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Mostra “Silenzi in cui le cose s'abbandonano”
La mostra, realizzata dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Museo di Arte Contemporanea di Zagabria con la collaborazione della Regione del Veneto, intende offrire una prospettiva particolare sull’arte contemporanea in Italia e sulla relativa scena performativa e instaurare, al tempo stesso, un dialogo con la città e gli ambienti artistici di Zagabria, con l'obiettivo di porre le basi per un sempre più fitto scambio intellettuale e future collaborazioni. La mostra “Silenzi in cui le cose s'abbandonano”, con un titolo ispirato ai versi della poesia I limoni di Montale (1925), presenta le opere di undici artisti italiani che, alla pratica di decontestualizzazione e riconcettualizzazione "forte" della "cosa" nello spazio dell'arte, sembrano preferire una strategia differente, che consiste nel lavorare con le "cose" senza sottrarle, o senza sottrarle del tutto, ai rispettivi ordini temporali. Due nuovi progetti sono stati appositamente concepiti per questa occasione: in cooperazione con gli studenti della Scuola di Arti Applicate e Design di Zagabria, Christian Frosi e Diego Perrone hanno realizzato una performance video che verrà proiettata sulla Media façade del Museo di Arte Contemporanea. Il 4 Marzo 2012, giorno di chiusura della mostra, all’interno del cantiere aperto per la nuova sede dell’Accademia della Musica di Zagabria (ex-Palazzo della Željpoh-Ferimport) in Piazza Maresciallo Tito, il veneziano Giorgio Andreotta Calò metterà in scena un concerto speciale, in collaborazione con gli studenti dell’Accademia stessa e con il compositore e direttore d’orchestra Mladen Tarbuk. Per mezzo del suono, la performance consentirà l’emersione della specifica storia architettonica e urbanistica di quest’area della città. La mostra è curata da Ilari Valbonesi e Alessio Fransoni, sostenuta dal Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia, dall'Ufficio Municipale di Zagabria per l'Istruzione, la Cultura e lo Sport, ed è patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall’Ambasciata d’Italia a Zagabria. |


