Premessa

L'abbandono della montagna ha provocato problemi per la manutenzione del territorio ma soprattutto ha determinato un abbandono delle attività agricole tradizionali, che nella montagna veneta si esemplificano nell'attività di malga. Dal 1970 al 2000, sulla base dei dati dei Censimenti generali dell'agricoltura, la riduzione delle aree prative nell'area montana è stata dell'ordine del 35% a vantaggio prevalentemente del bosco, che lentamente si espande. Se analizziamo solo alcune aree, come l'alto bellunese (comprendenti cinque Comunità montane), la riduzione del prato pascolo supera ampiamente il 60%. Tale situazione evidenzia una situazione di criticità che pone seri problemi sia di natura economica sia paesaggistica e che solleva importanti questioni in merito alla riconversione produttiva di queste superfici.

Le malghe nel Veneto

Le malghe sono intese come unità fondiarie silvo-pastorali, di superficie superiore ai dieci ettari, dotate di adeguate infrastrutture, costituite di pascolo, prato pascolo e talvolta bosco, in cui sono ubicati ricoveri per il personale, per il bestiame, locali per la lavorazione del latte e per la conservazione del prodotto finito.
Nel Veneto ci sono circa 700 malghe distinte quasi equamente tra pubbliche e private. Molte sono inattive altre sono di difficile riattivazione. In riferimento alle province,

  • il 37% delle malghe è localizzato nella provincia di Vicenza
  • il 26% nella provincia di Belluno
  • il 25% nella provincia di Verona mentre
  • il 12% è localizzato nella provincia di Treviso.

Attualmente da parte della Sezione Economia e Sviluppo Montano d'intesa con altre strutture regionali, le Comunità montane, i Comuni e altri enti sul territorio veneto, è in corso la verifica dei dati principali afferenti alle malghe venete per elaborare un elenco generale regionale aggiornato.

Disciplina malghe pubbliche

Le malghe pubbliche, a differenza di quelle private, sono soggette ad una particolare disciplina di utilizzo prevista da un disciplinare tecnico economico che, fino al 2001, era approvato dalla Regione ma che attualmente viene approvato dalle Comunità montane competenti.
Disciplinare tecnico ed economico per l'utilizzazione dei pascoli montani di proprietà di Comuni ed Enti - DGR 428/97 
DGR 428/97 Errata corrige - DGR 3816/97
Direttive alle Comunità montane/Unioni montane per la consegna e riconsegna delle malghe e l'approvazione del disciplinare tecnico - DGR 3125/01

La finalità del disciplinare è da ricondurre alla difesa idrogeologica dei pascoli, la quale potrebbe essere compromessa da un errato carico (numero di capi) di bestiame ma anche da non corrette modalità di pascolo. In effetti non solo il sovraccarico comporta un degrado del cotico erboso con le conseguenti problematiche idrogeologiche, ma anche un sotto utilizzo può determinare un degrado dovuto essenzialmente alla progressiva diffusione sugli stessi di specie legnose ed erbacee poco gradite dal bestiame.
Oltre al problema della ottimale gestione del pascolo, le malghe sono attualmente oggetto di una razionalizzazione al fine di ottemperare a precise disposizioni normative di natura igienico-sanitaria nella lavorazione del latte e dei suoi derivati, là dove praticata. Ciò comporta l'esecuzione di significativi interventi, principalmente rivolti all'adeguamento ed alla messa a norma dei locali di mungitura, dei locali di affioramento e di lavorazione del latte, dei locali di conservazione dei prodotti caseari, ivi comprese le relative dotazioni impiantistiche e strumentali.
Il rispetto di queste normative, oltre a far conseguire alle singole unità produttive il conseguimento di uno standard qualitativo comunitario in siffatta particolare e fondamentale attività svolta in territorio montano, si configura frequentemente come ineludibile condizione per il mantenimento della produzione e della lavorazione dei prodotti lattiero-caseari in malga, pena la chiusura dell'attività. Intuibili in tale eventualità le notevoli perdite a cui si andrebbe incontro con riguardo alla salvaguardia delle produzioni tipiche, unitamente alle collaterali pesanti conseguenze sul reddito cui sarebbero esposti i soggetti conduttori. Va altresì tenuto presente che i suddetti interventi di adeguamento e messa a norma perseguono la formazione di unità produttive più efficienti, in grado di assicurare il miglioramento delle caratteristiche occupazionali sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, costituendo favorevoli presupposti all'esercizio agrituristico e più in generale al mantenimento dell'uomo sul territorio montano.
La valorizzazione di queste strutture malghive ha rappresentato fin dagli anni 70 un'azione imprescindibile delle strategie di sviluppo dei territori di montagna; strategie che negli ultimi anni hanno visto prevalere il concetto di multifunzionalità dell'agricoltura di montagna. La promozione dell'attività pascoliva, se inizialmente era incentrata sull'incremento della produttività, ora è diretta ad una valorizzazione della malga essenzialmente per il valore intrinseco che essa esprime, legato prevalentemente alla conservazione degli aspetti ambientali e paesaggistici della montagna, ai valori culturali e storici, alla genuinità e unicità dei prodotti agricoli che in essa si producono e alle potenzialità turistiche connesse con questi valori.

Inventario regionale malghe

Inventario delle malghe del Veneto del 1983, documento di partenza per l'aggiornamento dll'inventario regionale delle malghe pubbliche e private del Veneto. 

 

Elenco delle malghe pubbliche e private - Provincia di Treviso



Elenco delle malghe pubbliche - Provincia di Vicenza




Elenco delle malghe pubbliche e private - Provincia di Belluno



Elenco delle malghe pubbliche e private - Provincia di Verona



 




Data ultimo aggiornamento: 27/10/2017