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ORSO “DINO”: VERTICE AD ASIAGO, DECISO DI TENTARE LA CATTURA. STIVAL: “NON SEMBRA ESSERCI PERICOLO PER L’UOMO MA DOBBIAMO PENSARE ANCHE AD AGRICOLTORI, ALLEVATORI E AL TURISMO”.
Comunicato stampa n° 885 del 21/05/2010
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(AVN), Asiago, 21 maggio 2010 L’orso “Dino”, che da qualche tempo sta facendo strage di animali sull’Altopiano di Asiago dovrà essere catturato e allontanato, pur nel rispetto delle norme europee, nazionali e interregionali esistenti. E’ questa la decisione assunta al termine di un vertice tecnico-istituzionale, tenutosi oggi ad Asiago presenti, tra gli altri, l’Assessore regionale alla Protezione Civile e Caccia del Veneto Daniele Stival, rappresentanti della Prefettura di Vicenza, delle Province di Vicenza, Verona e Belluno, amministratori locali, esperti del settore. “In 150 anni non risultano attacchi all’uomo nelle nostre zone – ha detto Stival – per cui statisticamente la popolazione può essere tranquillizzata, anche se un’evoluzione del comportamento di quest’orso non può essere esclusa a priori. E’ invece alta la preoccupazione per gli effetti sulle attività degli allevatori, degli agricoltori e del turismo, che ritengo vada tenuta in alta considerazione. Per questo – ha annunciato Stival – attiveremo immediatamente forme di controllo dell’animale utilizzando la Polizia Provinciale, le Guardie Forestali e anche uomini della nostra Protezione Civile, nel tentativo di impedire o limitare le scorribande”. Le procedure per allontanare l’orso una volta catturato sono complesse e prevedono un parere dell’ISPRA, un’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e un accordo con la Slovenia, paese da cui “Dino” proviene dopo aver percorso centinaia di chilometri e aver attraversato i monti del Feltrino, della Valsugana e del Veronese prima di giungere sull’Altopiano di Asiago. “E’ chiaro – ha aggiunto Stival – che la cattura incruenta non è semplice, ma si cercherà di fare il prima possibile. Dovessimo riuscirci prima della conclusione dell’iter burocratico per l’allontanamento, si farà in modo di ospitarlo in un’area ben delimitata e controllata dove possa vivere bene, ma non nuocere”.
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