Inserimento lavorativo e inclusione sociale
La Regione ha il compito di promuovere l’occupazione in particolare di coloro che per condizioni personali o legate alla crisi economica hanno difficoltà nel trovare o a mantenere il lavoro. Realizza tale compito promuovendo progetti sul territorio e sostenendo l’attività della rete dei servizi per il lavoro, pubblici e privati. In particolare nel 2008-2010 la Regione ha promosso con le risorse del Programma Regionale del Fondo Sociale Europeo percorsi personalizzati per favorire l’occupazione di disoccupati di lunga durata appartenenti ai seguenti target: donne, migranti, lavoratori di oltre 45 anni. Le persone disoccupate possono rivolgersi in primo luogo presso i Centri Provinciali per l’Impiego e concordare un piano di azione individuale ritagliato sulle specifiche esigenze e firmare un patto di servizio. Gli operatori/operatrici dei Centri indicheranno le attività di orientamento, formazione, tirocinio, ricerca attiva di lavoro, ecc. offerte dagli enti accreditati del territorio eventualmente finanziati anche dalla Regione.
La Regione inoltre sostiene l’inserimento lavorativo e la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori con disabilità certificate (L. n.68 del 12/3/1999). I Centri provinciali per l'impiego - Uffici categorie protette - (LR n.16 del 3 agosto 2001) svolgono il servizio di collocamento mirato dei disabili con il sostegno del Fondo Nazionale per la disabilità. Da alcuni anni verso questi e altri lavoratori in condizione di svantaggio sociale la Regione ha raccolto l’invito europeo a realizzare specifiche politiche di inclusione sociale che vanno oltre il “semplice” inserimento lavorativo. L’intento è coinvolgere queste persone in attività integrate che vedano operare in rete i servizi di assistenza sociale, i servizi per il lavoro e le imprese. Le persone destinatarie degli interventi delle doti lavoro, pacchetti di servizi personalizzati finalizzati a migliorare le competenze personali (formazione, orientamento, ecc) e di un’indennità di sostegno al reddito. Per qualificare la partecipazione dei migranti nel settore dei servizi di assistenza familiare è stata creata dal 2008, presso i Centri per l’impiego provinciali, una rete pubblica di sportelli che gestiscono le domande e le offerte di servizi di assistenza. Per i giovani residenti in aree a maggior rischio di emarginazione sono stati promossi con le risorse comunitarie ulteriori interventi di orientamento e formazione oltre a quelli già sostenuti dai finanziamenti regionali attraverso le reti per l’orientamento.
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