INVASIONE ISLAMICA. SERRAJOTTO: IL CROCIFISSO TORNI IN TUTTE LE SCUOLE

Comunicato stampa 1408 del 15/09/2004

(AVN) - Venezia, 15 set - Che ci fanno quasi 500 clandestini di religione islamica, tutti maschi tra i 18 e i 30 anni, stipati in un barcone con destinazione Italia? Se lo chiede l'assessore all'istruzione all'identità veneta Ermanno Serrajotto non tanto per evidenziare l'episodio in sé, quanto per sollecitare una riflessione sulla strisciante "invasione" dell'Europa da parte di un crescente numero di immigrati musulmani.

 

"Non è che l'ennesimo esempio di gente - denuncia Serrajotto - che arriva non certo per lavorare, perché in genere non ha nessuna esperienza lavorativa precedente. Si installa qui, mostra subito poco rispetto per le nostre leggi e cerca di imporre le proprie idee, le proprie usanze, la propria religione. Gli islamici stanno aumentando in modo esponenziale nel continente europeo, incentivati anche dal fatto che il Corano prende in considerazione la donna solo come "ventre" per partorire, esortazione che accompagna la preghiera del venerdì in tutte le moschee d'Europa".

 

"E la continuazione - aggiunge - di un attacco che da secoli l'Islam sta portando contro la nostra civiltà, ma che ora in forma subdola e strisciante viene indirizzato contro la nostra identità e la nostra cultura. La differenza è che mentre di fronte ad una minaccia visibile viene naturale il richiamo all'unità per difendersi con tutte le risorse disponibili, di fronte a situazioni meno evidenti, giocate quasi sempre sul filo della clandestinità, la solidità del nostro corpo sociale sembra vacillare".

 

"Siamo incamminati lungo un percorso che sta scardinando le nostre origini cristiane - commenta Serrajotto. Che il retroterra culturale dell'Europa sia cristiano è infatti un dato incontrovertibile. Il cristianesimo fa parte del bagaglio storico culturale delle nazioni europee e ha radici profonde, a differenza delle altre religioni che sono entrate per vari motivi: immigrazione, moda o altro". "Di fronte a questi sviluppi - prosegue Serrajotto - continuerò ad esprimere la mia preoccupazione ma anche la Chiesa deve prendere una posizione più decisa, come ha chiesto di recente anche il Patriarca di Venezia, a difesa dell'identità cristiana.

 

La globalizzazione, l'immigrazione, il venire a contatto con altre realtà non deve significare snaturare la nostra identità". "Per questo proprio in apertura del nuovo anno scolastico - conclude l'assessore - auspico che il Crocifisso sia presente in tutte le scuole del Veneto. L'esposizione del simbolo cristiano non minaccia la laicità dello Stato; consente invece a tutta collettività di conservare un preciso punto di riferimento e di vedere riconosciuto il proprio patrimonio religioso, identitario e culturale.

 

Per noi è un dovere tutelare la nostra cultura, i nostri valori. E il Crocifisso, oltre ad essere il segno di profonde convinzioni religiose per i credenti, è anche simbolo di libertà, pace, tolleranza che sono patrimonio comune di quel sistema sociale a cui anche i musulmani che vengono in Europa dicono di voler partecipare, ma che nei fatti non rispettano".

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

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