Il gioco dell’OCA si trasforma in gioco della natura

La presente proposta prosegue quel percorso già intrapreso tra Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto e Regione Veneto per le scuole primarie e secondarie di 1° grado all’iniziativa didattica “Vero Veneto buona terra non mente”, progetto che ha come obbiettivo diffondere le conoscenze e le esperienze della qualità nutrizionale della nostra frutta e verdura e delle biodiversità dei luoghi di produzione, al fine di presentare le eccellenze ortofrutticole venete, con attenzione alle loro caratteristiche nutrizionali e all’importanza di consumare prodotti locali e stagionali.
Approfondire le tematiche sulla biodiversità attraverso il progetto “I Guardiani della Natura” , che è un quaderno didattico, che attraverso un percorso tematico ha come obiettivo di sensibilizzare e formare i giovanissimi sulle tematiche ambientali con l’uso razionale e sostenibile delle risorse agricole e forestali e che propone, anche con attività pratiche di esercitazione su basi che riportano l’indicazione del livello scolastico più adatto. Inoltre, viene aperto un sito web: www.veroveneto.it , con video-storie dei produttori agricoli, le schede dei prodotti ortofrutticoli veneti e altre testimonianze.
La Direzione Agroambiente Caccia e Pesca della Regione Veneto è stata incaricata a gestire, armonizzare e sensibilizzare i cittadini/consumatori/utilizzatori professionali sul Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) e sulle azioni che la Regione del Veneto sta attuando per bilanciare agricoltura ed ambiente.
 

Coltivare senza prodotti fitosanitari è possibile?

Occorre anzitutto considerare che un campo coltivato è, in ogni caso, la modificazione di una situazione naturale preesistente: un bosco, un prato, una zona umida.
Pertanto l'ambiente naturale, o ecosistema, naturalmente reagisce cercando di eliminare in qualunque modo il nuovo indesiderato inquilino, che sia un campo di frumento, di pomodori o un vigneto.
Al fine di rendere le piante coltivate meno soggette alle avversità che possono comprometterne la produzione e la qualità, è fondamentale considerare l'ambiente di coltivazione, ossia il clima ed il terreno adatti; per esempio il frumento coltivato al Sud Italia è poco soggetto ad oidio, ruggini e altre malattie che lo possono colpire; diversamente, nel Centro-Nord Europa, per le frequenti piogge e clima umido, sono necessari da 2 a 4 trattamenti chimici per combattere e contrastare queste malattie. Anche l'uso di varietà resistenti o tolleranti alle malattie, frutto della ricerca e della innovazione, senza trascurare la riscoperta delle varietà tradizionali, può contribuire a limitare l'insorgere di malattie fungine e quindi l'uso di fungicidi.
Altra possibilità tecnica per contrastare le malattie delle piante è l’utilizzo di funghi e batteri antagonisti dei parassiti. Contro gli insetti come afidi e bruchi un aiuto importante può venire anche da molti insetti utili (ad es. le coccinelle), che sono presenti in natura, in particolare dove si mantengono infrastrutture ecologiche (tipo siepi e boschetti) che andrebbero sempre rispettati e potenziati.
La qualità e sanità del materiale utilizzato per l'impianto, ossia sementi, piantine di ortaggi, piante da frutto o di vite, è fondamentale per evitare il propagarsi di malattie nei vegetali.
Per questo ci sono i controlli da parte dei Servizi Fitosanitari, che dopo controlli, autorizzano chi produce semi e piante alla emissione di etichette (passaporto delle piante), che attestano la assenza di parassiti pericolosi.
La rotazione delle coltivazioni, cioè la prassi di non coltivare la stessa specie negli anni sullo stesso appezzamento, permette di ridurre l'uso di erbicidi e la carica di parassiti nel terreno.
Alcune modalità di gestione delle coltivazioni, quali la potatura dei tralci in eccesso al momento opportuno, riduce di molto l'incidenza della muffa grigia dell'uva. In altre situazioni può essere utile anche l'asportazione delle piante, parti di piante e foglie colpite dai parassiti e la loro eliminazione attraverso sistemi di compostaggio o interramento.
Per riassumere il ruolo delle diverse forme di agricoltura oggi applicabili, queste si possono paragonare ai mezzi di trasporto: spostarsi a piedi o in bicicletta è la soluzione ecologicamente ideale; si elimina qualsiasi fonte di inquinamento, ma ci si sposta con lentezza; in ambito agricolo ciò corrisponde alla coltivazione senza far uso di prodotti fitosanitari (agricoltura biodinamica-biologica).
Spostarsi coi mezzi pubblici significa utilizzare mezzi che contribuiscono a ridurre l'inquinamento, pur senza eliminarlo; in ambito agricolo il paragone è con la difesa integrata, che ha comunque un certo impatto sull'ambiente, anche se minimo.
Le tecniche di agricoltura integrata, che utilizzano anche sostanze di sintesi chimica, potrebbero essere paragonate all'automobile “euro 6”, comoda e veloce, ma con un maggiore impatto ambientale rispetto al mezzo pubblico. Infine, l’ agricoltura tradizionale è paragonabile all’utilizzo di un’automobile vecchia, che inquina molto.
È evidente che le diverse soluzioni colturali dipendono dagli obiettivi, dalle esigenze e disponibilità economiche del produttore e del consumatore, in quanto i costi per produrre un bene agricolo con i diversi metodi di agricoltura sono diversi.
Il consumatore è disposto a spendere di più?
Rivisitando il vecchio gioco dell’OCA, si propongono, attraverso alcune schede, insetti ed altri esseri viventi dannosi o utili per le piante orticole e frutticole di maggiore interesse per il nostro ambiente di coltivazione.
Per quanto riguarda le forme di conduzione dell’orto o del frutteto, si rimanda ai molti manuali che sono facilmente reperibili anche in internet e all’opuscolo (già predisposto da questa Direzione Regionale, denominato “L’equilibrio naturale delle colture frutticole e orticole”, reperibile nel sito regionale PIAVe.
Prima di iniziare a giocare, indispensabile è fare una premessa sui criteri che classificano gli esseri viventi in 5 regni che sono:
ANIMALI: persone (uomini), animali (cani, gatti, pesci, insetti (mosca, zanzara), acari (ragno tessitore);
PIANTE alberi (pioppo, melo o pesco), fiori;
FUNGHI sono organismi sia unicellulari ( lieviti) o pluricellulari formati da ammassi filamentosi chiamata micelio (porcini),
PROTISTI organismi pluricellulari muniti di nucleo e con caratteristiche nutrizionali simili sia alle piante che ai funghi (tipi di alghe o di amebe);
MONERA organi microscopici, unicellulari, privi di nucleo (batteri).
Dopo aver definito una prima classificazione tra esseri viventi e non, nel 1700 lo scienziato svedese Carlo Linneo mise a punto un’ulteriore classificazione, suddividendo i viventi in due grandi gruppi: il regno vegetale e il regno animale.
Con l’invenzione del microscopio che ha permesso di vedere ingranditi oggetti minuscoli invisibili ad occhio nudo si scoprì l’esistenza di esseri viventi piccolissimi.


I Regni degli esseri viventi

Questi esseri vivono ovunque, nell’acqua, nell’aria, nel suolo e perfino all’interno del corpo di altri esseri viventi.
Ne fanno parte i batteri, le alghe microscopiche e i funghi.
Essi sono molto diversi dagli animali e dalle piante, però compiono un ciclo vitale, per questo vengono considerati esseri viventi.
In seguito a queste scoperte, al regno animale e vegetale, vennero aggiunti altri regni: Regno Monera (cui fanno parte i batteri, presenti in ogni angolo del nostro pianeta e che sono causa di malattie); Regno Protisti (cui appartengono organismi che vivono prevalentemente nell’acqua, come alghe microscopiche e le muffe d’acqua); Regno Funghi ( cui appartengono sia organismi piccolissimi, come le muffe e i lieviti, sia organismi più grandi, come i funghi superiore che raccogliamo nei boschi).
I successori di Linneo, all’interno di ogni Regno, hanno suddiviso gli esseri viventi in altri gruppi, che a loro volta ne comprendono altri più piccoli. Il gruppo più piccolo è la “specie”, formata da esseri viventi molto simili fra loro, che possono accoppiarsi e riprodursi con successo.
A livello mondiale è stato adottato per ogni organismo un criterio di classificazione basato su categorie sistematiche, ordinate in senso di importanza come di seguito: SPECIE, GENERE, FAMIGLIA, ORDINE, CLASSE, PHYLUM (TIPO), REGNO.
Con il termine SPECIE si intende l’insieme di tutti gli individui con caratteristiche simili che accoppiandosi possono riprodursi con successo; con GENERE si intende il raggruppamento di tutte le specie simili tra loro (come il cane ed il lupo, che appartengono al genere Canis); con FAMIGLIA il raggruppamento comprendente generi simili tra loro (come il cane, il lupo e la volpe, che formano la famiglia dei canidi); con ORDINE il raggruppamento comprendente più famiglie simili (come il cane ed il leone che vengono raggruppati nell’ordine dei carnivori); con CLASSE il raggruppamento comprendente ordini simili tra loro (come quegli degli animali che possiedono mammelle per allattare, una pelle con peli, e partoriscono, questi sono nella classe dei mammiferi); PHYLUM o TIPO, il raggruppamento comprendente diverse classi simili; il REGNO è la categoria più ampia e comprende più tipi.
Quindi, ogni essere vivente ha un nome (specie) e cognome (genere) formato sempre da due termini scritti in lingua latina e sempre in corsivo e dove solo il primo inizia con la maiuscola. L’uomo si identifica con il binomio “Homo sapiens”, il cane: “Canis lupus”, il gatto: “Felis Silvestris”, la trota: “Salmo trutta”, il melo: “Malus domestica”, il pesco: “Prunus persica”, la mosca grigia:” Musca domestica”, la zanzara tigre:“Aedes albopictus” ed infine il ragno tessitore: “Nephila komaci”; nomi molto difficili da imparare e ricordare, ma che permettono l’individuazione inequivocabile dei vari organismi, in tutto il mondo.
Per questo motivo nelle schede sarà indicato sempre il nome scientifico degli animali che si presentano, unitamente al nome volgare, normalmente conosciuto.
Nelle schede che troverete, sono evidenziate in giallo le schede relative alle specie orticole e frutticole di maggior interesse, in rosso le schede degli animali pericolosi alle piante (parassiti), ed in verde le schede relative invece agli animali utili che predano e si nutrono degli stessi parassiti.
Si allega lo schema di suddivisione degli animali, in: vertebrati ed invertebrati. Tra gli invertebrati andremo a ritrovare nelle schede molti appartenenti al phylum degli insetti e gli aracnidi.
Gli insetti si riconoscono dal corpo diviso in tre parti: il capo, fornito solitamente da due antenne che funzionano come organo di senso, un paio di occhi composti cioè formati da un insieme di “occhi più piccoli” e un apparato boccale diverso a seconda di cosa si nutrono; il torace, che solitamente ha due paia di ali, a volte trasformate, e tre paia di zampe; l’addome, che è sede dei visceri e dell’apparato riproduttore. Tutti gli insetti con le ali presentano il fenomeno della metamorfosi, per esempio, dall’uovo di una farfalla nasce un bruco, che cresce cambiando periodicamente il suo involucro esteriore (esoscheletro). Quando ha raggiunto una certa dimensione, si avvolge in un bozzolo per trasformarsi e per poi vivere solo il tempo necessario per riprodursi.
Tra gli insetti ricordiamo: i pesciolini d’argento, insetti senza ali che vivono tra le pagine dei vecchi libri; le libellule insetti chi sanno volare molto velocemente e fermarsi in volo; i grilli e le cavallette, detti insetti saltatori; pidocchi e cimici, tristemente famosi come parassiti anche dell’uomo o detti anche puzzoni; i coleotteri, come le coccinelle, gli scarabei, le lucciole, i cervi volanti; api, vespe e formiche, insetti sociali; le farfalle; mosche e zanzare, fastidiose compagne delle nostre estati.


FINE PROVA

 



Data ultimo aggiornamento: 03/10/2017

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Data ultimo aggiornamento: 11/10/2017