Più donne nella politca, più spazi al femminile nell'amministrazione

 

La lotta contro le discriminazioni legate alla differenza di genere e per una società che permetta la piena realizzazione della persona, passa necessariamente attraverso la partecipazione politica e la rappresentanza delle donne

Nonostante il riconoscimento formale dei diritti politici risalga al secolo scorso (le donne in Italia hanno votato per la prima volta nel 1946) non si è ancora raggiunto un equilibrio nella partecipazione delle donne e degli uomini alle decisioni politiche.

La politica ha bisogno della prospettiva femminile per costruire una società migliore. Con questa convinzione la Regione Veneto negli ultimi anni si è resa sempre più attiva facendo propri gli orientamenti e cogliendo le opportunità offerte a livello nazionale e sopranazionale.Le cause della scarsa presenza femminile nelle istituzioni politiche e nei ruoli decisionali in generale, sono molteplici.

Fattori socio culturali e fattori legati alle caratteristiche proprie del sistema di rappresentanza si intersecano e sovrappongono, rendendo necessari interventi a più livelli.Fondamentale è il ruolo svolto dall’Unione Europea.

Grazie all’attivazione di strumenti giuridici, strumenti politici e di una serie di iniziative non ha solo contribuito a dare visibilità al fenomeno, ma ha portato ad una analisi trasversale rispetto al suo ambito di manifestazione e all’elaborazione di nuovi orientamenti e misure operative per i Paesi Membri.

Programmi concreti e mainstreaming: questi possono essere considerati i punti fermi nell’agenda dell’Unione Europea.- La parità di partecipazione e di rappresentanza è uno dei cinque obiettivi individuati nella “Strategia – quadro comunitaria per la parità tra donne e uomini (2001-2005)”.

La persistente minore presenza delle donne nei vari settori decisionali viene definita dalla Commissione Europea una carenza democratica ed ha portato alla promozione di azioni concrete sia nell’ambito della politica, che nei settori economico e sociale.- Il mainstreaming è stato sancito formalmente dalle Nazioni Unite nella Conferenza di Pechino del 1995.

Si tratta di un concetto che ha costituito un punto di svolta nelle politiche di pari opportunità ed è diventato un costante riferimento nella programmazione delle politiche europee dell'ultimo decennio. Decisioni politiche che appaiono neutre rispetto al sesso possono avere un differente impatto sulle vite delle donne e sulle vite degli uomini, anche se tale effetto non è né voluto e né previsto.

Mainstreaming significa letteralmente “entrare nella corrente principale” e costituisce una strategia volta a introdurre il principio di pari opportunità, trasversalmente rispetto alla tipologia, in tutte le politiche con il fine di renderle valutabili sia per l’effetto che producono sulle donne, sia per l’effetto che producono sugli uomini. Ed è sulla scia di queste linee programmatiche che si colloca la varietà di interventi proposti e avviati dalla Regione Veneto.

In particolare, attraverso la promozione di Organismi di parità all’interno degli enti locali, il messaggio della Giunta al territorio e agli organismi che vi operano vuole essere: non solo più donne nella politica, ma più politica per le donne, più politica attenta alle donne. 



Data ultimo aggiornamento: 27/12/2012