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SANITA’. ASSESSORE REGIONE VENETO, “FUTURO GARANTITO PER L’OSPEDALE DI ASIAGO”

11 settembre 2020

Comunicato n° 1289

(AVN) Venezia, 11 settembre 2020

 

“Lo dico da lungo tempo, fin dalla definizione delle schede ospedaliere del nuovo Piano Sociosanitario Veneto, torno a ribadirlo oggi: l’ospedale di Asiago non è e non verrà depauperato. Sul suo futuro non deve esserci alcun timore. I servizi in difficoltà lo sono non per scelta ma per la ben nota carenza di medici, che stiamo combattendo con ogni mezzo. Leggo che ci sarebbero dei medici disponibili a prendere servizio ad Asiago: ci si facciano avere i nominativi e li contatteremo immediatamente”.

 

Lo ha detto oggi l’Assessore alla Sanità della Regione Veneto nel corso di una conferenza stampa convocata a Bassano sul futuro dell’Ospedale di Asiago, sul quale si accentrano timori e polemiche.

 

“Entrambi ingiustificati – sottolinea l’Assessore – perché la programmazione di crescita della struttura non subisce né subirà alcuna modifica. In questa fase alcuni servizi, non l’intero ospedale, sono in difficoltà per la carenza di personale. Per farci fronte stiamo utilizzando tutte le leve a nostra disposizione, come i concorsi di Azienda Zero, utilizziamo ovunque necessario, l’ingaggio di medici a gettone e in libera professione, l’introduzione al lavoro degli specializzandi, oggi possibile in tutta Italia grazie a una intuizione di alcuni mesi fa proprio della Regione Veneto, in collaborazione con le nostre Università. Non dimentichiamo – ha precisato l’Assessore – che la scelta di andare in un determinato ospedale è del medico.”.

 

“L’ospedale di Asiago – ha tenuto a precisare l’esponente di Palazzo Balbi – ha alcuni servizi momentaneamente in sofferenza, come peraltro tutti gli altri ospedali della regione, a causa della carenza di personale (mancano 53 mila camici bianchi in Italia e 1.300 in Veneto), in particolare in alcune branche, e segnatamente in ginecologia e pediatria. Su questo fronte stiamo facendo tutto ciò che la legge e i vincoli nazionali ci consentono. Anche Asiago, peraltro, ha scontato gli effetti del tornado determinato dall’emergenza Covid, ma ora la situazione è tornata alle condizioni precedenti in ambiti importanti come chirurgia e ortopedia”.

 

“Il punto nascite – ha aggiunto – non è in discussione, e ha già avuto la deroga ai parametri nazionali del DM 70. L’attività è sospesa, ma solo per la persistente carenza di personale alla quale stiamo dando risposte utilizzando tutti i canali disponibili. Confidiamo ad esempio nel prossimo concorso di Azienda Zero per l’assunzione di specialisti, per dare ad Asiago le figure professionali necessarie. Il punto nascite non chiude, così come non chiude nessuno di quelli del Veneto, a maggior ragione in un’area di montagna”.

 

“Nessuno – conclude l’Assessore - non la Regione o la Direzione Generale dell’Ulss mette in discussione l’importanza dell’Ospedale di Asiago, né oggi, né domani. Lo provano le schede ospedaliere regionali vigenti e l’atto aziendale dell’Ulss. Asiago è e resta a pieno titolo uno dei 68 ospedali della rete pubblica del Veneto, con una sua funzione specifica, ampliata dall’importanza di essere una struttura sanitaria di montagna. Grossi investimenti sono stati fatti e altri ne faremo se necessario. Sono già state acquistate, ad esempio, le attrezzature per il nuovo ospedale, realizzato con 30 milioni di euro”.



Data ultimo aggiornamento: 11 settembre 2020

a aziCORONAVIRUS. IN VENETO FASE 2 IN SICUREZZA PER LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE. OK GIUNTA REGIONALE A UN MANUALE E A UN PROGETTO PILOTA CON 70 AZIENDE E 13.000 LAVORATORIende che si apprestano a ripartire, secondo le disposizioni dei provvedimenti governativi, per consentire loro una ripresa delle attività in sicurezza. Si divide in 10 diverse indicazioni operative, ognuna delle quali viene approfondita fin nei minimi particolari: • Pulizia, decontaminazione e aerazione degli ambienti di lavoro. • Informazione ai lavoratori e a tutti i frequentatori dell’azienda. • Limitazione delle occasioni di contatto. • Rilevazione della temperatura corporea. • Distanziamento tra le persone. • Igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. • Dispositivi di protezione individuale. • Uso razionale e giustificato dei test di screening. • Gestione degli eventuali casi positivi. • Ruolo del Medico competente. Il Progetto Pilota, che interessa 70 aziende di tutto il Veneto, per un totale di 13.000 lavoratori, segue quello già attuato con 8 ditte padovane e 1.200 lavoratori che aveva dato esisti molto positivi, con un tasso di positività dello 0,4. Questo maxi ampliamento progettuale è finalizzato a testare il modello (sanitario, organizzativo e informativo) per la riapertura e la prosecuzione delle attività produttive e valutarne l’estensione e la sostenibilità su scala più ampia. Gli obbiettivi specifici sono: • Individuazione dei flussi informativi e delle modalità di contatto più appropriate , tra le singole aziende e le strutture del sistema Sanitario Regionale, per la circolazione delle informazioni, anche sanitarie, ritenute necessarie per la tutela della salute pubblica e del lavoratore. • Caratterizzazione epidemiologica della diffusione del virus nella popolazione lavorativa, mediante l’individuazione di soggetti già infettati, guariti, immunizzati e suscettibili. • Acquisizione di informazioni sulla sieroprevalenza e su suoi eventuali determinanti (come area geografica, classe di età, genere, mansione lavorativa. • Acquisizione, nelle more di un intervento di armonizzazione nazionale, di elementi informativi utili a individuare l’utilizzo più appropriato dei diversi test diagnostici e di screening disponibili, nonché a supportare il processo di validazione dei diversi test sierologici da parte delle strutture tecnico-scientifiche preposte. • Verifica dell’efficacia delle misure di contenimento attuate negli ambienti di lavoro e acquisizione di elementi per valutare eventuali azioni correttive.