La Strategia macroregionle Alpina

Evento di presentazione del 22 gennaio 2016

Fiera di Longarone (BL)

  • EUSALP - Strategia dell’Unione Europea per la Regione Alpina – VADEMECUM
  • Strategia dell’Unione Europea per la Regione Alpina (EUSALP) – Conclusioni del Consiglio dell’Unione Europea (27 novembre 2015)
  • PIANO DI AZIONE – Documento di accompagnamento concernente la Strategia dell’Unione Europea per la Regione Alpina (COM(2015) 366 FINAL) del 28.07.2015 – TRADOTTO IN ITALIANO (traduzione di servizio non ufficiale a cura della Regione del Veneto – Sezione Economia e Sviluppo Montano)
  • Presentazione Assessore Caner - "EUSALP, una sfida per il futuro dell'Europa: il ruolo del Veneto"
  • Presentazione Unioncamere-Eurosportello Veneto - dott. Bellati - “Il valore aggiunto della Strategia Macroregionale Alpina per il territorio: i progetti futuri”
  • Presentazione dott. Sisto - "Lo stato dell'arte di EUSALP: gli obiettivi, il Piano d'Azione, la Governance"


Le strategie macroregionali

Le Strategie Macroregionali costituiscono uno strumento dell’ UE, introdotto con il trattato di Lisbona, finalizzato a promuovere un'azione concertata in aree geografiche transfrontaliere che condividono sfide e opportunità comuni e possono rappresentare un’importante novità per la promozione della cooperazione territoriale e della coesione in Europa, contribuendo così a creare un senso di responsabilità comune tra i partner interessati che potrebbe aprire la strada allo sviluppo territoriale.
In particolare, le Strategie Macroregionali rappresentano un’opportunità per sviluppare un approccio multilivello alla governance in grado di armonizzare il lavoro e le competenze delle istituzioni esistenti e usare in maniera più efficace le risorse finanziarie disponibili.
 

La Strategia macroregionale alpina

La Regione Alpina è un punto centrale di prosperità, modernità e innovazione fondamentale per lo sviluppo europeo, dove vivono e lavorano 70 milioni di persone, uno spazio dove si trovano le più importanti zone metropolitane di medie dimensioni d’Europa che sono fortemente legate alle montagne alpine e prealpine che costituiscono la cerniera tra questi territori da un punto di vista economico, logistico, ambientale.

Date queste premesse, rafforzare l’“accordo di solidarietà” che lega le montagne e le aree metropolitane della Regione Alpina costituisce il vero valore aggiunto di una Strategia macroregionale per le Alpi, non solo per questi territori, ma per promuovere una crescita “inclusiva, intelligente e sostenibile” in tutta Europa, così da far fronte efficacemente alle sfide sociali, economiche ed ambientali di questa Regione che è un punto di snodo cruciale tra l’Europa del Nord e quella del Sud.


Il percorso

Conferenza alpina di Bad Ragaz (giugno 2012)

Le regioni alpine, fra cui il Veneto, in occasione della Conferenza delle Regioni Alpine convocata a Bad Ragaz - San Gallo (Svizzera) il 29 giugno 2012, hanno siglato congiuntamente una dichiarazione congiunta per la strategia macroregionale alpina, sulla base di un documento di “linee-guida”, elaborato d’intesa tra le Regioni.

Formale adesione della Regione Veneto

In occasione di tale Conferenza, che ha segnato il primo forte momento di convergenza delle regioni alpine sulla necessità di avviare una strategia macroregionale per le Alpi, con deliberazione n 1016 del 5 giugno 2012, la Giunta regionale:

  • ha formalizzato il sostegno e l’adesione della Regione del Veneto alla strategia macroregionale delle Alpi;
  • ha preso atto del documento elaborato d’intesa fra le Regioni dello spazio alpino, denominato “Strategia Macroregionale per le Alpi – Un’iniziativa delle Regioni” - condividendone le linee sul piano strategico e dei contenuti tecnici.

Coinvolgimento dei governi nazionali

A partire dalla successiva Conferenza di Innsbruck, tenutasi nell’ottobre del 2012, si è concretizzato il necessario coinvolgimento dei governi nazionali nel percorso di elaborazione della strategia macroregionale alpina, in primis la Francia, che ha assunto il coordinamento tecnico dell’iniziativa.

In relazione a ciò è stato istituito uno “steering group” paritetico costituito da 7 Stati e 7 Regioni (fra le quali la Lombardia con il ruolo di coordinatore delle regioni alpine italiane) coordinato dal Governo francese; il lavoro dello steering group è stato monitorato e condiviso, a livello nazionale, sia mediante periodici incontri tecnici di coordinamento fra le Regioni e le province autonome italiane dell’arco alpino, sia attraverso una cabina di regia coordinata dal Ministero degli Esteri, costituita allo scopo di definire la posizione italiana nell’ambito della strategia, alla quale partecipano, oltre alle regioni, i diversi ministeri interessati.

La risoluzione politica di Grenoble

Il lavoro svolto dal sopra citato steering group nel corso del 2013 ha portato all’elaborazione di:

  • un documento tecnico (documento di convergenza) che riassume gli obiettivi e gli assi strategici della strategia macroregionale, riprendendo il documento di Bad Ragaz, e integrandolo anche con le strategie di Convenzione delle Alpi e Programma Spazio Alpino;
  • un documento politico (“Risoluzione politica per l'attuazione della Strategia dell'UE per la Regione Alpina”, che costituisce il patto fra Stati e Regioni per sostenere l’elaborazione e la successiva attuazione della Strategia Macroregionale Alpina. 

La “Risoluzione politica per l'attuazione della Strategia dell'UE per la Regione Alpina” è stata infine siglata dai rappresentanti dei governi e dai presidenti delle Regioni – fra questi anche dal Presidente della Regione del Veneto - in occasione della Conferenza di Grenoble, tenutasi il 18 ottobre  2013.

Con tale risoluzione, i rappresentanti degli Stati e delle Regioni Alpine hanno espresso la loro comune volontà di sostenere l’elaborazione di una Strategia dell'Unione Europea per la Regione Alpina, raccomandando al Consiglio Europeo di richiedere alla Commissione Europea di avviare il processo di elaborazione della Strategia e del Piano d'Azione, in modo che questi  vengano adottati durante la Presidenza italiana del Consiglio Europeo nel 2014 (tale termine è stato portato a giugno 2015).

Con propria deliberazione n. 2247 del 10 dicembre 2013, la Giunta regionale ha preso atto della risoluzione politica di Grenoble, già sottoscritta dal Presidente della Giunta.

Il mandato alla Commissione UE

Nel corso del Consiglio Europeo dei Ministri del 19-20 dicembre a Bruxelles, su iniziativa della Francia, il Consiglio Europeo ha formalizzato la richiesta alla Commissione UE di avviare il processo di elaborazione della Strategia e del Piano d'Azione.

In particolare, il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato il testo del verbale che al punto 45 prevede il mandato alla CE di "elaborare una Strategia dell'UE per la Regione Alpina entro giugno 2015".

Elaborazione e approvazione del Piano d’Azione

Con l’approvazione del Piano d’azione di EUSAR, prevista per giugno 2015, si completerà il percorso di costruzione della strategia, ed inizierà la fase di operatività della macroregione alpina, sulla base della “governance” definita dal Piano.
 

Risoluzione di Grenoble – I 3 “Pilastri”

I tre pilastri di EUSAR, definiti nella risoluzione politica firmata a Grenoble il 18 Ottobre 2013 dai Ministri e dai Presidenti delle 46 Regioni interessati sono:

  • Sviluppo economico, innovazione e ricerca;
  • Trasporti, infrastrutture immateriali e accessibilità;
  • Acqua, energia e ambiente, biodiversità.

Pilastro 1 “Developing Alps”

“Assicurare una crescita sostenibile e promuovere la piena occupazione, la competitività e l’innovazione consolidando e diversificando specifiche attività economiche nell’ottica di una mutua solidarietà tra aree montane e aree urbane”

Priorità:

  • Mettere in rete cluster integrati di area vasta, parchi scientifici e tecnologici e centri di ricerca per poli specializzati, per sviluppo PMI, in sinergia con la strategia S3 (Smart Specialization Strategy) 
  • Sostenere uno spazio unico per il lavoro, tirocinii e stages nell’area alpina  (accordi per percorsi formativi che alternino lavoro e studio, per carriere multi paese, con riconoscimento pieno dei titoli di studio e delle qualificazioni professionali)
  • Favorire investimenti nelle industrie emergenti (“emerging industries”), sostenendo l’innovazione di prodotto e di processo attraverso un Fondo di investimenti dedicato o altri strumenti di ingegneria finanziaria.
  • Promuovere i prodotti della Macroregione con una politica di “brand awareness” (marchio “Macroregione Alpina” ovvero marchi individuali con un richiamo di apprtenenza?)
  • Sostenere la creazione di aree transfrontaliere a fiscalità omogenea (aree NUTS 3)
  • Strutturare un circuito di Moneta complementare (o “camera di pre-compensazione monetaria”) per le PMI dell’area alpina, come strumento innovativo per agevolare gli scambi di beni e servizi

Pilastro 2 “Connecting Alps”

“Promuovere uno sviluppo territoriale basato su una mobilità sostenibile, una rafforzata cooperazione accademica, lo sviluppo di servizi, una politica di trasporti e infrastrutture per la comunicazione”

Priorità:

  • Eliminazione del digital divide nelle aree interne e sviluppo banda ultra-larga nell’intera area 
  • Integrazione delle reti infrastrutturali principali con lo sviluppo di linee ferroviarie minori, anche per collegamenti transfrontalieri
  • Piano per l’intermodalità e la logistica a livello di macroregione
  • Potenziamento dei collegamenti pluri-modali dei nodi infrastrutturali (porti, aeroporti, interporti) con la rete globale e dei raccordi verso le vie d’acqua interne
  • Sviluppo della mobilità elettrica e di reti e sistemi di ottimizzazione dei consumi per i mezzi di trasporto  
  • Promozione di soluzioni innovative per assicurare i servizi di base per le aree montane e interne (istruzione, sanità, servizi sociali e mobilità) 

Pilastro 3 “Protecting Alps”

“Promuovere una gestione sostenibile dell’energia e delle risorse naturali e culturali, nonché la protezione dell’ambiente”

Priorità:

  • Piani coordinati di adattamento ai cambiamenti climatici nei vari settori economici di interesse, con sostegno agli investimenti nella prevenzione dei disastri naturali e nella manutenzione diffusa del territorio.
  • Linee comuni per lo sviluppo e la razionalizzazione delle energie rinnovabili, in particolare le biomasse e l’energia idroelettrica, con la parallela tutela degli ecosistemi acquatici e forestali, e adeguate valutazioni delle compensazioni territoriali.
  • Incentivare la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, e la progressiva ristrutturazione dei centri abitati per migliorare l’efficienza energetica complessiva
  • Delineare un modello di sviluppo sostenibile della regione alpina rispettoso anche della biodiversità e del paesaggio, attraverso ampie forme di consultazione pubblica  (es. Alpine Region 2040, sul modello Rhône-Alpes, Montagne 2040…)

 

 



Data ultimo aggiornamento: 07/12/2016

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