenti descritti nelle schede al punto 3.4) contrastano la tendenza all'aumento della produzione procapite di rifiuti.
• 2. Favorire il recupero di materia - Iniziative e strumenti della P.A. e Enti Locali. Le iniziative proposte dal piano (con gli strumenti descritti nelle schede al punto 3.4) incentivano l’aumento della percentuale di RD almeno fino all’obiettivo del 76%.
• 3. Favorire altre forme di recupero - Potenziare il recupero energetico (R1). Per gli inceneritori esistenti si prevede la possibilità di recupero dell'energia termica e per gli impianti di compostaggio l’inserimento della fase di digestione anaerobica.
• 4. Minimizzare il ricorso alla discarica - Si prevede di non autorizzare ulteriori volumetrie, di mantenere nelle discariche esistenti i conferimenti al di sopra della quota minima di esercizio, integrando eventualmente con i rifiuti speciali, in particolare gli scarti dal trattamento dei RU non valorizzabili dal punto di vista energetico.
• 5. Definire il fabbisogno gestionale - Valorizzando l’impiantistica esistente e nel rispetto del principio di prossimità, si sono individuati:
     - potenziamento del recupero energetico;
     - potenziamento del recupero dello spazzamento.
• 6. Gestione dello smaltimento a livello regionale - Si prevede che lo smaltimento dei Rifiuti Urbani, compresi gli scarti del trattamento degli stessi, sia garantito a livello regionale.
• 7. Definire le aree non idonee alla localizzazione degli impianti - Predisposto all’interno del Piano l’Elaborato D.1 “Criteri per la definizione delle aree non idonee”.
• 8. Promuovere sensibilizzazione, formazione, conoscenza e ricerca - Sono individuate da parte della P.A. (Regione, Provincia, Comuni, etc) sperimentazioni e collaborazioni nell’ottica di incentivare sistemi innovativi e virtuosi.

Rifiuti Speciali (estratto da pag 320, Allegato A alla DCR 30/2015)

• 1. Riduzione la produzione e la pericolosità dei RS - Iniziative e strumenti della P.A., delle imprese e delle Associazioni volte ad ottimizzare i cicli produttivi e promuovere tecnologie più pulite e innovative al fine di un utilizzo razionale e meno impattante delle risorse naturali.
• 2. Favorire il riciclaggio o il recupero di materia - Iniziative e strumenti della P.A., delle imprese e delle Associazioni finalizzate a promuovere l’utilizzo di materiali riciclati attraverso accordi e/o contratti di programma per specifiche categorie di rifiuti.
• 3. Favorire altre forme di recupero in particolare recupero di energia – Iniziative e strumenti della P.A. volte a incrementare il recupero di energia dai rifiuti non riciclabili negli impianti industriali sostituendo i tradizionali combustibili fossili.
• 4. Valorizzare la capacità impiantistica esistente – Ristrutturazione impianti esistenti al fine di gestire anche i flussi di rifiuti attualmente avviati fuori Regione.
• 5. Minimizzare il ricorso alla discarica - Si prevede di relegare a un ruolo residuale l’utilizzo della discarica favorendo, nel rispetto della gerarchia dei rifiuti, il riciclaggio ed il recupero.
• 6. Applicare il principio di prossimità - Valorizzare l’impiantistica esistente sul territorio regionale nel rispetto del principio di prossimità.

Per approfondimenti si veda:
http://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/piano-gestione-rifiuti


Programma Regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica


Il 13 gennaio 2003 è stato emanato il Decreto legislativo n. 36 recante "Attuazione della Direttiva 1999/31/CE" che individua precise misure, procedure ed orientamenti da adottare nella gestione dell'intero ciclo di una discarica al fine di prevenire o ridurre quanto più possibile eventuali ripercussioni negative sull'ambiente.
In particolare l'art. 5 del citato decreto, stabilisce che ogni Regione è tenuta ad elaborare ed approvare un apposito "Programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica", quale parte integrante del Piano Regionale di gestione dei rifiuti, che individui le misure da adottare per raggiungere i seguenti obiettivi:

• entro cinque anni dall'entrata in vigore del decreto un conferimento in discarica di rifiuto biodegradabile inferiore a 173 kg/anno per abitante;
• entro otto anni dall'entrata in vigore del decreto un conferimento in discarica di rifiuto biodegradabile inferiore a 115 kg/anno per abitante;
• entro quindici anni dall'entrata in vigore del decreto un conferimento in discarica di rifiuto biodegradabile inferiore a 81 kg/anno per abitante.

Il Programma regionale è stato approvato con deliberazione del Consiglio regionale del Veneto n. 76 del 15.06.2006, aggiornato successivamente con deliberazione della Giunta regionale n. 2155 del 13.12.2011, relativo alle annualità 2009 e 2010; diventato poi parte integrante e sostanziale del “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali” (DCR n. 30/2015).
Le azioni indicate dal Programma comprendono il trattamento preliminare dei rifiuti, così come meglio definito dal Decreto Ministeriale del 27.09.2010 e s.m.i. per l’ammissibilità dei rifiuti in discarica, le azioni di riciclaggio, di trattamento aerobico e anaerobico, nonché il recupero sotto forma di materia e/o di energia.
Infine va evidenziato che, con il superamento a livello regionale del 60% di raccolta differenziata e con l'attuale impiantistica di trattamento della frazione organica (che riesce a soddisfare il fabbisogno regionale), sono già rispettati gli obiettivi e le scadenze indicate dalla norma per il 2018.

Per un approfondimento si rimanda all’ultimo aggiornamenti periodico sullo stato di attuazione del Programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica (DGR n. 1245/2016).





Data ultimo aggiornamento: 15/09/2017

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