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I programmi congiunti con l'OMS
I programmi materno - infantili

Child Survival

Child survival si rivolge ai bambini e vuole affrontare le più gravi epidemie e malattie virali, causa dell'alta mortalità infantile nei Paesi sottosviluppati, in particolar modo in Africa.

Il promotore di questo grande progetto è UNICEF che, in collaboraione con i Governi, le Agenzie Internazionali e la Regione del Veneto attraverso il Servizio per i rapporti Socio-Sanitari Internazionali, ha approcciato la sfida con diversi programmi tra cui: the "Accelerated Child Survival and Development Program (ACSD)", the "Integrated Management of Childhood Illness (IMCI)" e "Disease Control Priorities in Developing Contries (DCPP). In particolare quest'ultimo, impronta lo studio della mortalità infantile aiutando i Paesi in via di sviluppo a stabilire delle priorità negli interventi sanitari, a fare un'analisi dei costi che essi comportano e ad investire, per quanto possibile, sulla prevenzione.

Attualmente si contano 10 milioni di decessi all'anno, il 99% di essi nei Paesi del Terzo Mondo; l'obiettivo che ci si propone per il 2015 attraverso child survival è quello di ridurre a 1/3 la mortalità infantile, in particolare, sotto i cinque anni.

Due sono le strategie da attuare:

  1. agire alla base, procedendo attraverso la lotta alla povertà: malnutrizione e mancanza di strutture sanitarie adeguate sono le prime cause della mortalità infantile.
  2. diffondere l'azione di UNICEF, delle Agenzie Internazionali e delle altre organizzazioni mondiali impegnate su questo fronte, coinvolgendo le Regioni e i Comuni dei Paesi sviluppati. La Regione del Veneto, in tal senso, è sempre più impegnata in diversi progetti di cooperazione decentrata, a sostegno della solidarietà e della lotta alla povertà.

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La Rete Regionale degli "Ospedali Amici dei Bambini"

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Con il progetto "Baby Friendly Hospital Iniziative" (BFHI), ancora una volta la Regione del Veneto investe in una delle più importanti strategie internazionali: assicurare che gli ospedali accolgano nel migliore modo possibile i bambini, con particolare attenzione ai primi mesi di vita e al sostegno dell'allattamento al seno.
La continuità nelle relazioni affettive del bambino con la madre e l'allattamento al seno hanno importanti ricadute sul suo benessere fisico, psicologico e sociale, proteggendolo dall'insorgere di molte patologie.

La Regione del Veneto è stata la prima regione italiana ad accogliere l'invito dell'UNICEF e dell'OMS a creare una vera e propria rete regionale degli "Ospedali amici dei bambini" firmando, il giorno 30 Marzo 2004, il Protocollo d'Intesa (LINK) con il Comitato Italiano per l'UNICEF. Il Servizio per i Rapporti Socio-Sanitari Internazionali ha aderito alla iniziativa promuovendo all'interno di alcuni ospedali veneti l'attività di formazione personale e l'adeguamento delle strutture del nido.

Già nel 1981 l'OMS ha adottato il "Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei sostituti del latte materno" per la promozione dell'allattamento al seno, ma è nel 1992 che, assieme all'UNICEF, ha attivato l'iniziativa "BFHI".
Dal lancio dell'iniziativa ad oggi, sono più di 15.000 gli ospedali di 128 Paesi (in Via di Sviluppo e/o industrializzati) che hanno ottenuto la qualifica di "Baby Friendly Hospital". Quelli veneti si trovano nell'Uls 20 di Verona (Soave/San Bonifacio) e nell'Uls 3 di Bassano del Grappa: sono stati i primi due in Italia (oggi sono 7 in tutto) ad ottenere la qualifica.

Unicef e OMS hanno definito dieci norme per potersi fregiare del titolo di "Ospedale Amico dei Bambini". Esse comprendono:

  • la definizione di un protocollo scritto, rivolto a tutto il personale, con le linee guida per la promozione dell'allattamento al seno e per la sua messa in pratica;
  • l'istruzione adeguata alle madri sulle modalità di effettuazione, evitando la somministrazione ai bimbi di alimenti o liquidi diversi dal latte materno;
  • la pratica del "rooming in", secondo il quale la separazione madre-figlio avviene solo nel caso in cui stare insieme comporta gravi rischi per la salute; 
  • la creazione di gruppi di supporto (servizi territoriali, pediatri) ove indirizzare le madri dimesse.

L'iniziativa viene portata avanti e divulgata con regolarità: proprio recentemente (4 -5 ottobre 2004, Chianciano Terme) si è tenuto il III° Convegno Nazionale della Rete degli Ospedali Amici dei Bambini - a cura dell'Asl 7 di Siena, la Regione Toscana e il Comitato Italiano per l'UNICEF - nel quale si è sottolineata l'importanza della promozione di campagne informative.

In molti paesi dove gli ospedali hanno ottenuto tale nomina è aumentato il numero di donne che allattano al seno ed è migliorato lo stato di salute dell'infanzia. Dati i costi elevati del latte in polvere il Italia, l'allattamento è anche una soluzione economica; eppure, solo circa la metà di tutti i neonati è allattata esclusivamente al seno nei primi quattro mesi di vita. Se tutti i bambini fossero nutriti esclusivamente al seno dalla loro nascita, ogni anno un milione e mezzo di vite potrebbero essere salvate.

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