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    Archivio Emo Capodilista-Maldura

    Villa Emo

    L’Archivio conservato presso la Biblioteca civica di Padova documenta la storia di alcune tra le famiglie più importanti del territorio padovano lungo l’arco cronologico che va dal XIV al XX secolo.

    Indirizzo: Biblioteca civica di Padova, Centro culturale Altinate/San Gaetano, Via Altinate, 71 – 35125 Padova

    Telefono: 049.8204811

    Fax: 049.8204804

    E-mail: biblioteca.civica@comune.padova.it 

    Proprietà: Regione del Veneto

    Gestione: in comodato al Comune di Padova

    Responsabile: Gilda P. Mantovani

    Nota storica: “L’Emo Capodilista-Maldura è un archivio privato che conserva le carte prodotte dalla famiglia a cui diede origine Angelo, figlio di Giovanni e Maria De Orestis e pronipote del canonico Andrea Maldura di Padova. Quest’ultimo per evitare l’estinzione della sua famiglia, priva di discendenza maschile, nominò Angelo suo erede  universale, nel 1887, a condizione che aggiungesse al proprio cognome quello dei Maldura. Una delle caratteristiche di questo fondo è quella di contenere, come in un gioco di scatole cinesi, altri sei fondi in esso confluiti a seguito dell’estinzione delle famiglie che li avevano prodotti, e per questo definiti aggregati: Baracco, Emo, Maldura, Camposampiero, Dondi dall’Orologio, Secco, legata a quella degli Emo Capodilista-Maldura da rapporti di cognazione; un settimo fondo raccoglie i documenti più importanti, redatti su pergamena, attestanti in prevalenza titoli di proprietà e stralciati dai diversi fondi aggregati” (Archivio Emo Capodilista-Maldura. Inventari, a cura di F. Cosmai e S. Sorteni, Quaderni del Bollettino del Museo civico di Padova (7), Padova, 2009, p 556.).

    Patrimonio: L’Archivio è formato da 1479 unità archivistiche e da 227 unità documentarie costituite da pergamene, comprende un arco cronologico che va dall’anno 1214 al 1975.

    Progetto: il progetto di riordino e inventariazione informatizzata avviato nel 2004 si è concluso nel 2009. L’inventario a cura di Franca Cosmai e Stefano Sorteni è stato pubblicato nel 2009 nei Quaderni del Bollettino del Museo civico di Padova (7).