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(AVN) – Venezia, 28 febbraio 2009 L’assessore regionale alle relazioni internazionali Isi Coppola è intervenuta oggi alla Fondazione Cini nell’Isola di S. Giorgio Maggiore a Venezia al convegno interregionale sul tema “Presenze di cultura veneta in Istria, Quarnero e Dalmazia”. Il seminario è stato promosso dal Comitato Scientifico della Collana di Studi e Ricerche sulle Culture Popolari Venete in attività da un paio di decenni – come ha ricordato l’attuale presidente Gino Benzoni – soprattutto grazie all’impulso dato dall’indimenticato prof. Vittore Branca. Il Comitato attraverso le pubblicazioni realizzate si propone di far rivivere gli strati e substrati della cultura popolare veneta declinata al plurale. L’assessore Coppola ha sottolineato il ruolo della Regione in questa attività di approfondimento degli aspetti della cultura veneta nell’ampia area adriatica che va dall’Istria alla Dalmazia, passando per le isole del Quarnero, attraverso la legge n. 15/1994 che compie dieci anni. Sono stati numerosi gli interventi finanziati dalla Regione e finalizzati da un lato a favorire gli studi e le ricerche sul patrimonio architettonico e culturale veneto presente in queste aree e dall’altro a promuovere le tante attività di carattere didattico e culturale curate dalle comunità degli italiani della penisola istriana, ma anche della costa dalmata e recentemente anche di quella montenegrina. L’assessore Coppola ha evidenziato anche come la Regione sia fortemente impegnata sul fronte della questione identitaria. La salvaguardia delle identità culturali – ha detto - è una delle priorità indicate anche dall’Unione Europea, perché la conservazione della memoria storica è fondamentale per vivere il presente e progettare il futuro. L’assessore ha infine ribadito la volontà della Regione di mantenere desta l’attenzione nei confronti di quest’area e di proseguire il rapporto di fraterna collaborazione con le associazioni degli esuli e con le comunità italiane per portare avanti il programma di salvaguardia del patrimonio di cultura veneta. E’ un dato di fatto che, al di là delle “ferite mortali” seguite alla seconda Guerra Mondiale – ha fatto rilevare Ulderico Bernardi direttore della Collana - sono tuttora evidenti i segni della civiltà adriatica portata da Venezia, che ha contribuito alla costruzione dell’identità di quest’area. Al convegno ha portato il suo saluto anche Marino Zorzi, da poco nominato presidente della Società Dalmata di Storia Patria di Roma.
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