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CORONAVIRUS. BOTTACIN, CONCLUSO A SCHIAVONIA MONTAGGIO STRUTTURA E COPERTURA OSPEDALE DONATO DAL QATAR. LA META SI AVVICINA. PREZIOSE LE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE”.

25 aprile 2020

Comunicato n° 619

(AVN) Venezia, 25 aprile 2020

 

Continua senza sosta il montaggio delle strutture dell'ospedale da campo donato dal Qatar, che si sta allestendo in un’area di 8.000 metri quadrati prospiciente il covid-hospital di Schiavonia (PD). 

 

"Per i nostri operatori della Protezione Civile, coadiuvati dai preziosissimi volontari, non ci sono giornate di festa – dice l'assessore alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, nell'aggiornare la situazione dei lavori a Schiavonia -  si lavora per portare a termine il cronoprogramma senza ritardi".

 

Negli ultimi giorni sono state ultimate le attività di montaggio delle capriate della struttura, delle coperture e oggi si sono ultimate anche le operazioni di montaggio dei pannelli di chiusura, tutte operazioni a cui hanno partecipato, sotto la guida della Regione Veneto, personale dell'Aeronautica Militare, Vigili del Fuoco e volontari dell'Associazione Nazionale Alpini. Nel corso delle ultime ore sono state individuate anche le soluzioni per i moduli di trattamento dei reflui e dei rifiuti ospedalieri dell’ospedale da campo.

 

"Ci sono migliaia di volontari impegnati in moltissime attività su tutto il territorio regionale – allarga il ragionamento Bottacin - dalla distribuzione mascherine al trasporto e consegna di materiale sanitario, al presidio pre-triage negli ospedali, al lavoro fatto nel ripristino dei cinque ex ospedali riattivati per aumentare la disponibilità di posti letto nelle battaglia contro il covid 19, oltre a molto altro". 

 

"Più di 70.000 giornate/uomo, che stanno impegnando tutte le organizzazioni di protezione civile, che in Veneto sono quasi 500 - conclude l'assessore – e che sono i nostri "reggimenti logistici", gratuitamente impegnati nella guerra contro il virus per garantire il supporto a tutto il personale che sta in trincea, ovvero ai sanitari. A loro va tributato un grandissimo grazie".

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Data ultimo aggiornamento: 25 aprile 2020

a aziCORONAVIRUS. IN VENETO FASE 2 IN SICUREZZA PER LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE. OK GIUNTA REGIONALE A UN MANUALE E A UN PROGETTO PILOTA CON 70 AZIENDE E 13.000 LAVORATORIende che si apprestano a ripartire, secondo le disposizioni dei provvedimenti governativi, per consentire loro una ripresa delle attività in sicurezza. Si divide in 10 diverse indicazioni operative, ognuna delle quali viene approfondita fin nei minimi particolari: • Pulizia, decontaminazione e aerazione degli ambienti di lavoro. • Informazione ai lavoratori e a tutti i frequentatori dell’azienda. • Limitazione delle occasioni di contatto. • Rilevazione della temperatura corporea. • Distanziamento tra le persone. • Igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. • Dispositivi di protezione individuale. • Uso razionale e giustificato dei test di screening. • Gestione degli eventuali casi positivi. • Ruolo del Medico competente. Il Progetto Pilota, che interessa 70 aziende di tutto il Veneto, per un totale di 13.000 lavoratori, segue quello già attuato con 8 ditte padovane e 1.200 lavoratori che aveva dato esisti molto positivi, con un tasso di positività dello 0,4. Questo maxi ampliamento progettuale è finalizzato a testare il modello (sanitario, organizzativo e informativo) per la riapertura e la prosecuzione delle attività produttive e valutarne l’estensione e la sostenibilità su scala più ampia. Gli obbiettivi specifici sono: • Individuazione dei flussi informativi e delle modalità di contatto più appropriate , tra le singole aziende e le strutture del sistema Sanitario Regionale, per la circolazione delle informazioni, anche sanitarie, ritenute necessarie per la tutela della salute pubblica e del lavoratore. • Caratterizzazione epidemiologica della diffusione del virus nella popolazione lavorativa, mediante l’individuazione di soggetti già infettati, guariti, immunizzati e suscettibili. • Acquisizione di informazioni sulla sieroprevalenza e su suoi eventuali determinanti (come area geografica, classe di età, genere, mansione lavorativa. • Acquisizione, nelle more di un intervento di armonizzazione nazionale, di elementi informativi utili a individuare l’utilizzo più appropriato dei diversi test diagnostici e di screening disponibili, nonché a supportare il processo di validazione dei diversi test sierologici da parte delle strutture tecnico-scientifiche preposte. • Verifica dell’efficacia delle misure di contenimento attuate negli ambienti di lavoro e acquisizione di elementi per valutare eventuali azioni correttive.