Antibari

Università degli Studi di Venezia, Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Vicino Oriente
Progetto Stari Bar. Scavo, analisi e documentazione di una città veneziana nel Montenegro

Realizzazione:

  • Università di Venezia in collaborazione con Università della Primoroska - Centro di Ricerche Scientifiche di Capodistria
  • Univerisität Innsbruck
  • Università degli Studi di Padova
  • Zavicajni Muzej - Bar - Museo Zavicajni di Bar Crna Gora - Montenegro

Direzione scientifica:

Prof. Sauro Gelichi - Università di Venezia

Coordinamento:

Diego Calaon (scavo), Fulvio Baudo (studio alzati), Erica D´Amico (studio materiali)

Specifiche:

Intervento realizzato nell´ambito del progetto "L´Eredità della Serenissima" - The Heritage of Serenissima" (Cultura 2000); Scheda di Diego Calaon

Foto:

Veduta di Stari Bar

Veduta di Stari Bar

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Veduta della Cittadella di Bar

Veduta della Cittadella di Bar

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Momento dello scavo della Cittadella di Bar

Momento dello scavo della Cittadella di Bar

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Palazzo del Doge (Bar)

Palazzo del Doge (Bar)

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Palazzo del Doge a Bar (particolare)

Palazzo del Doge a Bar (particolare)

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Chiesa di San Nicola a Bar

Chiesa di San Nicola a Bar

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Abitazione veneziana (XV secolo) a Bar

Abitazione veneziana (XV secolo) a Bar

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Piatto in ceramica - sec. XVI da Bar

Piatto in ceramica - sec. XVI da Bar

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Scavo boccale del XVI sec a Bar

Scavo boccale del XVI sec a Bar

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Reperto vitreo

Reperto vitreo

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Arco cronologico interessato:

  • epoca medievale-moderna

Descrizione:

Linee generali del progetto e obiettivi
Il progetto "Eredità della Serenissima" si propone di sviluppare la conoscenza delle espressioni culturali dell´eredità veneziana nell´area adriatica, attraverso l´analisi dei resti materiali, utilizzando gli strumenti diagnostici tipici della ricerca archeologica. Le aree e singoli centri oggetto di studio appartengono a quello che potremmo definire il territorio storico veneziano nella fascia adriatica, cioč le zone che, nel tempo, furono sotto il controllo diretto o indiretto della Serenissima.

I riflessi del dominio lagunare si identificano non solo nelle evidenze macroscopiche, come ad esempio i resti delle architetture e dell´urbanistica di impronta veneziana, ma anche nelle strutture ed infrastrutture, nei modi di vita, nei caratteri della società, nelle modalità di sviluppo dei processi economici. Aspetti questi che si possono analizzare, strada finora poco praticata, utilizzando lo strumento archeologico.

I principali obiettivi consistono in:

  • promozione di ricerche locali su aspetti della cultura materiale, attraverso l´edizione di pubblicazioni scientifiche su contesti di materiali di epoca e di ascendenza culturale veneziana;
  • avvio di progetti di ricerca e scavo mirati su contesti archeologici particolarmente significativi di epoca veneziana, come il relitto navale affondato a largo di Zara, del XVI secolo o i progetti di ricerca sul sito di Duecastelli, sempre in Croazia, o della città di Stari Bar, in Montenegro;
  • conseguimento e diffusione dei risultati della produzione scientifica attraverso pubblicazioni e strumenti di divulgazione in piů lingue (italiano, inglese, sloveno, serbo, croato, tedesco);
  • miglioramento delle diagnostiche archeologiche attraverso l´introduzione di strumenti e metodi d´analisi scientifica già sperimentati in Italia e in Slovenia, ma non ancora diffusi in tutto l´arco adriatico orientale;
  • attenzione particolare agli aspetti di conservazione e di valorizzazione del patrimonio, attraverso la progettazione di un recupero storico-ambientale dei contesti in esame.

Le strutture universitarie che partecipano al progetto co-operano attraverso lo scambio di informazioni attraverso un newletters informatizzato e la creazione di momenti di verifica puntuale (congressi o seminari di studio, come:

  • presentazione di Capodistria, dicembre 2003;
  • Convegno I vasai del leone, febbraio 2004;
  • Convegno Le ceramiche nell´adriatico in epoca tardoantica e altomedievale, Venezia giugno 2004;
  • Incontro sullo stato del Progetto, Koper, dicembre 2004;
  • Giornata di presentazione "The Heritage of Serenissima", Venezia, Dicembre 2004).

La cooperazione, inoltre, č sostanziata con la compresenza e la direzione congiunta di attività di ricerca e scavo sul campo:

  • studio dei materiali del relitto di Gnali-Krod Biografa - area di Zara (Università di Venezia, Università di Capodistria, Università di Innsbruck e Museo di Zara)
  • scavo e ricerche nel sito di Stari Bar (Università Ca´ Foscari di Venezia, Università Capodistria, Università di Innsbruck e Museo di Stari Bar)
  • scavo di Duecastelli - Dvigrad (Università di Padova e Museo archeologico d´Istria, Pola).

Tali iniziative consentono lo scambio reciproco di metodiche di indagine e di modelli d´analisi archeologica, favorendo la crescita della cooperazione a livello europeo. La possibilità di cooperare tra strutture universitarie italiane (Università Ca´ Foscari di Venezia e Università di Padova) e strutture universitarie austriache (Università di Innsbruck) e slovene (Università Capodistria) con enti di ricerca/tutela croati e montenegrini permette da un lato l´inserimento degli istituti di ricerca croati e serbi nei processi di sviluppo europeo di comunità e nel contempo permette agli enti di ricerca italiani ed austriaci di operare in territori di notevole interesse storico-archeologico. I benefici del progetto andranno identificati in una migliore conoscenza dei contesti archeologico-ambientali adriatici di "eredità" veneziana e nella possibilità di favorire una loro valorizzazione anche sul piano turistico.

Stari Bar. Scavo, analisi e documentazione di una città veneziana nel Montenegro
La città di Stari Bar (Vecchia Bar) si trova a circa 5 km dalla costa del Montenegro, alle pendici del monte Rumjia. Il primo riferimento al nome Antibaris risale al X e XI secolo, quando la città appartiene al tema bizantino di Drac. Sede episcopale a partire dal 1089, venne inglobato nello stato serbo a partire dal 1183, per poi divenire colonia veneziana nel 1443. Il periodo della dominazione veneziana cambiň notevolmente il tessuto urbanistico ed architettonico della città, dandole in gran parte l´aspetto attuale. Nel 1571 passň ai Turchi Ottomani che la tennero fino al 1879, quando i Montenegrini la liberarono non senza arrecarle gravi danni.

Il contesto archeologico
L´abbandono completo della città al termine del XIX secolo ha favorito una sorta di conservazione "in vitro" dell´impianto strutturale ed architettonico e dei bacini archeologici (sia negli alzati che sepolti) del sito. Anche se la stragrande maggioranza degli edifici sono oggi conservati a livello di rudere, Stari Bar offre un´opportunità notevole per i ricercatori, da una parte, ma anche per le potenzialità di una sua fruizione pubblica. Il sito č stato oggetto di attenzione, già da qualche anno, da parte dei colleghi archeologi montenegrini, che hanno avviato un programma di recupero dell´intero insediamento ed iniziato una serie di interventi di restauro/ricostruzione di alcuni edifici monumentali. Tali ricostruzioni, funzionali anche ad un´opportuna valorizzazione del sito a fini turistico-culturali, rappresentano delle opportunità irripetibili di conoscenza per la storia dell´edilizia e della cultura architettonica di quei territori, in particolare per l´età veneziana. La città č racchiusa dalle mura costruite dai Veneziani nel XV-XVI secolo, e presenta tuttora le imponenti strutture dell´acquedotto (XVI-XVII secolo), le rovine della cattedrale di S. Giorgio e della chiesa di S. Nicola (distrutte da esplosioni di polveri nel 1881 e 1912). Una cappella romanica č stata incorporata nelle fortificazioni veneziane, mentre un grande palazzo nella parte occidentale della città viene tradizionalmente identificato come Palazzo Arcivescovile. Nonostante i tre secoli di occupazione i Turchi hanno lasciato relativamente pochi segni sul tessuto urbano, il piů notevole dei quali č un hammam del 17° secolo.

Risultati
L´obiettivo di tale progetto č stato la conoscenza approfondita delle dinamiche insediative, costruttive e di trasformazione del sito di Stari Bar, definito - per la sua felice posizione sulla costa - "Porta dell´Adriatico". Data la vastità della città che presenta oltre 200 edifici sopravvissuti in vario stato di conservazione si č proceduto ad una valutazione delle informazioni topografiche, storiche e archeologiche generalizzata per poi approfondire la conoscenza di determinati tematismi tramite interventi mirati in aree campione. Un primo parametro analizzato č stato il tessuto urbanistico ed architettonico della città, identificato nell´utilizzo di tecniche costruttive, materiali e tipologie edilizie differenziate nei vari periodi storici di occupazione del sito. Ogni edificio č stato classificato in base a questi indicatori e si sta procedendo all´ inserimento di tali dati all´interno di una piattaforma informatica GIS (Sistema Informativo Geografico) per permettere l´analisi distributiva delle differenti tecniche edilizie e quindi ricostrutire lo sviluppo urbanistico della città. Si č poi approfondita l´analisi della sequenza costruttiva delle mura cittadine, analizzandone tipologia di materiale impiegato, tecnica costruttiva, tipologia, dimensioni e disposizione delle aperture difensive (feritoie e caditoie). Un ulteriore approfondimento č stato dedicato all´analisi dettagliata di un complesso architettonico di particolare importanza, identificato come edificio civile di rappresentanza e definito tradizionalmente come "palazzo del doge" perché ritenuto sede del potere veneziano sulla città. La prima fase del lavoro, preliminare all´analisi vera e propria, č stata la realizzazione di un fotopiano risultante dal raddrizzamento computerizzato delle distorsioni ottiche e prospettiche delle tradizionali fotografie. Questa base č stata poi elaborata al computer in modo da andare a costituire la base di lavoro sul quale approfondire la valutazione dell´evoluzione architettonica dell´edificio. Durante questa fase si č anche prestato attenzione allo spirito di interscambio culturale e scientifico del progetto, dedicando parte del tempo anche alla formazione degli operatori sloveni e macedoni. La seconda fase č stata rivolta all´individuazione delle diverse fasi costruttive del palazzo, la cui articolata planimetria č risultata il frutto di una serie di agglutinazioni successive. Sono stati raccolti inoltre dati dettagliati sulle tecniche costruttive impiegate, sugli aspetti tipologici e dimensionali del materiale edilizio, sulla composizione macroscopica dei leganti, sulla tipologia di aperture ed elementi decorativi, nonché sui reimpieghi e i rifacimenti. Questa messe di dati, ancora in fase di elaborazione, permetterà di identificare e meglio precisare la sequenza costruttiva relativa e di ottenere quindi dati di confronto per lo studio delle tecniche costruttive realizzato a scala piů ampia sull´intero tessuto urbanistico della città. Dal punto di vista topografico si disponeva già di un´ottima planimetria realizzata negli anni ´50 dal prof. Boskovic dell´università di Belgrado, la quale č stata integrata e verificata all´occorenza nei punti dubbi. E´ infatti da ricordare che sul finire degli anni ´70 l´area č stata colpita da un forte terremoto che ha causato gravi danni e ha quindi modificato parzialmente la situazione registrata dallo studioso serbo. Lo studio archeologico dei depositi, invece, č stato sviluppato con l´obiettivo di comprendere i caratteri della cultura materiale che distingue socialmente ed economicamente le diverse fasi di occupazione della città: la fase bizantina, l´età medievale slava, l´età veneziana e, infine, l´età ottomana. A tale scopo si č realizzata una valutazione preliminare dell´entità dei bacini archeologici sopravvissuti nelle diverse aree della città, al fine di comprendere meglio e dirigere le future ricerche in quelle aree meno intaccate dai diversi interventi di scavo effettuati a vario titolo nel corso dell´ultimo secolo. Si č poi approfondita questa tematica realizzando un saggio di scavo con le piů moderne tecnologie nella zona denominata "cittadella", un ridotto fortificato sulla sommità del pendio, ritenuto tradizionalmente di fondazione veneziana. Lo scavo ha documentato interamente la sequenza archeologica, dalla roccia vergine sul quale č stato fondato il muro di cinta della fortezza fino ai livelli ottocenteschi con le tracce della frequentazione militare ottomana e montenegrina. I materiali restituiti sono di straordinario interesse per tipologia, cronologia e grado di conservazione. Lo scavo ha permesso per la prima volta di assegnare una datazione piů sicura al nucleo fortificato della sommità e di stabilire una sequenza cronologica relativa ben determinata. Ha inoltre permesso di esportare fra gli studiosi locali le moderne metodologie ormai attestate e fermamente stabilite nella pratica archeologica dell´Europa occidentale. E´ interessante notare come il saggio di scavo abbia ampiamente dimostrato come in realtà Bar sia una città di "cultura Veneziana" al di là dei tempi in cui politicamente č stata una fiorente colonia commerciale della Serenissima: le attestazioni archeologiche, infatti, documentano un contatto continuo e ininterrotto di acquisti e commerci con le coste adriatiche. Le ceramiche di produzione veneziana, si sono rinvenute a Bar in tutto l´arco del basso medioevo e seguono cronologicamente le attestazioni di XIII e XIV secolo che descrivono fiorenti contatti commerciali con le coste pugliesi. Infine il riordino e la sistemazione dei materiali rinvenuti nel corso degli anni all´interno del sito e conservati nei magazzini del museo di Bar, unitamente a quelli identificati nel saggio di scavo, hanno permesso di intraprendere lo studio della cultura materiale non solo da un punto di vista meramente tecnologico ma anche in relazione alla differenziazione dei contesti sociali, politici e cronologici: occupazione veneziana e ottomana, contesti ecclesiastici, aristocratici, civili. La ricaduta sul territorio: Tale attività prevede, a lungo termine e come sua naturale conseguenza, l´elaborazione di un progetto di archeologia globale per lo studio e il recupero dell´intero sito di Stari Bar. Si tratta di elaborare le strategie per il recupero storico-ambientale di tutto il contesto: ciň va di pari passo con una ricaduta sul versante della conservazione e della valorizzazione del patrimonio storico-archeologico. Il prodotto finale di tale azione, dunque, si delinea come la valorizzazione del sito mediante la costruzione di progetti puntuali e di protocolli generali di comportamento nel recupero dell´intero sito, anche attraverso l´esportazione di metodologie e tecnologie innovative sul piano della ricerca archeologica. La finalità resta quella di una sua musealizzazione e di un suo recupero, garantendo perň, ad un pubblico sempre piů ampio, un accesso scientificamente corretto e didatticamente innovativo.

Finanziamenti regionali:

  • Anno 2004 - Contributo € 9.500,00
  • Anno 2005 - Contributo € 13.000,00


Aspetti bibliografici:

  • Boskovic D., Stari Bar, Beograd 1962 Mijovic P., Kovacevic M., Bar, in Villes Fortifiées et Forteresses au Monténegro, Mijovic P. (a cura di), Beograd - Ulcinj, 1975
  • Yriarte. C., Les bords de l´Adriatique et le Monténégro. Venise, l´Istrie, le Quarnero, la Dalmatie, le Monténégro et la rive italienne, Paris, 1878
  • Marmier X., Lettres sur l´Adriatique et le Monténégro, Paris, 1854
  • Denton W., Montenegro: its people and their history, ristampa dell´edizione 1877, New York, 1982
  • Durham M.E., Through the lands of the Serb, London 1904

Pagine Web:



Data ultimo aggiornamento: 16/01/2014

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Data ultimo aggiornamento: 14/12/2012