SANITA’: SUPERTICKET, ASSESSORE REGIONE; “IN VENETO CURIAMO DI PIU’. DA SEMPRE CONTRARI. RICORREMMO ALLA CONSULTA MA PURTROPPO PERDEMMO. E’ VERA TASSA NAZIONALE. QUI ZERO TICKET REGIONALI E ZERO ADDIZIONALE IRPEF”

Comunicato stampa N° 630 del 06/05/2016
(AVN) Venezia, 6 maggio

“Il Veneto è talmente contrario al cosiddetto ‘superticket’ che, quando fu introdotto dal Governo Nazionale, ricorremmo, purtroppo perdendo, alla Corte Costituzionale. Siamo di fronte a una vera tassa nazionale, perché non un euro rimane in Veneto: quei soldi vanno a Roma, come fu deciso con la manovra del 2011, per recuperare due miliardi al Fondo Sanitario Nazionale. Dovemmo introdurlo comunque, obtorto collo, e lo facemmo in maniera calmierata e per fasce di reddito. Detto questo, e cioè che prima il Governo lo elimina e meglio è, vorrei che si smettesse di utilizzare allo scopo dati aggregati e non analitici, che non hanno alcun significato, se non quello di far credere ai veneti che qualcuno li frega. Di sicuro non la Regione, anche se purtroppo i tassatori romani lo fanno da tempo”.

Con queste parole l’Assessore alla Sanità del Veneto commenta alcuni dati citati  oggi a Vicenza da Cittadinanzattiva-Tribunale del Malato, in merito alle somme pagate in ticket dai cittadini delle diverse Regioni italiane.

“Premesso che in Veneto non è applicato nessun ticket aggiuntivo regionale, e che il Veneto è l’unica Regione d’Italia a non avere in vigore l’addizionale regionale Irpef sulla sanità – aggiunge l’assessore – credo sarebbe utile chiedersi perché, cito dati di Cittadinanzattiva, in Veneto si pagherebbero 61,6 euro a testa contro una media italiana di 47”.

“La risposta è semplice e sarebbe onesto farlo sempre presente quando si parla di questioni che riguardano le tasche dei cittadini – incalza il responsabile della sanità veneta – la spesa risulta più alta semplicemente perché in Veneto curiamo tanto, di più che altrove, il che significa inevitabilmente più analisi, più prestazioni diagnostiche, più visite specialistiche, pur avendo un tasso di appropriatezza elevatissimo e riconosciuto anche a livello nazionale.  E siccome purtroppo il Governo ha imposto i ticket, il computo totale, riassunto in un numero e non analizzato, risulta più alto. Viene anche da chiedersi – aggiunge – come mai altrove la spesa risulterebbe così bassa, ad esempio i 303 milioni del Veneto contro i 53 della Sardegna, e se ciò non sia dovuto alle minori prestazioni erogate, al numero della popolazione assistita, o agli effetti dei purtroppo moltissimi furbetti del ticket contro i quali il Veneto, con un Accordo con la Guardia di Finanza, ha da tempo lanciato una battaglia di legalità vincente. Se da noi pagano tutti e altrove no – conclude – forse non è il caso di buttare lì numeri che non illustrano la realtà, e capire perché ciò succede. Si capirà facilmente che i virtuosi sono ancora una volta i veneti, che i furbi vanno cercati altrove e che certe tasse, come il ‘superticket,’ sono un’imposizione nazionale e non una scelta regionale, di certo non della Regione Veneto”.


Data ultimo aggiornamento: 06/05/2016

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