La Programmazione negoziata
La programmazione negoziata intesa come la prassi della contrattazione degli interventi sul territorio, si sviluppa gradualmente a partire dalla fine degli anni settanta ispirandosi al principio di sussidiarietà della politica europea. Il percorso normativo inizia con la legge 104/95 (di conversione del Decreto Legge 32/95 ), mentre l’attuale formulazione è dovuta alla L. 662/96, art. 2, commi 203 e ss. (legge finanziaria per il 1997) che la definisce come “regolamentazione concordata tra soggetti pubblici, o tra soggetto pubblico competente, e la parte o le parti pubbliche o private, per l’attuazione di interventi diversi, riferiti ad un’unica finalità di sviluppo che richiedono una valutazione complessiva delle attività di competenza”. La programmazione negoziata si realizza attraverso la collaborazione tra le istituzioni e le parti sociali coinvolte a vario titolo. L’obiettivo istituzionale è duplice: da una parte consentire una gestione coordinata degli strumenti di programmazione “alta” (Piano di sviluppo regionale, Intesa Istituzionale di Programma, Documenti di programmazione comunitaria), dall’altra favorire e incoraggiare un processo di decisione “dal basso” di tutti i soggetti pubblici e privati interessati ai problemi dello sviluppo territoriale, utilizzando come strumento la concertazione tra i Soggetti pubblici, le parti sociali e le associazioni di categoria interessate allo sviluppo locale del territorio.
La L. 662/96 individua i seguenti strumenti di programmazione negoziata:
1. Intese Istituzionali di Programma 2. Accordi di Programma Quadro 3. Patti Territoriali 4. Contratti di Programma 5. Contratti d'area Con deliberazione del 21/03/97, n. 29, il CIPE ha provveduto a disciplinarne le finalità e i contenuti, i soggetti coinvolti, le modalità attuative e di finanziamento.
L'art. 25 della L.R. 35/2001 "Nuove norme sulla programmazione" ha istituito un nuovo strumento di programmazione decentrata e di sviluppo del territorio: l'Intesa Programmatica d'Area. I Patti Territoriali hanno modificato la propria organizzazione evolvendo in questa direzione.
La volontà della Regione del Veneto di addivenire alla stipula di un'Intesa con la Provincia Autonoma di Trento nasce principalmente dalla necessità di favorire ed armonizzare la crescita competitiva delle popolazioni venete di confine, condizionate dalla circostanza di doversi rapportare con una realtà territoriale complessa, per più versi disagiata e caratterizzata da uno sviluppo disomogeneo.Frutto di un percorso condiviso con il territorio ed espressione Il 4 luglio 2007 è stata sottoscritta, dai Presidenti delle due Amministrazioni, un Intesa tra la Regione del Veneto e la Provincia autonoma di Trento
Inoltre, gli accordi di cooperazione che privilegiano la dimensione interregionale risultano maggiormente efficaci per valorizzare le risorse comuni e per governare i fattori della competitività, considerata la crescente importanza che la cooperazione interregionale assume nella programmazione non solo nazionale ma anche comunitaria, ai fini di un'accelerazione del processo di integrazione europea.
al fine di favorire la crescita competitiva delle aree del territorio veneto confinanti con la Provincia Autonoma di Trento, anche mediante strumenti giuridici innovativi e nel solco dei proficui rapporti di collaborazione da tempo esistenti tra l’Amministrazione regionale e quella provinciale, con deliberazione n. 1439 del 22 maggio 2007 la Giunta Regionale ha promosso il perfezionamento di un’Intesa con la Provincia Autonoma di Trento ai sensi dell’articolo 117, ottavo comma, della Costituzione.
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