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PROFUGHI IN VENETO. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE DEL VENETO: BASTA ARRIVI

20/03/2015
“Così proprio non va. I problemi non li hanno solo i profughi, ma anche i residenti e gli immigrati regolari, 40.000 di loro hanno perso il lavoro. In nome di un’emergenza gestita sempre peggio si stanno creando disparità di trattamento inaccettabili e una folle guerra fra poveri che sta innescando tensioni sociali sempre più evidenti. Ribadisco il nostro no ad altri arrivi di migranti in Veneto, la cui gestione e collocazione è diventata impossibile, anche perché, in molti casi, senza un senso logico di giustizia sociale”.

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto interviene sul tema dell’immigrazione attivata dall’operazione Mare Nostrum/Triton, alla luce di alcune situazioni che definisce “oltre il limite”.

“A Torri di Quartesolo (Vi) – dice il Presidente della Regione del Veneto – 12 profughi, prima ospitati in un Hotel di Sandrigo, sono stati traferiti in appartamenti che una cooperativa ha preso in affitto da un privato, immagino pagando un canone di una certa entità. Così non va. Chissà quanti residenti e immigrati regolari in difficoltà sognerebbero di trovare qualcuno che gli procura una casa gratis, ma loro devono arrangiarsi anche se, finchè hanno potuto, hanno lavorato, contribuito, pagato le tasse”.

“A Venezia – incalza il Governatore – la nuova ipotesi per la collocazione degli arrivi che sembra emergere sarebbe l’ex sede della Provincia in corso del Popolo. Un bel ghetto nel pieno centro della città di Mestre. Ipotesi ricchissima di controindicazioni sociali, logistiche a ambientali. Una ulteriore riflessione sull’opportunità mi pare assolutamente necessaria”.

“Chiudo con l’appello di due profughi dalmati di 71 e 76 anni sfrattati dalla loro casa in affitto al Lido che, alla disperazione, chiedono di avere lo stesso trattamento dei nordafricani. Delle due l’una: o esistono profughi di serie A e profughi di serie B o il problema dei coniugi Basile va affrontato e risolto, presto e bene”.