TEST DI QUATTRORUOTE E SEMAFORO GIALLO – ASSESSORE VENETO CHISSO

Comunicato stampa 1535 del 02/09/2009

(AVN) – Venezia, 2 settembre 2009

“Rimango convinto che la regolazione dei semafori debba rispondere per prima cosa ad esigenze di sicurezza e non possa essere uno strumento per fare cassa”. Lo ribadisce l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, replicando ai commenti conseguenti al test effettuato dalla rivista “Quattroruote”, secondo i quali basterebbe un “giallo” della durata di 3 secondi, al massimo 5 per gli incroci più complessi. In Veneto invece è stata inviata ai Comuni una “nota di indirizzo”, in pratica una direttiva, che suggerisce di adottare durate del giallo “adeguate a criteri oggettivi di sicurezza e comunque non inferiori a 8 secondi”.
“Abbiamo ad un tempo voluto chiarire una incertezza normativa sulla durata del giallo, attualmente non determinata; evitare la possibilità di “inganni” sulle cosiddette  “multe differite”; dare maggiore sicurezza a situazioni di incroci a raso. Gli otto secondi non sono un numero a caso, ma determinato sulla base di analisi effettuate dai nostri uffici tecnici e quelli di Veneto Strade per stabilire un tempo che non lasci adito a dubbi di alcun genere”.
“Tre secondi sono parsi davvero pochi nella generalità dei casi di semafori posti all’incrocio di grandi direttrici, specie in casi di svolta che porta al formarsi di code il cui esaurimento richiede più tempo della durata del giallo stesso. Cinque era il minimo. Otto è prudenziale, almeno per i semafori (quasi tutti) che non segnalano il tempo di durata dei diversi colori, che stanno dimostrando la loro validità. Come amministratore io devo tenere conto di tutte le evenienze e soprattutto puntare a limitare il numero e l’entità degli incidenti. Lo faccio migliorando le infrastrutture stradali, con campagne di persuasione alla guida consapevole e anche con semafori che non creino dubbi dell’ultimo momento. E se le multe sono doverose, non è il caso di creare occasioni di infrazione pensando alle casse locali, ma di eliminare ciò che può limitare la sicurezza”.

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

Torna indietro