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    il simbolo mondiale della solidarietà agli HIV-positivi e ai malati di AIDS    

    Infezione da HIV e AIDS

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    Il Veneto risulta la 6^ Regione come numero complessivo di casi di AIDS segnalati e anche come numero di casi segnalati nel corso dell'anno 2001. L'incidenza annuale, al 31.12.2001, in Veneto era di 1,7 casi ogni 100 mila abitanti, la ottava in ordine decrescente nel nostro Paese e sostanzialmente molto inferiore all'incidenza riscontrata in Regioni che, per altri aspetti, sono simili al Veneto, come Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e Toscana.

    Fino al 1994, si ha un costante incremento del numero di casi segnalati nella nostra Regione, a partire da quell'anno si assiste  ad  una rapida riduzione che si è ulteriormente accentuata a partire dal 1997. La frequenza dei decessi è anch'essa aumentata fino al 1994, ma ha iniziato a scendere solo a partire dal 1997 e la sua discesa, soprattutto negli ultimi anni, è stata anche maggiore di quella dei casi, per effetto delle nuove terapie.

    Nella Regione Veneto dall'aprile 1988, si è avviato un sistema di sorveglianza delle diagnosi da HIV con l'obiettivo di migliorare validità, completezza e tempestività delle informazioni.

    Tale sistema, con peculiarità uniche per l'Italia, permette una migliore descrizione della diffusione dell'infezione consentendo una stima "meno incerta" dell'incidenza dell'infezione da HIV.

    I dati, relativi sia a test positivi che negativi, vengono raccolti su apposita scheda da strutture dislocate su tutto il territorio e inviate alle ASL che, dopo aver inserito tali dati tramite un software regionale, li inviano alla Direzione per la Prevenzione della Regione del Veneto. Vengono raccolte informazioni, rese anonime da un codice individuale, su sesso, età, fattore di rischio ed esito del test.

    Il codice individuale che garantisce l'anonimato nella nostra Regione è stato riconosciuto a livello nazionale come il migliore nel garantire la privacy e nel contempo evitare duplicazioni.

    Nel 2001 è iniziata una revisione del flusso per ridurre il problema della sottonotifica e per raccogliere informazioni più specifiche sulle caratteristiche delle nuove diagnosi da HIV.

    A riprova della qualità con cui è stata condotta questa revisione del sistema di sorveglianza, le modalità di conduzione del processo di valutazione realizzato dal Servizio di Sanità Pubblica della Regione sono state riprese e pubblicate nel bollettino epidemiologico della regione Europea - Eurosurveillance weekly.
    Per la riorganizzazione del sistema sono state individuate due tipi di strutture:

    • le strutture che effettuano lo screening ed il counselling delle persone con comportamenti a rischio (ambulatori dei servizi di igiene pubblica, laboratori, gruppi C, ecc.) presso le quali vengono raccolti i dati già previsti in precedenza;
    • le strutture che prendono in carico persone con infezione HIV (essenzialmente i reparti di malattie infettive) e che attraverso un'anamnesi più accurata, definiscono alcune caratteristiche più precise dei motivi dell'infezione.

    A partire dal 2002 i dati raccolti vengono  direttamente inseriti dalle strutture periferiche nell'archivio informatico regionale.A questo scopo è stata a questo scopo realizzata una applicazione web based per la gestione delle schede di rilevazione dell'infezione da HIV utilizzando la nuova infrastruttura di rete Extranet del settore socio sanitario della regione che garantisce i massimi livelli di sicurezza sul dato.


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