Rete di sorveglianza dei genotipi di rotavirus in Veneto e in Italia in previsione della vaccinazione
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Informazioni epidemiologiche
I rotavirus sono diffusi in tutto il mondo e sono la principale causa di gastroenterite acuta nell’infanzia con oltre 600,000 morti/anno, concentrati quasi completamente nei paesi in via di sviluppo. La malattia ha una spiccata diffusione invernale-primaverile nelle zone temperate. In Italia, la mortalità conseguente all’infezione è bassa, nell’ordine di poche morti/anno, mentre la morbilità è molto elevata; i costi legati alla malattia si possono ricondurre in gran parte alla richiesta di visite specialistiche e ai ricoveri ospedalieri. Dei cinque gruppi (A-E) di rotavirus noti, quelli di gruppo A sono responsabili della grande maggioranza dei casi nell’uomo e sono suddivisi in numerosi varianti sierotipiche e/o genotipiche. I rotavirus si comportano in modo simile ai virus influenzali, andando incontro ad eventi di riassortimento genico (antigenic shift) con il possibile rischio dell’emergenza di ceppi pandemici, particolarmente aggressivi e/o modificati antigenicamente.
La necessità di un sistema di sorveglianza
La commercializzazione in Italia e in Europa di due vaccini vivi attenuati anti-rotavirus rende urgente il monitoraggio dei tipi virali circolanti già nel periodo precedente l’introduzione della vaccinazione. La creazione di un sistema di sorveglianza appare infatti l’unico metodo per giudicare la congruità delle formule antigeniche dei vaccini da porre in commercio rispetto alla situazione epidemiologica: gli obiettivi risiedono nella valutazione degli effetti della vaccinazione di massa sul pool di sierotipi di rotavirus già circolanti per predisporre eventuali modificazioni delle formule antigeniche vaccinali, come del resto già in atto per i vaccini influenzali. In particolare, sarà necessario monitorare l’eventuale emergenza di nuove varianti antigeniche virali a seguito della pressione selettiva esercitata dalla vaccinazione sulle popolazioni di rotavirus preesistenti. Infine, la sorveglianza epidemiologica molecolare sarà in grado di verificare il livello di cross-protezione fornito dai diversi vaccini.
Il Progetto di sorveglianza delle infezioni da rotavirus nel Veneto
A partire dal 1° ottobre p.v. inizierà l’attività di sorveglianza delle infezioni da rotavirus che proseguirà fino a giugno 2008: tale sistema, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), si basa su una rete di ospedali (reparti di pediatria o laboratori di microbiologia) che hanno dato la propria disponibilità a partecipare alle rilevazioni. Nella Regione Veneto partecipano al Progetto 12 Ospedali di 9 diverse Aziende ULSS e le Aziende Ospedaliere della Regione. La sorveglianza coinvolge i bambini di età compresa tra 0 e 5 anni, ospedalizzati per gastroenterite acuta, per ognuno dei quali si dovrà raccogliere un campione di feci in fase acuta. I campioni saranno esaminati localmente mediante test diagnostici in uso per la routine diagnostica: i campioni risultati positivi alla ricerca del rotavirus si dovranno inviare, secondo adatte modalità di conservazione, all’ISS insieme ad una scheda informativa sui dati anagrafici e clinici del paziente. Una copia di tale scheda dovrà essere inviata al Servizio Sanità Pubblica e Screening della Regione. Presso l’ISS i campioni inviati verranno sottoposti a genotipizzazione; per ciascun caso saranno inoltre raccolte le relative informazioni cliniche ed epidemiologiche di base. Attraverso un sistema informatizzato viene raccolto ed elaborato l’insieme delle informazioni virologiche e clinico-epidemiologiche. I dati saranno elaborati e presentati periodicamente dall’ISS: il Servizio Sanità Pubblica e Screening della Regione provvederà a diffondere i risultati delle indagini di laboratorio che riceverà dall’ISS.
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Scheda segnalazione (pdf 150KB).
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