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    Banda Larga

    Argomenti nella pagina:

    - Quadro generale
    - Il contesto della Banda Larga
    - Obiettivi dell'intervento regionale
         Obiettivi generali
         Obiettivi in relazione ai cittadini veneti
         Obiettivi in relazione alle imprese venete
         Obiettivi in relazione alla pubblica amministrazione veneta
    - Individuazione degli interventi

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    Quadro Generale

    Con Deliberazione della Giunta Regionale  n. 56/2002 la Regione Veneto ha approvato il Piano di sviluppo informatico del Veneto”, che costituisce la risposta programmatica all’esigenza di innovare la pubblica amministrazione veneta e l’economia regionale, a partire dalle opportunità offerte dalle nuove tecnologie informatiche e dalla rete Internet.
    Successivamente a questo Piano, la Giunta Regionale in data 9 agosto 2002 ha approvato il proprio “Piano di Sviluppo della Società dell’Informazione” che recepisce nella sua totalità le iniziative progettuali identificate dal Piano di Sviluppo Informatico e Telematico.

    L’obiettivo del Piano di Sviluppo  della Società dell’Informazione  è quello di vivacizzare le dinamiche locali riducendo, grazie alla nuove tecnologie, nel contempo i divari sociali  e territoriali esistenti, non solo nei confronti della conoscenza e dell’economia digitale,  ma anche dello sviluppo e della qualità della vita in generale.
    Tra gli obiettivi che la Società dell’Informazione si pone si possono citare:
    · Lo sviluppo della infrastruttura  telematica e l’impiego delle tecnologie digitali;
    · La creazione dell’e-goverment  veneto, basato sulla costituzione del sistema delle autonomie locali secondo un disegno coordinato  tra i vari livelli amministrativi;
    · La semplificazione e il miglioramento dei rapporti e dell’interoperabilità  tra le diverse componenti dell’amministrazione pubblica locale e tra questa e i cittadini e le imprese;
    · Il supporto alla globalizzazione e la delocalizzazione dell’economia e  della società veneta, tramite lo sviluppo e la produzione dell’informazione adeguata  per il governo dello  sviluppo locale e per il supporto  agli attori dell’economia e della produzione.

    E’ evidente che qualsiasi politica di sviluppo, non solo strettamente digitale ma più in generale sociale ed economica, non può prescindere dalla disponibilità di una adeguata rete di telecomunicazione, basata su un mix tecnologico di reti in fibra, collegamenti satellitari e collegamenti  wireless.

    E’ per questo che si rende necessario creare le condizioni per lo sviluppo della Società dell’Informazione in particolare attraverso la realizzazione  dell’infrastruttura tecnologica di supporto, oltre alla creazione dei servizi da  rendere disponibili a tutti gli attori coinvolti: popolazione, imprese e pubblica amministrazione.
    Il ruolo della Regione Veneto è pertanto quello di creare le condizioni, senza tuttavia alterare il mercato o sostituirsi ad esso, attraverso le quali tutto il sistema possa gradualmente prendere forma e diventare operativo a cominciare dalla infrastruttura  tecnologica nelle zone maggiormente penalizzate dalla morfologia del territorio o dal basso sviluppo economico, ma soprattutto operare per creare un livello  di  domanda  di servizi, anche di base, che possa stimolare l’interesse degli operatori di telecomunicazioni ad investire nel Veneto.

    In questo quadro, diventa importante che la Regione sappia usare una pluralità di strumenti e di livelli di azione, a partire da una adeguata conoscenza delle reali dimensioni del digital divide sul proprio territorio. E’ inoltre molto importante conoscere le diverse applicazioni tecnologiche “banda larga”, la cui evoluzione può fornire soluzioni interessanti per superare o limitare il digital divide. In terzo luogo è utile avere un quadro preciso degli operatori attivi nel settore: è con tali operatori che è necessario avviare un dialogo orientato non solo al superamento delle differenti dotazioni infrastrutturali di banda larga ma anche allo sviluppo di progetti innovativi, coinvolgendo la domanda e favorendo, nel concreto, la realizzazione di una società e un’economia dell’informazione.

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    Il contesto della Banda Larga

    La conferma della crescente attenzione verso la creazione delle condizioni di offerta di infrastrutture e servizi a Banda Larga necessari per lo sviluppo della Società dell’informazione proviene anche dalle più recenti iniziative della Commissione Europea che mettono lo sviluppo della banda larga nei paesi dell’Unione Europea tra gli interventi prioritari. In particolare,
    I piani di azione eEurope 2005  e  iEurope2010  mirano a garantire a tutti i cittadini la possibilità di partecipare alla Società dell’Informazione globale promuovendo pertanto servizi, applicazioni e contenuti sicuri basati su un’infrastruttura a banda larga ampiamente disponibile ai diversi attori della Società dell’Informazione.

    L’accesso a queste infrastrutture costituisce oggi una condizione necessaria affinché cittadini e imprese possano scambiare informazioni complesse, creare e ricevere servizi evoluti, nonché comunicare in modo più efficace e continuativo con le strutture della Pubblica amministrazione. L’insieme di queste relazioni si sviluppa sempre più attraverso logiche di comunicazione interattive e multi-canale, che richiedono lo scambio bi-direzionale di grandi flussi di informazione. In tale prospettiva, la disponibilità delle tradizionali infrastrutture di trasmissione telefonica non è più, da sola, sufficiente, e solo le aree che dispongono di reti a banda larga possono assicurare a cittadini e imprese condizioni di accesso ai servizi evoluti e alle nuove forme di comunicazione a distanza. Tuttavia, diversamente dalla tradizionale rete telefonica, assicurata come “servizio universale” alla generalità dei cittadini e delle imprese, la diffusione delle reti a banda larga è invece spinta da logiche di mercato che tendono a discriminare le aree a bassa densità, in ragione del fatto che gli elevati costi fissi per la realizzazione delle nuove infrastrutture non verrebbero adeguatamente ripagati dalla limitata quantità di domanda.

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    Obiettivi dell’intervento regionale

    Obiettivi generali

    L’obiettivo dell’intervento regionale è quello di favorire l’evoluzione della Regione Veneto, sia per quanto riguarda i singoli individui sia per quanto riguarda le imprese e la pubblica amministrazione, verso i nuovi modelli di interazione, di organizzazione, di produzione, di consumo, di apprendimento e più in generale di aggregazione che la Società dell’Informazione rende possibili.
    L’ obiettivo specifico che si vuole raggiungere con il presente intervento è la diffusione dell’accesso alla banda larga nelle aree al momento non coperte da tale servizio, in modo da consentire a tutti i soggetti interessati di accedere ai servizi da essa supportati.
    Il coinvolgimento di Regione Veneto  va visto in termini di “governance”: i ruoli operativi sono lasciati agli operatori ed alle aziende mentre la Regione promuove, coordina e controlla la diffusione della banda larga e dei servizi applicativi da essa supportati, da un lato assicurando un costante ed accurato monitoraggio della situazione e, dall’altro, attuando una serie di interventi, finalizzati a favorire l’uso di servizi attraverso lo strumento della banda larga.

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    Obiettivi in relazione ai cittadini veneti

    La disponibilità di accesso ala banda larga, per quanto riguarda le utenze residenziali, e quindi le famiglie, è finalizzata primariamente a consentire l’accesso ad Internet con modalità adeguate ai servizi che su di essa oggi vengono trasportati.
    L’accesso ad Internet è importante perché essa resta comunque il punto di riferimento dell’evoluzione verso la Società dell’Informazione. Nuovi modi di imparare, di ricercare, di divertirsi, di comunicare e più in generale di interagire sono nati con Internet e caratterizzano l’evoluzione dei rapporti interpersonali.

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    Obiettivi in relazione alle imprese venete

    La banda larga rappresenta un fattore abilitante fondamentale per l’evoluzione del sistema imprenditoriale del Veneto. I principali obiettivi che essa potrebbe permettere di conseguire sono:
    · il supporto alle cosiddette “Virtual Enterprise”, cioè le imprese costituite da più unità operative o amministrative fisicamente distribuite sul territorio, che condividono informazioni di tipo amministrativo e/o di tipo operativo in modo tale che le persone dislocate presso le diverse unità percepiscano l’appartenenza alla stessa impresa anche in presenza di distanze geografiche significative tra le unità stesse;
    · il supporto alle cosiddette “Business Communities”, in particolare attraverso la creazione di uno spazio informativo comune e per la condivisione di servizi informatici;
    · la possibilità per i professionisti e per le imprese che forniscono servizi di gestione e/o di consulenza di eliminare, o per lo meno ridurre, gli scambi di informazioni cartacei sostituendoli con scambi elettronici;
    · l’opportunità, decisamente rilevante nel tessuto produttivo del Veneto, di applicare il concetto di outsourcing dei servizi informatici, in particolare attraverso la modalità ASP (Application Service Provisioning). Tale modalità viene realizzata delocalizzando in apposite server farm gli elaboratori che ospitano i sistemi informativi delle imprese e liberando di conseguenza le imprese stesse dall’onere del mantenimento dei centri di elaborazione. Questi vengono invece mantenuti e gestiti da aziende specializzate, che forniscono un servizio di gestione centralizzato di qualità senz’altro maggiore di quello che potrebbe essere fornito da gruppi interni alle imprese. E’ evidente che per la realizzazione della modalità ASP le imprese che delocalizzano i propri centri di calcolo devono avere un servizio di connessione ad elevata affidabilità e disponibilità e, prima di tutto, a banda larga, per evitare di percepire la “distanza”, misurabile in tempi di attesa al terminale, tra gli operatori e i sistemi di gestione;
    · il supporto dei sistemi di monitoraggio degli accessi nelle aree industriali, nelle singole aziende e alla sicurezza pubblica  in generale.

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    Obiettivi in relazione alla pubblica amministrazione veneta

    La banda larga rappresenta senz’altro un fattore abilitante fondamentale per la Pubblica Amministrazione (PA) , ed in particolare sia per le Pubbliche Amministrazioni Locali (PAL), sia per gli uffici periferici della Pubblica Amministrazione Centrale (PAC). Gli obiettivi generali sono in larga misura gli stessi già identificati per le imprese, ma in aggiunta ad essi se ne possono identificare alcuni più specifici, derivanti dalla natura della PA e dai compiti che essa svolge.
    Si pensi in particolare alla natura “distribuita” della PAL, che è costituita da un pluralità di soggetti, che possono essere classificati in categorie diverse tra loro, ciascuna delle quali a sua volta composta da un numero elevato di soggetti omogenei (per esempio la categoria dei Comuni, o delle ASL, o delle Province, ecc). Da un lato i soggetti omogenei di ciascuna categoria, si pensi ad esempio ai comuni del Veneto che sono spesso di dimensioni limitate, condividono le stessi problematiche e sono quindi soggetti ideali per la delocalizzazione dei sistemi informativi e degli archivi. I Centri di Servizio Territoriali (previsti nella seconda fase dell’e-government nazionale e promossi anche dall’e-government regionale) sono la risposta più adeguata a queste esigenze e richiedono evidentemente un uso intenso della modalità ASP e quindi la banda larga. Dall’altro i soggetti delle diverse categorie interagiscono costantemente tra loro e con la PAC per l’erogazione dei servizi ai cittadini ed hanno bisogno di efficaci procedure per la gestione di flussi di lavoro complessi (Workflow Magnagement), procedure che possono avere un effetto positivo soltanto in presenza di una rete di comunicazione di capacità adeguata.
    Inoltre va tenuto presente che uno dei compiti principali della PA è quella di assicurare una trasparenza dei propri atti nei confronti dei cittadini ed una efficace interfaccia con questi ultimi. Nel momento in cui, come sta accadendo, le modalità di interazioni tra cittadino e PA si spostano dal contatto personale, diretto o telefonico, alla modalità Web, le PPAA si troveranno a dover disporre della banda larga per mantenere accettabili i tempi di attesa di coloro che si collegano ad esse, in modo tale da incoraggiare l’uso di tale modalità di interazione e di ridurre, di conseguenza, il carico degli Uffici per le Relazioni con il Pubblico.

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