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    L’influenza: tipi, sottotipi e ceppi

     

    L’influenza è una malattia conosciuta da secoli, che genera delle epidemie praticamente ogni inverno. E’ una infezione virale causata da tre tipi di virus diversi A, B e C, l’ultimo dei quali di scarsa importanza nell’uomo. Le epidemie influenzali sono normalmente causate da virus del tipo A. L’influenza di tipo A può essere suddivisa in sottotipi sulla base di due antigeni presenti sulla superficie del virus: la emoaglutinina (H) e la neuraminidasi (N). In natura si ritrovano un numero limitato di questi antigeni di superficie; sono stati infatti individuati 15 diversi tipi di emoaglutinine sulla base delle quali si definiscono 15 sottotipi di influenza A, identificati da H1 a H15. Inoltre esistono 9 forme diverse di neuraminidasi, identificati con le sigle da N1 a N9. Dal 1977, circolano nell’uomo due sottotipi di influenza identificati come H3N2 e H1N1.

    Queste proteine di superficie (emoaglutinina e neuraminidasi) subiscono durante la replicazione del virus delle piccole mutazioni chiamati “drift antigenico” che portano allo svilluppo di diversi ceppi influenzali ogni anno. L’emergere di nuovi ceppi influenzali è alla base dello svilupparsi delle epidemie annuali. Ogni anno quindi circolano dei ceppi diversi di influenza che appartengono però agli stessi sottotipo presenti negli anni precedenti.

    Il vaccino contro l’influenza

    Raccomandazioni sull'impiego del vaccino antinfluenzale

    La vaccinazione rimane il mezzo migliore, in termini di costo-efficacia e costo-beneficio, per prevenire l’influenza.

    La vaccinazione antinfluenzale, in particolar modo nelle persone anziane, ma anche nelle persone di tutte le età che desiderano prevenire la malattia e contribuire all’interruzione della catena epidemiologica dell’infezione, determina sostanziali riduzioni della morbosità.

    La vaccinazione viene eseguita gratuitamente dalle Aziende sanitarie regionali a:

    1. soggetti al di età pari o superiore a 65 anni
    2. soggetti in età infantile ed adulta affetti da:
      malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa la malattia asmatica), circolatorio, uropoietico;
      malattie degli organi emopoietici;
      diabete ed altre malattie dismetaboliche;
      sindromi da malassorbimento intestinale;
      fibrosi cistica;
      malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di  anticorpi;
      patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
    3. personale addetto ai servizi pubblici di primario interesse collettivo: (Forze di polizia, Vigili del fuoco, Vigili urbani, Personale adibito ai servizi di emergenza della Croce Rossa e simili. )
    4. personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto rischio
    5. bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico e a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

    Per la vaccinazione antinfluenzale sono disponibili vaccini a base di virus interi inattivati e vaccini sub-virionici con o senza adiuvanti.

    I vaccini sub-virionici possono a loro volta presentarsi sotto forma di:

    • split-virus vaccini, costituiti da particelle virali frammentate e purificate;
    • vaccini contenenti soltanto gli antigeni di superficie emoagglutininina e neuroaminidasi.

    Questi ultimi vaccini sono da preferire per l'immunizzazione di bambini e di soggetti che abbiano presentato evidenti fenomeni di reazione in occasione di precedenti vaccinazioni con vaccino antinfluenzale intero.

    Poiché i vaccini antinfluenzali contengono solo virus inattivati o parti di questi, non possono essere responsabili di infezioni influenzali.

    Efficacia del vaccino

    E’ importante ricordare che il vaccino è efficace solo contro i virus dell’influenza, mentre non ha alcuna capacità di proteggere verso tutti gli altri virus che nella stagione invernale possono causare dei sintomi simili all’influenza. Per cui è frequente che in una persona vaccinata si possano avere degli episodi con febbre, tosse e raffreddore, malattie queste che, nella maggior parte dei casi sono dovute a virus diversi dall’influenza.

    La vaccinazione è però molto efficace nel proteggere le persone contro le complicanze di questa malattia ed è per questo motivo che viene consigliata e attivamente offerta dai servizi sanitari.

    Classe di età

    Riduzione della malattia

    Riduzione dei ricoveri per polmonite e influenza

    Riduzione ricoveri per malattie respiratorie

    Riduzione della mortalità per polmonite e influenza

    ³65 anni

    37 – 65 %

    32 – 57 %

    15 – 39%

    43 – 65 %

    Adulti

    40 – 80 %

    Nd

    Nd

    Nd

    Bambini 2– 4 anni

    67 – 93 %

    Nd

    Nd

    Nd

    Controindicazioni e precauzioni

    Le uniche controindicazioni alla vaccinazione sono rappresentate da eventi molto rari:

    • precedenti episodi di reazione allergica immediata, o reazioni di tipo neurologico in seguito ad una somministrazione di una dose precedente di vaccino contro l’influenza;
    • gravi reazioni allergiche alle proteine dell'uovo o ad altri componenti del vaccino.

    La vaccinazione deve essere rinviata in caso di manifestazioni febbrili in atto.  

    Reazioni indesiderate al vaccino antinfluenzale

    Gli effetti collaterali riferiti più frequentemente dopo somministrazione di vaccino antinfluenzale consistono in dolore, eritema, tumefazione nel sito di inoculo.

    Talvolta si può avere un leggero rialzo febbrile che inizia a qualche ora dalla vaccinazione.

    Segnalate anche reazioni allergiche del tipo ipersensibilità immediata (orticaria, angioedema, asma), soprattutto in persone con ipersensibilità nota alle proteine dell'uovo o ad altri componenti del vaccino.