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(AVN) - Treviso, 6 febbraio 2007 Un sito internet (www.venetoadozioni.it); due numeri telefonici dedicati (uno dei quali per le emergenze delle coppie che si trovano all’estero); unità di sostegno (con assistenti sociali e avvocati) che possono affiancare all’estero le coppie e gli enti autorizzati per facilitare il percorso adottivo; sostegni mirati alle coppie nel delicato periodo dell’attesa; interventi di sensibilizzazione e cooperazione con strutture e famiglie straniere; scambi internazionali, innanzitutto con quei paesi nei quali le coppie venete hanno fatto in questi ultimi anni più adozioni (Federazione Russa, Etiopia e Colombia) per favorire l’attività degli enti. Questi, in estrema sintesi, i punti centrali del progetto regionale “VenetoAdozioni”, presentato stamani a Treviso nella sede dell’Azienda Ullss n.9, dall’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi e dal Direttore dei Servizi Sociali dell’azienda trevigiana (che è responsabile del progetto regionale) Giuseppe Dal Ben. Erano presenti anche Claudio Dario, Direttore generale dell’Ulss di Treviso, Claudio Beltrame, Francesco Gallo e Salvatore Me, dirigenti regionali. ”Con questo progetto, la Regione Veneto - spiega l’Assessore Valdegamberi - per prima in Italia, fa propria le necessità di sostenere la famiglia adottiva nel periodo dell’attesa dell’adozione, in particolare quando la coppia si trova all’estero. Il criterio adottato è di lavorare insieme agli enti autorizzati, per legge incaricati di seguire le coppie in questo periodo, e alle équipes presenti in tutte le aziende ullss del Veneto, per costruire un sistema adottivo meno frammentato possibile e più coordinato. Partiamo - ha aggiunto l’Assessore veneto - da una constatazione non più eludibile: il riconoscimento della fatica e dei lunghi tempi d’attesa (circa 33 mesi) che le coppie in primo luogo, ma anche gli enti autorizzati ed i servizi del territorio, devono affrontare per concludere positivamente l’iter di adozione internazionale di un bambino. L’adozione è una ricchezza, è un investimento di umanità e di relazione che il Veneto vuole fare anche verso i paesi d’origine dei bambini, aiutando il sistema dei servizi sociali in loco, instaurando relazioni istituzionali forti che inseriscano l’adozione dentro una rete di relazioni complessiva in modo che i paesi in questione non la sentano come una diminuzione ma come un ponte che si costruisce tra noi e loro, il tutto nel centrale interesse del minore”. Le risorse impegnate per la realizzazione del progetto “VenetoAdozioni” ammontano a un milione di euro. L’aspetto di metodo più innovativo del progetto regionale consiste nel coinvolgere tutte le realtà venete che sono presenti nei paesi di origine del bambino: ONG, imprese, forme di cooperazione decentrata che vedono come protagonisti cittadini e risorse venete, possono creare “sistema” e sostenere ed aiutare le coppie e gli enti che hanno aderito al protocollo regionale, creando condizioni e percorsi meno traumatici e lunghi di quelli attuali. Il sito presenta il progetto "Veneto Adozioni - Nemmeno le balene" e rende possibile agli utenti interessati l'accesso a tutte le attività promosse e al percorso adottivo nella Regione Veneto. 800 – 413060: numero telefonico attivo dal lunedì al venerdì (8.30 -17.00) destinato alle coppie aspiranti adottive per richiedere informazioni, riferimenti, sostegno. Per le coppie in attesa che si trovano all’estero o per emergenze non diversamente affrontabili si può contattare 24h su 24h il seguente numero di telefono: +39 320 6132444. Unità di sostegno: composta da esperti e professionisti in ambito legale, psicologico, socio-educativo e sanitario, potrà supportare le coppie in situazioni di particolare gravità, dopo una valutazione da parte del Gruppo Tecnico del progetto. Microprogetti di cooperazione internazionale: promozione di due bandi per gli enti autorizzati firmatari del protocollo regionale e destinati a sostenere, tra l’altro, i servizi sociali stranieri, progetti di cooperazione per gli istituti, promozione di affido e adozione nei paesi di origine. Scambi internazionali: delegazioni di regioni di stati stranieri - indicati in questa fase sono la Federazione Russa, l’Etiopia e la Colombia - potranno conoscere il “sistema veneto” di preparazione delle coppie adottive, di sostegno nel post adozione e di promozione e protezione dell’infanzia, e delegazioni venete saranno informate sulla situazione dell’infanzia abbandonata nei paesi di provenienza dei minori. Tra gli obiettivi fissati: condivisione di accordi per agevolare l’iter documentale delle coppie venete all’estero. Supporto della Regione Veneto agli Enti all’estero: assieme agli enti autorizzati la Regione realizzerà delle “missioni” in alcuni paesi che potenzialmente possono essere un bacino di riferimento per molte coppie venete, e nei quali la presenza di un organismo pubblico può essere importante nel sostegno degli enti autorizzati: Repubblica Popolare Cinese, Bolivia, un paese africano da definire tra Niger, Mali e Kenia. Per quanto riguarda la valutazione del tema delle adozioni internazionali, è stato ricordato che, nel 2005 e nei primi se mesi del 2006, sono state 2.134 le domande di adozione (nazionale e internazionale) rivolte al Tribunale per i Minorenni di Venezia. Dall’entrata in vigore della legge 476 del 2000 in Veneto sono state 1.529 le coppie che hanno adottato 1.594 bambini (al 30 giugno 2006). Numeri ampiamente superiori alla media nazionale; il Veneto è la seconda regione per ingressi di minori stranieri adottati; il 53,4% di essi proviene dalla Federazione Russa e dall’Ucraina, il 23% da Colombia e Brasile, il 14,3% da India e Cambogia, il 9,3% dall’Etiopia. L’età media dei minori adottati è di 4,3 anni contro una media nazionale di 5,15.
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