Dalle Comunità montane alle Unioni montane

Dalla finanziaria statale del 2008 (L. 244/07) il ruolo istituzionale delle Comunità montane è stato posto in discussione attraverso un pesante ridimensionamento del sostegno finanziario per il loro funzionamento e la previsione di una loro radicale razionalizzazione al fine di limitare l’estensione territoriale delle stesse.
Queste previsioni, rese peraltro vane dall’intervento di una sentenza costituzionale (n. 237/2009) che ha ribadito la competenza regionale in materia, ha tuttavia aperto un acceso dibattito in merito alla loro utilità nel contesto istituzionale attuale, inasprito dalla contingente crisi economica che ha determinato un pesante ridimensionamento dei bilanci statali e regionali.
A partire da una questione di merito sulla utilità dell’ente comunità montana il dibattito si è pertanto esteso alla sostenibilità economica della operatività dell’ente stesso.
Su quest’ultimo fronte, le recenti disposizioni legislative (vedi D.L. 78/2010, D.L. 98/2011 e D.L. 138/2011) che prevedono l’obbligo da parte di comuni con meno di 3000 abitanti dell’esercizio associato delle funzioni amministrative (almeno 6 funzioni) hanno posto le Comunità montane di fronte ad una scelta strategica sulla natura del proprio ruolo, in merito prevalentemente alle loro competenze sullo sviluppo dei territori montani.
Con la recente L.R. 28 settembre 2012, n. 40 "Norme in materia di unioni montane" (modificata dalla L.R. 49/2012) la Regione mira a realizzare la trasformazione delle attuali Comunità montane in Unioni di comuni, individuando l’attuale delimitazione territoriale delle Comunità montane quale ambito territoriale adeguato per l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi dei comuni montani e parzialmente montani, ivi compreso l’esercizio associato obbligatorio delle funzioni fondamentali ai sensi delle vigenti normative statali.

Quadro riepilogativo (situazione al 23 settembre 2015)

      

Scarica la delimitazione delle Unioni montane in formato shape (EPSG:3003 - Monte Mario / Italy zone 1)

 

Scarica l'elenco dei comuni distiniti per Unione montana/Comunità montana


Provvedimenti di istituzione delle Unioni montane


Le unioni montane si costituiscono con l’elezione del presidente(L.R. 40/12 art. 7 c. 4)
  1. U.M. Agordina
  2. U.M. Alpago
  3. U.M. Cadore Longaronese Zoldo
  4. U.M. Val Belluna
  5. U.M. Bellunese Belluno-Ponte nelle Alpi
  6. U.M. Centro Cadore
  7. U.M. Comelico e Sappada
  8. U.M. Feltrina
  9. U.M. della Valle del Boite
  10. U.M. del Grappa
  11. U.M. Prealpi Trevigiane
  12. U.M. Monfenera Piave Cesen
  13. U.M. del Baldo-Garda
  14. C.M. della Lessinia (commissariata)
  15. U.M. Alto Astico
  16. U.M. Astico
  17. U.M. Marosticense
  18. U.M. Valbrenta
  19. U.M. Pasubio Alto vicentino
  20. C.M. Agno Chiampo (commissariata)
  21. U.M. Spettabile Reggenza dei Sette comuni

Decreti del Presidente della Giunta regionale di presa d'atto della costituzione delle Unioni montane

  1. U.M. Agordina
  2. U.M. Alpago
  3. U.M. Cadore Longaronese Zoldo
  4. U.M. Val Belluna
  5. U.M. Bellunese Belluno-Ponte nelle Alpi
  6. U.M. Centro Cadore
  7. U.M. Comelico e Sappada
  8. U.M. Feltrina
  9. U.M. Valle del Boite
  10. U.M. del Grappa
  11. U.M. Prealpi Trevigiane
  12. U.M. Monfenera Piave Cesen
  13. U.M. del Baldo-Garda
  14. C.M. della Lessinia (commissariata)
  15. U.M. Alto Astico
  16. U.M. Astico
  17. U.M. Marosticense
  18. U.M. Valbrenta
  19. U.M. Pasubio Alto vicentino
  20. C.M. Agno Chiampo (commissariata)
  21. U.M. Spettabile Reggenza dei Sette comuni

Verso le Unioni montane: sintesi delle norme nazionali e regionali

Obbligo della gestione associata delle funzioni 

I comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, ovvero fino a 3.000 abitanti se appartengono o sono appartenuti a comunità montane, esercitano obbligatoriamente in forma associata, mediante unione di comuni o convenzione, le funzioni fondamentali dei comuni. (estratto D.L. 31/05/2010, n. 78 art. 14 c. 28)
In base alla normativa regionale (L.R. 40/12 art. 7 comma 2) i comuni con popolazione tra i 3.000 e i 5.000 abitanti aderiscono alle unioni montane senza tuttavia essere obbligati ad esercitare in forma associata le funzioni fondamentali.

L’unione di comuni

L'unione di comuni è l'ente locale costituito da due o più comuni, di norma contermini, finalizzato all'esercizio associato di funzioni e servizi. Ove costituita in prevalenza da comuni montani, essa assume la denominazione di unione di comuni montani e può esercitare anche le specifiche competenze di tutela e di promozione della montagna attribuite in attuazione dell'articolo 44, secondo comma, della Costituzione e delle leggi in favore dei territori montani.
(estratto D.Lgs. 18/08/2000, n. 267 art. 32)

L’unione montana 

La L.R. 40/2012 ha disposto che l’unione di comuni costituita in territorio montano è denominata unione montana. (estratto L.R. 40/12 art. 2 c. 1)
Il territorio delle unioni montane è individuato sulla base delle zone omogenee di cui all’articolo 2 della legge regionale 3 luglio 1992, n. 19 “Norme sull’istituzione e il funzionamento delle comunità montane” e successive modificazioni, esse costituiscono dimensione territoriale ottimale per l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi, compreso l’esercizio associato obbligatorio di funzioni fondamentali, ove previsto dalla normativa vigente, dei comuni ricompresi nelle zone stesse. (estratto L.R. 40/12 art. 3 c. 1 e 2).
 

Le funzioni fondamentali dei comuni.

a) organizzazione generale dell'amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo;
b) organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale, ivi compresi i servizi di trasporto pubblico comunale;
c) catasto, ad eccezione delle funzioni mantenute allo Stato dalla normativa vigente;
d) la pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale nonché la partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovracomunale;
e) attività, in ambito comunale, di pianificazione di protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi;
f) l'organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi;
g) progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini, secondo quanto previsto dall'articolo 118, quarto comma, della Costituzione;
h) edilizia scolastica per la parte non attribuita alla competenza delle province, organizzazione e gestione dei servizi scolastici;
i) polizia municipale e polizia amministrativa locale;
l) tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e compiti in materia di servizi anagrafici nonché in materia di servizi elettorali e statistici, nell'esercizio delle funzioni di competenza statale.
(estratto D.L. 31/05/2010, n. 78 art. 14 c. 27)
 

Verso le Unioni montane: le procedure


La L.R. 40/2012, per realizzare la trasformazione delle attuali Comunità montane in Unioni montane, definisce tuttavia alcuni meccanismi di “flessibilità” capaci di consentire la modifica dell’ambito territoriale dell’Unione montana rispetto a quanto delineato dall’articolo 3 comma 1 della stessa legge, in relazione alle esigenze funzionali dei comuni, e ai fini del migliore svolgimento delle funzioni associate, ed in particolare:
  • la possibilità per un comune - montano o parzialmente montano - di aderire ad una unione montana il cui territorio sia confinante con quello della Comunità montana in cui il comune è attualmente inserito (articolo 3 comma 4);

  • la facoltà per i comuni montani o parzialmente montani con popolazione superiore a 5.000 abitanti, che al momento dell’entrata in vigore della presente legge fanno parte di una delle comunità montane previste dall’articolo 2, comma 2, della legge regionale 3 luglio 1992, n. 19 e successive modificazioni, di recedere dalla medesima entro il termine di un anno dalla entrata in vigore della legge. (articolo 7, comma 2);

  • la rideterminazione dell’ambito territoriale ottimale, da parte della Giunta regionale, su proposta avanzata dai comuni interessati (articolo 3, comma 5).

Tali fattispecie sono state disciplinate con DGR 2281/12 la quale prevede l’approvazione di un Piano di riordino territoriale da parte della Giunta.

Infine, la DGR 2836/13 ha previsto un procedimento che porta alla costituzione – sulla base di passaggi procedurali obbligati – di una Unione montana per ciascuno degli ambiti omogenei individuati.
 

A tal proposito si riporta un sintetico schema procedurale

 

 

Cartografia delle Comunità montane del Veneto

I comuni montani: dati della popolazione

 

Documentazione  

D.G.R. del 13/11/2012, n. 2281 "Avvio delle procedure concertative finalizzate alla predisposizione e all’approvazione del Piano di riordino per la rideterminazione degli ambiti territoriali delle Unioni montane. L.r. 40/2012, articolo 3 comma 4 e 5."

D.G.R. del 18/12/2012, n. 2651 "Disposizioni operative in fase di prima applicazione della legge regionale 28 settembre 2012, n. 40 “Norme in materia di unioni montane”. Legge regionale 28 settembre 2012 n. 40, articolo 7 comma 1. Deliberazione /CR n. 126 del 13 novembre 2012."

D.G.R. del 21 maggio 2013, n. 771 "Piano di riordino per la rideterminazione degli ambiti territoriali delle Unioni montane. Approvazione primo stralcio. L.r. 40/2012, articolo 3 comma 4 e 5. Deliberazione /CR n. 36 del 3 maggio 2013"

D.G.R. del 10 dicembre 2013, n. 2284 "Individuazione ambiti territoriali per la costituzione delle Unioni montane. Ambiti territoriali Baldo e Lessinia. Legge regionale 28 settembre 2012, n. 40 "Norme in materia di Unioni montane", articolo 3. D.g.r. n. 771/2013."

D.G.R. n. 2381 del 16 dicembre 2013 "Comunità montana Agno-Chiampo e Comunità montana Leogra-Timonchio. Nomina Commissario straordinario. Legge regionale 28 settembre 2012, n. 40 "Norme in materia di Unioni montane".

D.G.R. n. 2836 del 30 dicembre 2013 "Legge regionale 28 settembre 2012, n. 40 "Norme in materia di unioni montane" Disposizioni operative in fase di prima applicazione adottate con d..g.r. 2651/2012. Modalità integrative concernenti le procedure di estinzione delle Comunità montane e la definizione dei rapporti patrimoniali, organizzativi, amministrativi e finanziari tra gli enti interessati in applicazione all'articolo 3, comma 6, della l.r. 40/2012. Modalità integrative concernenti le procedure di estinzione delle Comunità montane e la loro successione."

D.G.R. n. 101 del 11 febbraio 2014 "Piano di riordino per la rideterminazione degli ambiti territoriali delle Unioni montane. Approvazione secondo stralcio - Ambiti territoriali Grappa e Prealpi trevigiane. L.r. 40/2012, articolo 3 comma 4 e 5. Deliberazione/CR n. 169 del 16 dicembre 2013."

D.G.R.n. 122 del 11 febbraio 2014 "Comunità montana della Valle del Boite. Nomina Commissario straordinario. Legge regionale 28 settembre 2012, n. 40 "Norme in materia di Unioni montane".

D.G.R. n. 2006 del 28/10/2014 Comunità montana della Lessinia. Nomina Commissario straordinario ai sensi dell'art. 3, comma 6, della Ir n. 40/2012 e per la gestione ordinaria del Parco naturale regionale della Lessinia (Ir 28.9.2012, n. 40: "Norme in materia di Unioni montane" - Ir 30.1.1990, n. 12: "Norme per l'istituzione del Parco naturale regionale della Lessinia).

Diapositive dell'incontro tenutosi il 14 marzo 2013 presso Palazzo Balbi:

Diapositive in formato pdf 

Le funzioni delle Comunità montane


Le principali funzioni delle Comunità montane riguardano:

  1. la realizzazione degli interventi speciali per la montagna attraverso il Fondo nazionale per la Montagna;
  2. la gestione associata dei servizi comunali;
  3. gestione tecnica del patrimonio forestale
    (L.R. 8/85 'Riorganizzazione delle funzioni forestali");
  4. classificazione e gestione del Piano della viabilità silvo-pastorale
    (L.R. 14/92 'Disciplina della viabilità silvo-pastorale");
  5. regolamentazione della raccolta dei funghi
    (L.R. 23/96 'Disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati");
  6. l'attività di assegnazione ed erogazione di contributi ai sentieri alpini, bivacchi e vie ferrate;
    (L.R. 33/02 'Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo");
  7. le funzioni amministrative per interventi per lo sviluppo dell'agricoltura di montagna e per la manutenzione ambientale
    (L.R. 52/78 'Legge forestale regionale" - L.R. 2/94 'Provvedimenti per il consolidamento e lo sviluppo dell'agricoltura di montagna e per la tutela e la valorizzazione dei territori montani" - L.R. 11/01 'Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112").

     

In particolare ricordiamo i seguenti interventi:

  • mantenimento delle aree prative e dei pascoli montani;
  • sistemazione della viabilità silvo-pastorale e della sentieristica;
  • cure colturali ai soprassuoli boschivi;
  • manutenzione opere di sostegno e consolidamento pendici;
  • manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua non demaniali;
  • contributi per la sistemazione delle malghe da parte di enti pubblici, Regole e Comunioni familiari;
  • contributi per il miglioramento delle infrastrutture a servizio delle aziende agricole (l'approvvigionamento idrico, l'elettrificazione, la viabilità rurale e le linee telefoniche);
  • contributi per il recupero del patrimonio edilizio rurale da parte degli imprenditori agricoli;
  • contributi per il miglioramento delle condizioni igieniche e di benessere negli allevamenti;
  • contributi a favore delle colture alternative e degli allevamenti minori.
     

Finanziamento alle Comunità montane

  1. Fondo per gli investimenti in montagna alimentato dal Fondo nazionale per la montagna
    (L. 97/94 art. 2 - L.R. 19/92 art. 17)

    Elenco delle assegnazioni

     

  2. Contributo regionale per il funzionamento delle Comunità montane
    (L.R. 19/92 art. 16)

    Elenco delle assegnazioni

     

  3. Contributi per la tutela e valorizzazione del territorio e dell'ambiente rurale
    (L.R. 2/94 artt. 20, 21 e 22 - L.R. 11/01 art. 10)

    Elenco delle assegnazioni

     



Data ultimo aggiornamento: 17/02/2017

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