La Regione Veneto sponsorizza il rapporto END 2009 (Bruxelles, 27 gennaio 2009)
La presentazione del Rapporto Clenad Italia 2009, alla sua seconda edizione, è tra le occasioni più importanti d'incontro tra i rappresentanti del Sistema Italia a Bruxelles. Promotore dell'iniziativa è il Direttivo della Sezione italiana del Clenad, associazione che riunisce gli esperti italiani distaccati presso le istituzioni dell'Unione Europea (circa 160 funzionari provenienti da amministrazioni centrali e locali ed enti pubblici italiani).L'incontro di presentazione si è svolto martedì 26 gennaio nella sede di Bruxelles del Parlamento europeo ed è stato coordinato dal Presidente della Sezione italiana del Clenad, Sandro D'Angelo. Fra gli illustri intervenuti: il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, i due Vice presidenti italiani del Parlamento europeo Gianni Pittella e Roberta Angelilli, il Rappresentante permanente italiano presso l'Unione Europea, Ferdinando Nelli Feroci e il direttore della sede di Bruxelles della Regione Veneto Gianlorenzo Martini. La presentazione del Rapporto 2009, sponsorizzato dalla Regione Veneto e con il patrocinio dei Ministeri degli Affari Esteri, della Funzione Pubblica e delle Politiche Comunitarie, è stata l'occasione per fare il punto sulla capacità del Sistema Italia di fare 'gioco di squadra' a Bruxelles, valorizzando le risorse organizzative e le competenze professionali l'interno delle istituzioni europee. Durante il suo intervento Gianlorenzo Martini ha evidenziato un punto sul quale sarà necessario lavorare : ” la Direttiva interministeriale sugli END del 3 agosto 2007 aveva tre obiettivi dichiarati. Uno di questi era “creare dei meccanismi di monitoraggio e coordinamento, anche al fine di predisporre una strategia per poter utilizzare al meglio le potenzialità dell'istituto”. Crediamo che questo punto della Direttiva sia rimasto disatteso e abbiamo spesso segnalato l’esigenza e la nostra disponibilità ad un coordinamento che faccia sì che il distacco avvenga all’interno di un quadro strategico nazionale. Possiamo continuare a lavorare da soli: l’abbiamo fatto e continueremo a farlo. Se però la riflessione iniziasse finalmente ad essere condivisa sarebbe più utile per tutti”.
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