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Sanità

Progetto veneto su anoressia scelto come esempio da comunita’ scientifica mondiale

Anoressia nervosa: un progetto di ricerca finanziato dalla Regione del Veneto è stato scelto come esempio di ricerca traslazionale volta a coniugare metodi e obbiettivi scientifici con quelli clinici e terapeutici e a migliorare la comunicazione tra ricercatori e clinici in un settore nel quale le nuove acquisizioni scientifiche tardano a diffondersi. Il riconoscimento viene dalla comunità scientifica internazionale e pubblicato nell’ultimo numero della newsletter dell’Academy of Eating Disorders (AED), la maggiore associazione scientifica internazionale nel campo dei disturbi del comportamento alimentare. Il lavoro è stato compiuto dal Centro Regionale per i Disturbi del Comportamento Alimentare di Padova guidato dal Prof. Paolo Santonastaso ed è stato scelto dall’AED per la capacità di coniugare interessi clinici ed epidemiologici con l’attività di ricerca ad alto livello nel campo dei fattori di rischio ambientale e genetico. “Il riconoscimento ottenuto dal progetto in campo internazionale – ha detto l’Assessore alla Sanità Sandro Sandri – è la migliore testimonianza del grande lavoro svolto in questi anni in Veneto sul fronte di malattie tanto subdole quanto potenzialmente molto gravi come i disturbi alimentari. La nostra Regione, tra le prime in Italia, ha da tempo delineato una rete di servizi per la diagnosi e cura dei disturbi alimentari ed ha attivato vari Centri Provinciali, operativi a Portogruaro, Vicenza e Treviso, e due Centri Regionali a Padova e Verona. E’ anche attivo un gruppo di lavoro coordinato dal Servizio Regionale per la Tutela della Salute Mentale per il monitoraggio comune delle attività cliniche, per il coordinamento degli interventi e delle valutazioni, per la promozione della formazione”. Il punto di forza del Progetto, finanziato dalla Regione tra i 14 di Ricerca Sanitaria Finalizzata per il 2008, è proprio il coinvolgimento di tutta la rete dei Centri di Riferimento veneti. L’obiettivo primario è quello di riempire un vuoto esistente nella ricerca scientifica nel campo dell’anoressia e la collaborazione tra terapeuti e ricercatori è considerata fondamentale per arrivare ad una corretta definizione delle caratteristiche che distinguono anche i casi più difficili.