Antimicrobico-resistenza

Usare gli antimicrobici in modo corretto per conservarne l’efficacia


La resistenza ai farmaci antimicrobici (antibiotici, antivirali, antifungini e antiprotozoari) è la capacità dei germi patogeni di sopravvivere e moltiplicarsi anche in presenza di sostanze antimicrobiche usate per combatterli. Quando sono esposti a questi farmaci, molti germi (batteri, virus, funghi) sono infatti in grado di sviluppare meccanismi di resistenza che possono diffondersi rapidamente ed essere trasmessi anche ad altri germi di specie diverse. La conseguenza di tale fenomeno è lo sviluppo di popolazioni di batteri, virus, funghi e protozoi che non vengono uccisi dai farmaci a nostra disposizione e che quindi possono causare infezioni incurabili o persino mortali.
La diffusione delle resistenze agli antimicrobici è favorita da un loro uso eccessivo e inappropriato, sia in medicina umana sia in ambito veterinario. Negli ultimi anni questo problema è divenuto un’emergenza di sanità pubblica, che determina un aumento della spesa sanitaria, l’allungamento dei tempi di degenza, fallimenti terapeutici e soprattutto un aumento della mortalità. I dati più recenti confermano che in Europa ogni anno circa 700.000 persone sono colpite da un’infezione provocata da batteri resistenti agli antibiotici ed oltre 33 mila, di cui un terzo solo in Italia, muoiono per questo tipo di infezione. La ricerca scientifica volta a individuare nuovi farmaci non riesce a tenere il passo con la capacità dei microrganismi di sviluppare nuove forme di resistenza.
Per arginare il fenomeno dell’antimicrobico-resistenza è necessario e urgente agire alla radice del problema, attraverso un uso più prudente e oculato degli antimicrobici. Solo così potremo preservare l’efficacia di questi farmaci, risorsa preziosa che negli ultimi decenni ha salvato tante vite umane.
Ciascun cittadino può fare molto per contribuire alla lotta contro l’antimicrobico-resistenza, facendo un uso consapevole degli antibiotici. È fondamentale usarli solo quando strettamente necessari, seguendo le indicazioni del medico. Gli antibiotici non sono efficaci contro malattie virali comuni come il raffreddore e l’influenza: in questi casi l’assunzione di antibiotici è non solo inutile ma anche dannosa, perché favorisce lo sviluppo di batteri resistenti e altera l’equilibrio della flora batterica intestinale.
Ecco le azioni concrete che ciascuno di noi può adottare:

  • Assumere antibiotici solo se prescritti dal proprio medico di fiducia
  • Rispettare scrupolosamente le modalità e tempistiche di assunzione indicate dal medico (non saltare le dosi e non sospendere la terapia anticipatamente, anche se ci si sente meglio)
  • Non assumere di propria iniziativa antibiotici avanzati da terapie precedenti
  • In caso di malattie come il raffreddore e l’influenza, avere cura di sé, stare a riposo e al caldo e assumere molti liquidi; chiedere consiglio al medico o al farmacista sui farmaci utili per lenire i sintomi come febbre, mal di gola, naso chiuso, dolori muscolari; non assumere antibiotici a meno che non siano stati prescritti dal medico.

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RIFERIMENTI GIURIDICO/AMMINISTRATIVI

  • Ministero della Salute - "Piano Nazionale di contrasto dell'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020
  • DGR n. 1875 del 22.11.2017: Recepimento dell'Intesa ai sensi dell'art. 8, comma 6, della Legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano sul documento recante "Piano Nazionale di contrasto dell'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020". Rep. Atti n. 188 del 2 novembre 2017
  • DGR n. 1656 del 17.10.2017: Approvazione del documento di “Indagine di prevalenza puntuale delle infezioni associate all’assistenza, della colonizzazione intestinale da germi multi-resistenti e del consumo di antibiotici in strutture di lungodegenza (Long-Term care facilities – LTCFs) della Regione Veneto” e finanziamento delle attività relative a tale indagine

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Data ultimo aggiornamento: 16/11/2018

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