Archivio Comunicati
Notizia n. 1357 del 17/08/2019

SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA. COMUNICAZIONE DELLA STRUTTURA DI PROGETTO

17/ago/2019 | SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA. COMUNICAZIONE DELLA STRUTTURA DI PROGETTO

Notizia n. 1356 del 17/08/2019

IRAS DI ROVIGO: PRESIDENTE ZAIA, “REGIONE VENETO PARTE LESA, PRONTA A COSTITUIRSI ANCHE IN SEDE PROCESSUALE”

17/ago/2019 | IRAS DI ROVIGO: PRESIDENTE ZAIA, “REGIONE VENETO PARTE LESA, PRONTA A COSTITUIRSI ANCHE IN SEDE PROCESSUALE”

Notizia n. 1354 del 17/08/2019

IRAS DI ROVIGO: ASSESSORE LANZARIN ISTITUISCE D'URGENZA COMMISSIONE DI VERIFICA, ESITI ENTRO IL 30 SETTEMBRE

17/ago/2019 | IRAS DI ROVIGO: ASSESSORE LANZARIN ISTITUISCE D'URGENZA COMMISSIONE DI VERIFICA, ESITI ENTRO IL 30 SETTEMBRE

Notizia n. 1355 del 17/08/2019

LA SCOMPARSA DI GIANCARLO FERRETTO IL CORDOGLIO DI ZAIA, “UN CAPITANO DI INDUSTRIA CHE HA SAPUTO CONIUGARE IMPRESA E SOLIDARIETÀ, CON ATTENZIONE PARTICOLARE ALLA SANITÀ”

17/ago/2019 | LA SCOMPARSA DI GIANCARLO FERRETTO IL CORDOGLIO DI ZAIA, “UN CAPITANO DI INDUSTRIA CHE HA SAPUTO CONIUGARE IMPRESA E SOLIDARIETÀ, CON ATTENZIONE PARTICOLARE ALLA SANITÀ”

Notizia n. 1353 del 16/08/2019

AGENDA DIGITALE. APPROVATO ACCORDO DI COLLABORAZIONE CON AGID E AGENZIA PER LA COESIONE TERRITORIALE PER POTENZIARE I SERVIZI DIGITALI IN VENETO

16/ago/2019 | AGENDA DIGITALE. APPROVATO ACCORDO DI COLLABORAZIONE CON AGID E AGENZIA PER LA COESIONE TERRITORIALE PER POTENZIARE I SERVIZI DIGITALI IN VENETO

CARCERI: ASSESSORE LANZARIN, “IN VENETO LAVORANO 4 DETENUTI SU 10 – VENETO PRIMO IN ITALIA”

Comunicato stampa N° 1428 del 20/10/2016
(AVN) Venezia, 20 ottobre 2016

Dei 2136 reclusi nei penitenziari del Veneto 842 lavorano, cioè 4 su 10. Il Veneto registra il tasso di detenzione più basso(42 detenuti ogni 100 mila abitanti) e il tasso di occupazione più alto (39,4 per cento). Lo rende noto l’ultimo numero del bollettino di Statistica della Regione Veneto.

Secondo i dati rilevati al 30 giugno 2016,  la popolazione detenuta delle due Case di reclusione e delle 7 Case circondariali è diminuita del 6,6% rispetto al 2015. I detenuti sono prevalentemente uomini (94,7%) e stranieri (54%), che - rispetto agli italiani- riescono a usufruire meno delle misure alternative al carcere, perché spesso sprovvisti dei requisiti alloggiativi e dei riferimenti familiari che ne consentono la concessione. Circa il 30% dei ristretti era disoccupato al momento della carcerazione. La durata complessiva della pena è inferiore ai 5 anni per il 54% dei condannati e al 45,4% rimangono meno di due anni da scontare.

Negli ultimi dieci anni la percentuale dei detenuti che all’interno del carcere lavora è cresciuta del 13 per cento. In Veneto il tasso di occupazione dei detenuti risulta superiore di 11 punti rispetto alla media nazionale che vede occupati 28,2 detenuti su 100. Il 57,4% delle persone ristrette nelle nove carceri del Veneto lavora alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, il rimanente 42,6% sono lavoratori semiliberi o assegnati ad un lavoro all’esterno, o lavorano per imprese e cooperative, per lo più in di assemblaggio, call center, o di pasticceria e panificazione. In proporzione sono maggiormente occupate le donne detenute (62% in Veneto a fronte di una media nazionale del 40%) rispetto agli uomini, e gli italiani rispetto agli stranieri (38,2%).
 
“L’aumento dei detenuti con una occupazione dentro o fuori del carcere – commenta l’assessore Lanzarin – è legato alla particolare sensibilità del territorio veneto, dell’associazionismo e del volontariato, alla capillare opera di promozione ed informazione promossa dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, nonché all’intuizione da parte degli imprenditori che interpretano il carcere anche come una risorsa”.

“L’opportunità per i detenuti di lavorare svolge un ruolo fondamentale per il recupero e il reinserimento che, comunque, nel breve termine, li vedrà nuovamente immessi nel contesto sociale, con il debito penale scontato e la necessità di acquisire pari dignità. Molti di loro al momento dell’arresto e della condanna non avevano un’occupazione. L’esperienza lavorativa maturata in carcere, soprattutto se sostenuta da percorsi formativi, è il primo antidoto verso le recidive e una concreta opportunità di integrazione e reinserimento”.


Data ultimo aggiornamento: 20/10/2016

carcere manuela lanzarin