Epatiti virali

Le epatiti virali acute raggruppano diverse infezioni sistemiche che interessano soprattutto il fegato. Esse, pur avendo quadri clinici simili, differiscono dal punto di vista epidemiologico ed immuno-patogenetico.
I virus in grado di provocare epatite sono numerosi (Coxsackie, CMV, HSV,HZV, virus delle febbre gialla, EBV in corso di mononucleosi infettiva ed altri), tuttavia classicamente con il termine di epatite virale ci si riferisce alla infezione da virus primitivamente epatotropi , i cosiddetti virus epatitici maggiori, dei quali quelli sino ad oggi noti sono: virus dell’epatite A, virus dell’epatite B, virus dell’epatite C, virus dell’epatite D (Delta), virus dell’epatite E. In circa il 10-20% dei casi tuttavia l’agente responsabile dell’epatite resta ignoto.
In Italia le epatiti sono iscritte in classe 2, fra le “malattie rilevanti perché ad elevata frequenza e/o passibili di interventi di controllo”, per cui è prevista la segnalazione all’Unità Sanitaria Locale da parte del medico, entro due giorni dalla rilevazione del caso.
 

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  • D.G.R. n. 1921 del 23.12.2015: "Recepimento dell'Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano del 5 novembre 2015 sul documento recante "Piano Nazionale per la Prevenzione delle Epatiti Virali da Virus B e C (PNEV)" [pdf225.04KB] e Allegato A [pdf1.05MB]


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Data ultimo aggiornamento: 01/03/2017

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