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Archivio Comunicati
Notizia n. 1999 del 14/12/2018

415MILA EURO AD ASSOCIAZIONI ANTINCENDIO BOSCHIVO. BOTTACIN: "AL LORO FIANCO PER SOSTENERNE L'ECCELLENZA"

14/dic/2018 | 415MILA EURO AD ASSOCIAZIONI ANTINCENDIO BOSCHIVO. BOTTACIN: "AL LORO FIANCO PER SOSTENERNE L'ECCELLENZA"

Notizia n. 1998 del 14/12/2018

AGRICOLTURA: ASSESSORE PAN, “AL VIA CONSULTAZIONE ALLARGATA PER DECIDERE LE PRIORITÀ PER LA NUOVA PAC - CON RISORSE LIMITATE È NECESSARIO FOCALIZZARE GLI OBIETTIVI”

14/dic/2018 | AGRICOLTURA: ASSESSORE PAN, “AL VIA CONSULTAZIONE ALLARGATA PER DECIDERE LE PRIORITÀ PER LA NUOVA PAC - CON RISORSE LIMITATE È NECESSARIO FOCALIZZARE GLI OBIETTIVI”

Notizia n. 1993 del 14/12/2018

SOCIALE: ASSESSORE LANZARIN, “CON FONDO DI ROTAZIONE DA 10 MLN IN CONTO CAPITALE REGIONE FINANZIA SENZA INTERESSI 4 IPAB PER ANZIANI E 6 ENTI PER DISABILI”

14/dic/2018 | SOCIALE: ASSESSORE LANZARIN, “CON FONDO DI ROTAZIONE DA 10 MLN IN CONTO CAPITALE REGIONE FINANZIA SENZA INTERESSI 4 IPAB PER ANZIANI E 6 ENTI PER DISABILI”

Notizia n. 1997 del 14/12/2018

PORTALE WEB PER LEGGERE IL BILANCIO DELLA REGIONE: VICEPRESIDENTE FORCOLIN, “IN 4 ANNI RIDOTTO IL DISAVANZO DI QUASI 1 MLD, SENZA AUMENTARE LA PRESSIONE FISCALE”

14/dic/2018 | PORTALE WEB PER LEGGERE IL BILANCIO DELLA REGIONE: VICEPRESIDENTE FORCOLIN, “IN 4 ANNI RIDOTTO IL DISAVANZO DI QUASI 1 MLD, SENZA AUMENTARE LA PRESSIONE FISCALE”

Notizia n. 1996 del 14/12/2018

CACCIA: REGIONE PROROGA STOP VENATORIO SINO AL 10 FEBBRAIO 2019 NELLE AREE INTERESSATE DA SCHIANTI, FRANE E CANTIERI DI RIPRISTINO

14/dic/2018 | CACCIA: REGIONE PROROGA STOP VENATORIO SINO AL 10 FEBBRAIO 2019 NELLE AREE INTERESSATE DA SCHIANTI, FRANE E CANTIERI DI RIPRISTINO

CARCERI: ASSESSORE LANZARIN, “IN VENETO LAVORANO 4 DETENUTI SU 10 – VENETO PRIMO IN ITALIA”

Comunicato stampa N° 1428 del 20/10/2016
(AVN) Venezia, 20 ottobre 2016

Dei 2136 reclusi nei penitenziari del Veneto 842 lavorano, cioè 4 su 10. Il Veneto registra il tasso di detenzione più basso(42 detenuti ogni 100 mila abitanti) e il tasso di occupazione più alto (39,4 per cento). Lo rende noto l’ultimo numero del bollettino di Statistica della Regione Veneto.

Secondo i dati rilevati al 30 giugno 2016,  la popolazione detenuta delle due Case di reclusione e delle 7 Case circondariali è diminuita del 6,6% rispetto al 2015. I detenuti sono prevalentemente uomini (94,7%) e stranieri (54%), che - rispetto agli italiani- riescono a usufruire meno delle misure alternative al carcere, perché spesso sprovvisti dei requisiti alloggiativi e dei riferimenti familiari che ne consentono la concessione. Circa il 30% dei ristretti era disoccupato al momento della carcerazione. La durata complessiva della pena è inferiore ai 5 anni per il 54% dei condannati e al 45,4% rimangono meno di due anni da scontare.

Negli ultimi dieci anni la percentuale dei detenuti che all’interno del carcere lavora è cresciuta del 13 per cento. In Veneto il tasso di occupazione dei detenuti risulta superiore di 11 punti rispetto alla media nazionale che vede occupati 28,2 detenuti su 100. Il 57,4% delle persone ristrette nelle nove carceri del Veneto lavora alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, il rimanente 42,6% sono lavoratori semiliberi o assegnati ad un lavoro all’esterno, o lavorano per imprese e cooperative, per lo più in di assemblaggio, call center, o di pasticceria e panificazione. In proporzione sono maggiormente occupate le donne detenute (62% in Veneto a fronte di una media nazionale del 40%) rispetto agli uomini, e gli italiani rispetto agli stranieri (38,2%).
 
“L’aumento dei detenuti con una occupazione dentro o fuori del carcere – commenta l’assessore Lanzarin – è legato alla particolare sensibilità del territorio veneto, dell’associazionismo e del volontariato, alla capillare opera di promozione ed informazione promossa dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, nonché all’intuizione da parte degli imprenditori che interpretano il carcere anche come una risorsa”.

“L’opportunità per i detenuti di lavorare svolge un ruolo fondamentale per il recupero e il reinserimento che, comunque, nel breve termine, li vedrà nuovamente immessi nel contesto sociale, con il debito penale scontato e la necessità di acquisire pari dignità. Molti di loro al momento dell’arresto e della condanna non avevano un’occupazione. L’esperienza lavorativa maturata in carcere, soprattutto se sostenuta da percorsi formativi, è il primo antidoto verso le recidive e una concreta opportunità di integrazione e reinserimento”.


Data ultimo aggiornamento: 20/10/2016

carcere manuela lanzarin