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SANITA’. ASSESSORE REGIONE VENETO, “L’OSPEDALE DI ASIAGO NON HA NULLA DA TEMERE”

05 agosto 2020

Comunicato n° 1116

(AVN) Venezia, 5 agosto 2020

 

“Nessuno, non la Regione o la Direzione Generale dell’Ulss, mette in discussione l’importanza dell’Ospedale di Asiago, né oggi, né domani. Lo provano le schede ospedaliere regionali vigenti, l’atto aziendale dell’Ulss, e il fatto che a breve sarà ultimata la nuova struttura, realizzata con un investimento di 30 milioni di euro”.

 

Così l’Assessore alla Sanità della Regione Veneto interviene sui timori di ridimensionamento del nosocomio asiaghese espressi da Sindaci e abitanti dell’area.

 

“Il punto nascite – precisa l’Assessore – ha vissuto alcune vicissitudini legate alla carenza di specialisti, segnatamente ginecologi, pediatri e anestesisti, che abbiamo peraltro anche in altri ospedali spoke della pianura, ma la Regione non intende rinunciarvi, al punto che proprio in luglio abbiamo inviato al Ministero della Salute la relazione sulla base del quale chiediamo la deroga per mantenerlo in attività nonostante sia al di sotto del livello minimo di 500 parti l’anno. Confidiamo anche nel prossimo concorso di Azienda Zero per l’assunzione di specialisti per dare ad Asiago le figure professionali necessarie. Il punto nascite non chiude”.

 

“Poi – aggiunge l’Assessore – va tenuto conto della particolarissima situazione determinata dall’emergenza Covid. Oggi le attività stanno progressivamente riprendendo i loro ritmi, prova ne sia che ci sono stati dei significativi potenziamenti, a cominciare dall’emergenza urgenza, in considerazione della stagione estiva nella quale i turisti aumentano la necessità di servizi di assistenza e cura”.

 

“Dal 25 luglio al 23 agosto – fa notare l’Assessore – è stato previsto un secondo medico in ‘raddoppio’. Un secondo medico del Pronto Soccorso (di Asiago o di Bassano) garantisce la sua presenza dalle 10.00 alle 19.00 in aggiunta al medico di Pronto Soccorso presente H24. Inoltre è prevista la presenza del radiologo dalle 9.00 alle 17.00 nelle giornate di domenica e festivi, è anche previsto il potenziamento con una seconda ambulanza per il 118 con l’assunzione degli infermieri necessari. E’ stata ampliata l’area di osservazione breve intensiva con ulteriori tre posti letto. Dal primo agosto è stata ripristinata la guardia notturna anestesiologica. In area medica – aggiunge l’Assessore – sia la Medicina che la Riabilitazione funzionale stanno lavorando con la loro dotazione, rispettivamente di 37 e 21 posti letto, e non si dimentichi che la nuova programmazione prevede 40 posti letto per entrambi, che saranno attivati nel nuovo ospedale. Per la riabilitazione è inoltre in corso l’assunzione di quattro fisioterapisti. In area chirurgica, è ripresa l’attività programmata già da giugno con otto sedute operatorie effettuate. Da sabato 8 agosto è inoltre programmata l’apertura del reparto di degenza chirurgica anche nei fine settimana, così da garantire il ricovero di eventuali emergenze ortopediche o da pronto soccorso. L’ortopedia, peraltro, già da luglio garantisce l’operatività fino alle ore tardo pomeridiane. E’ ripresa anche l’attività di endoscopia. Non mi pare proprio un quadro da ridimensionamento”.

 

“Conosciamo la situazione a 360 gradi – conclude l’Assessore regionale – e la seguiamo da vicino in piena sinergia con la direzione generale dell’Ulss. La sanità asiaghese non ha nulla da temere”.



Data ultimo aggiornamento: 05 agosto 2020

a aziCORONAVIRUS. IN VENETO FASE 2 IN SICUREZZA PER LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE. OK GIUNTA REGIONALE A UN MANUALE E A UN PROGETTO PILOTA CON 70 AZIENDE E 13.000 LAVORATORIende che si apprestano a ripartire, secondo le disposizioni dei provvedimenti governativi, per consentire loro una ripresa delle attività in sicurezza. Si divide in 10 diverse indicazioni operative, ognuna delle quali viene approfondita fin nei minimi particolari: • Pulizia, decontaminazione e aerazione degli ambienti di lavoro. • Informazione ai lavoratori e a tutti i frequentatori dell’azienda. • Limitazione delle occasioni di contatto. • Rilevazione della temperatura corporea. • Distanziamento tra le persone. • Igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. • Dispositivi di protezione individuale. • Uso razionale e giustificato dei test di screening. • Gestione degli eventuali casi positivi. • Ruolo del Medico competente. Il Progetto Pilota, che interessa 70 aziende di tutto il Veneto, per un totale di 13.000 lavoratori, segue quello già attuato con 8 ditte padovane e 1.200 lavoratori che aveva dato esisti molto positivi, con un tasso di positività dello 0,4. Questo maxi ampliamento progettuale è finalizzato a testare il modello (sanitario, organizzativo e informativo) per la riapertura e la prosecuzione delle attività produttive e valutarne l’estensione e la sostenibilità su scala più ampia. Gli obbiettivi specifici sono: • Individuazione dei flussi informativi e delle modalità di contatto più appropriate , tra le singole aziende e le strutture del sistema Sanitario Regionale, per la circolazione delle informazioni, anche sanitarie, ritenute necessarie per la tutela della salute pubblica e del lavoratore. • Caratterizzazione epidemiologica della diffusione del virus nella popolazione lavorativa, mediante l’individuazione di soggetti già infettati, guariti, immunizzati e suscettibili. • Acquisizione di informazioni sulla sieroprevalenza e su suoi eventuali determinanti (come area geografica, classe di età, genere, mansione lavorativa. • Acquisizione, nelle more di un intervento di armonizzazione nazionale, di elementi informativi utili a individuare l’utilizzo più appropriato dei diversi test diagnostici e di screening disponibili, nonché a supportare il processo di validazione dei diversi test sierologici da parte delle strutture tecnico-scientifiche preposte. • Verifica dell’efficacia delle misure di contenimento attuate negli ambienti di lavoro e acquisizione di elementi per valutare eventuali azioni correttive.