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Il fumo di tabacco, come ormai ampiamente dimostrato, è uno dei principali fattori che mette a rischio la salute sia del fumatore che delle persone che gli stanno vicino; questo avviene ad ogni età, ma in particolare durante il periodo fetale e dell’infanzia. Dannoso ad ogni età, il rischio tuttavia di sviluppare una malattia fumocorrelata è strettamente dipendente dalla data di inizio di tale abitudine. Secondo l’OMS i fumatori che iniziano a fumare in giovane età e che continuano a farlo regolarmente hanno il 50% di probabilità di morire a causa del tabacco. Oltre a ciò, dalla letteratura internazionale emerge che se le persone non iniziano a fumare durante l’adolescenza, hanno una bassa probabilità di diventare un fumatore regolare in età adulta (Paavola et al., 1996), che esiste una forte correlazione tra l’età di iniziazione al fumo e la probabilità di diventare un forte fumatore regolare (Conrad et al., 1992), che la dipendenza aumenta con l’età e che un alto grado di assuefazione si instaura solo dopo alcuni anni dall’iniziazione al fumo (Pacifici et al., 2003) e che, quindi, prima si inizia a fumare e prima si instaura l’abitudine strutturata al fumo. A tal riguardo, le ricerche svolte negli ultimi anni suggeriscono che in molti Paesi, Italia compresa, tra i giovani e giovanissimi sta aumentando l’abitudine a fumare, in particolare, tra le ragazze. Lo stesso scenario, purtroppo si registra anche nel Veneto. La ricerca “Health Behaviour in School Aged Children –HBSC”, uno studio transnazionale sullo stato di salute e gli stili di vita di giovani di 11, 13 e 15 anni svolto in collaborazione con l’Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha coinvolto nel 2000 anche l’Italia, il Veneto, e ha rilevato che hanno provato a fumare il 16,1% degli 11enni, il 42,4% dei 13enni ed il 60,2% dei 15enni tra i giovani veneti intervistati, mentre hanno dichiarato di fumare regolarmente (almeno 1 volta alla settimana) il 2,8% degli 11enni, il 10,9% dei 13enni ed il 28,8% dei 15enni. La ricerca regionale “Le rappresentazioni sociali delle droghe nei giovani e negli adulti veneti” (2001) che ha coinvolto studenti veneti di 16, 17 e 18 anni (età media 16.2 anni) ha messo in evidenza che il 60,6% degli intervistati ha fumato almeno una volta nel corso dell’ultimo anno, mentre il 36,5% è fumatore regolare. E’ utile ricordare anche che in adolescenza il fumo di tabacco assume dei significati particolari, che rispondono ai bisogni fondamentali dei ragazzi, conoscendoli quindi si possono gettare le basi per prevenire l’utilizzo del tabacco cercando di soddisfare questi bisogni primordiali offrendo altre possibilità, altre modalità “sane” di risposta. E’ per questo che proponiamo la sperimentazione di questo progetto rivolto alle scuole elementari, per sviluppare nei bambini, prima ancora della fase adolescenziale, queste abilità socio-comportamentali che sono fattori protettivi nei confronti di qualsiasi comportamento a rischio, compreso quello del fumo di tabacco. Il progetto “C’era una volta… e poi vissero sani e contenti” è stato scelto dalla Regione del Veneto per partecipare al Progetto Europeo “Working with Communities to reduce health inequalities: protecting children and young people from tobacco”. E’ disponibile la versione italiana della newsletter del progetto, realizzata dall’ENSP (European Network for Smoking Prevention): |


