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Dir. Prevenzione

Influenza Aviaria

Premessa

Negli ultimi 300 anni si sono verificate 10 pandemie influenzali umane.

Nel corso dello scorso secolo, sono state tre: nel 1918-1919, nel 1957-1958 e nel 1968-1969. La più grave è stata quella di inizio secolo con un numero di vittime complessive stimato in 40-50 milioni di morti.

Dei tre ceppi di influenza, l’unico a causare pandemia è quella di tipo A. Il suo serbatoio è costituito da uccelli selvatici acquatici. Il passaggio del virus ad uccelli domestici, come i polli, rende possibile il passaggio del virus mutato verso mammiferi quali gli umani o i maiali. All’interno di un mammifero, infine, c’è la possibilità di un “riassortimento genetico” che dà origine ad un virus che è in grado di trasmettersi da uomo a uomo. 

Si crede che tutte e tre le pandemie del ‘900 siano di origine aviaria.  

La situazione attuale:

Sulla base delle premesse storiche e del dato che il periodo di intervallo delle precedenti pandemie è variato da un minimo di 11 ad un massimo di 42 anni, in realtà, nessuno è in grado di ipotizzare se e quando si verificherà la serie concatenata di passaggi necessari alla nascita di un nuovo virus pandemico. 

Un possibile candidato a diventare l’agente causale di una pandemia potrebbe essere il virus A(H5N1), uno dei 16 virus aviari noti. 

Questo virus ha, per ora, due delle tre caratteristiche dei virus che hanno generato le precedenti pandemie: la capacità di infettare gli umani e di produrre quadri clinici gravi. Gli manca , finora, la terza: la possibilità di passare con facilità da uomo a uomo. Al momento infatti, la modalità principale di contagio è il contatto stretto fra uomini e polli infetti.

Questo virus ha dato origine, finora, a tre diverse ondate di influenza aviaria. La prima ondata si è verificata in Thailandia e in Vietnam dal gennaio a marzo del 2004 portando alla morte o all’abbattimento di 120 milioni di polli, al contagio di 35 umani, 24 dei quali sono deceduti.

Poco dopo, in luglio, l’epidemia è ricomparsa in Cambogia, Cina, Indonesia, Thailandia e Vietnam con  nove casi di contagio umano (di cui 8 fatali). 

La terza ondata è iniziata nel dicembre 2004 in Thailandia, in Vietnam e più tardi in Corea, Cambogia ed Indonesia.

A metà marzo 2005 , questo virus ha causato 74 casi di contagio umano confermato con 49 decessi.

Possiamo, pertanto, dire che questo virus è ora endemico in parte dell’Asia ed è insediato in una nicchia ecologica permanente nel pollame.  

In conclusione, nessuno può predire come la situazione attuale potrà evolvere ma c’ è largo consenso sul fatto che questo virus ha dimostrato un considerevole potenziale pandemico. ([2])

La diffusione geografica di questo virus anche a paesi europei non comporta che tale diffusione debba coinvolgere i nostri allevamenti dato che questi sono costruiti ed organizzati con modalità che ostacolano la diffusione del contagio e sono, inoltre, oggetto di continui controlli sanitari.

Va inoltre ricordato che, al momento attuale, questo tipo di virus non è in grado di scatenare una pandemia umana. 


[1] Sarah e Marschall, “Governments in a dilemma over bird flu”, Bulletin of the World Health Organisation, vol.83, n.5, May 2005.

[2] W.H.O.  “Strengthening pandemic influenza preparedness and response” ,Report by the Secretariat

A58/13, 7 April 2005. 

Domande  e Risposte

Che cos’è l’influenza aviaria?

E’ una infezione virale che può interessare gli uccelli selvatici e domestici come polli e tacchini, causandone la morte. E’ causata da virus influenzali di tipo A che possono infettare anche altri animali quali maiali, cavalli, delfini, balene e, raramente, l’uomo.

Il virus influenzale che infetta gli uccelli è chiamato “virus dell’influenza aviaria”: gli uccelli sono una specie importante poiché tutti i sottotipi conosciuti di virus influenzale A si sono diffusi fra uccelli selvatici che vengono, pertanto, considerati l’ospite naturale del virus influenzale A. I virus dell’influenza aviaria, usualmente, non infettano direttamente gli uomini né si trasmettono, normalmente, da persona a persona.

Che differenza c’è tra influenza aviaria e pandemia influenzale?

L'influenza aviaria è l'infezione sostenuta da virus dell'influenza che colpisce volatili e talvolta anche altri animali e che, in particolari condizioni di contatto, può trasmettersi da uccelli infetti all'uomo.

La pandemia influenzale è un’epidemia globale di influenza causata da un nuovo virus influenzale che ha acquisito la capacità di trasmettersi rapidamente da uomo a uomo, causando la malattia in tutto il mondo.

Come si manifesta l’influenza aviaria negli animali?

La maggior parte dei virus influenzali aviari non provoca sintomi o provoca sintomi attenuati negli uccelli selvatici; tuttavia, il tipo di sintomatologia negli uccelli varia sia in relazione al ceppo virale che al tipo di volatile. L’infezione da alcuni virus A (per esempio, alcuni ceppi H5 ed H7) può causare epidemie estese ed elevata mortalità tra alcune specie di selvatici e di uccelli domestici, compresi polli e tacchini.

Come si trasmette l’influenza aviaria negli uccelli?

Alcuni uccelli acquatici fungono da serbatoi del virus, ospitandolo nell’intestino anche senza mostrare una sintomatologia evidente ed eliminandolo con le feci. Gli uccelli infetti eliminano il virus con la saliva, con le secrezioni respiratorie e con le feci; il contatto di uccelli suscettibili con questi materiali, o con acqua contaminata da questi, determina la trasmissione dell’infezione; la trasmissione fecale-orale è la modalità di trasmissione più comune.

Come si infetta l’uomo?

Usualmente, i virus dell’influenza aviaria non infettano gli uomini in quanto rimangono confinati all'interno del loro serbatoio naturale, gli uccelli; tuttavia, sono state riportate rare segnalazioni di infezione umana ossia di passaggio del virus dall'animale all'uomo. L'uomo può infettarsi con il virus dell'influenza aviaria a seguito di contatti stretti con animali infetti e/o con loro escrezioni (feci, urine, saliva e secrezioni respiratorie), per cui sono a maggior rischio le persone professionalmente esposte a tali contatti. Non c'è invece alcuna evidenza scientifica di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo cottura (70 °C).

E’ pericoloso mangiare carne di pollo?

Assolutamente no, in particolare il virus viene ucciso a 70° per cui con la cottura non vi è neppure un rischio potenziale. In Italia inoltre tutta la carne è controllata e assolutamente sicura.

Esiste un rischio potenziale che il virus dell’influenza aviaria, l’N5N1, possa rendersi responsabile di pandemia influenzale?

Tutti i virus influenzali mutano. E’ possibile che anche il virus dell’influenza aviaria, l'H5N1, subisca una mutazione tale da acquisire la capacità di infettare gli uomini e diffondersi da persona a persona. Attualmente questo virus non ha ancora acquisito tale capacità. 

Quali precauzioni possono essere adottate per evitare l’infezione da virus aviario?

L'OIE (organizzazione Mondiale per la sanità animale) e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomandano l’intensificazione del rispetto delle pratiche igieniche nelle attività di manipolazione, preparazione, somministrazione e consumo di pollame (lavaggio delle mani e cottura delle carni e delle uova). Al momento le carni di pollo italiane sono assolutamente sicure.

Ai soggetti che si recano nelle aree geografiche a rischio, si raccomanda oltre al rispetto delle succitate, regole di evitare qualsiasi contatto con animali vivi e con le loro carcasse, nonché la frequenza di mercati e fiere dove vi sia commercio/esposizione di animali.

Quali sono le precauzioni adottate al fine di prevenire il diffondersi dell’influenza aviaria?

Al fine di impedire l’introduzione della malattia in territorio europeo, la Commissione Europea ha disposto il blocco di importazioni di carne di pollame, di prodotti derivati oltre al divieto di importazione di uccelli ornamentali e da voliera, da tutti i paesi considerati a rischio. Il Ministero della Salute ha disposto il potenziamento dei controlli da parte dei propri uffici periferici di sanità e ha emanato un’Ordinanza Ministeriale che introduce misure di quarantena e controllo dei volatili oltre a l’etichettatura obbligatoria delle carni fresche per la tracciabilità della loro provenienza.

E’ disponibile un vaccino efficace contro il virus dell’influenza aviaria H5N1?

No. Al momento attuale non sono disponibili vaccini, per uso umano, contro il ceppo H5N1. L’OMS, con i laboratori facenti parte della rete globale di sorveglianza dell’influenza, sta lavorando per produrre un virus prototipo che costituirà la base per l’allestimento di un vaccino specifico.  

E’ utile la vaccinazione antinfluenzale?

Sì, La vaccinazione antinfluenzale pur non conferendo una protezione specifica verso il ceppo virale A(H5N1) dell’influenza aviaria è utile in quanto consente di rafforzare comunque le difese del sistema immunitario. I virus influenzali, infatti, possono infettare diverse specie animali oltre all’uomo; pertanto, quando si verifica una coinfezione (infezione sostenuta da due o più ceppi di virus influenzale) nello stesso individuo, possono verificarsi fenomeni di ricombinazione genetica che portano allo sviluppo di nuovi sottotipi virtualmente dotati di potenziale epidemico o pandemico.

E’ disponibile un vaccino efficace contro il virus dell’influenza aviaria H5N1?

No. Al momento attuale non sono disponibili vaccini, per uso umano, contro il ceppo H5N1. L’OMS, con i laboratori facenti parte della rete globale di sorveglianza dell’influenza, sta lavorando per produrre un virus prototipo che costituirà la base per l’allestimento di un vaccino specifico: dal mese di aprile 2005 è in fase di studio un vaccino che dovrebbe proteggere l’uomo contro il virus H5N1.

Sono disponibili farmaci per la prevenzione e il trattamento dell’influenza aviaria?

Si. Sono disponibili farmaci antivirali utili nel trattamento dell’influenza aviaria.

Essi appartengono a due diverse classi, inibitori della M2 (amantadina e rimantadina, attivi nei confronti dei virus influenzali di tipo A) e inibitori della neuraminidasi (oseltamivir e zanamivir, attivi nei confronti sia dei virus di tipo A che di tipo B). Per essere efficaci, in caso di infezione, devono essere assunti entro le 48 ore dall’inizio della sintomatologia e servono a ridurre la durata della malattia. Tutti questi farmaci vanno sempre assunti previa consultazione di un medico.