La "Masseria delle Allodole" e il genocidio degli Armeni: incontro con Antonia Arslan (Bruxelles, 5 dicembre 2007)

Il 5 dicembre, presso il cinema "Actor's Studio" di Bruxelles, si è svolta, alla presenza della scrittrice padovana di origine armena Antonia Arslan, la proiezione del film dei fratelli Taviani - tratto dall'omonimo romanzo di Antonia Arslan - "La Masseria delle Allodole". Antonia Arslan, laureata in archeologia, è professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'università di Padova. "La Masseria delle Allodole", è il suo primo romanzo, con cui ha vinto il Premio Campiello 2004. In questo sconvolgente libro, Antonia Arslan attinge ai ricordi familiari per raccontare la tragedia di un popolo “mite e fantasticante”, gli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità perdute. La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell’Anatolia, dove, nel maggio 1915, all’inizio dello sterminio degli Armeni da parte dei Turchi fra massacri, morte e disperazione tre bambine e un “maschietto-vestito-da-donna” salperanno per l’Italia, dove li accoglierà lo zio Yerwant, nonno dell’autrice, “colpevole di essere sopravvissuto”, perché emigrato giovanissimo. L'interesse per questo libro stato notevole e l'autrice ha ottenuto vari riconoscimenti quali il "Premio Letterario della Poesia Religiosa" in Campania ed il "Premio del libraio, citta’ di Padova 2005". In occasione della proiezione pubblichiamo un articolo del Direttore Gianlorenzo Martini sulle motivazioni che hanno spinto la Sede di Bruxelles a organizzare la presentazione del libro e del film “La Masseria delle Allodole”.
LA MASSERIA DELLE ALLODOLE DELLA PROFESSORESSA ARSLAN E L'IMPEGNO DEL VENETO A BRUXELLES, di Gianlorenzo Martini
E' di qualche settimana fa il XX° anniversario (15.10.1987) del riconoscimento del Genocidio del Popolo Armeno da parte del Parlamento Europeo; più o meno negli stessi giorni questo tema è tornato di scottante attualità e in primissimo piano dopo la vicenda del possibile riconoscimento del "genocidio" da parte del Congresso degli Stati Uniti. L'mbarazzo del Presidente Bush (corso subito ai ripari, manifestando il suo distacco da tale posizione) non è giustificabile ma "comprensibile" sotto un aspetto pragmatico : la Turchia è un partner commerciale e un alleato indispensabile. L'industria americana ha, infatti, in portafoglio maxi-contratti per la fornitura alla Turchia di materiale strategico, fra cui 106 aerei da guerra e nella base in Anatolia (regione centrale della Turchia) di Incirlik fanno scalo gli aerei che riforniscono le truppe Usa in Iraq. Ma è questo libero dibattito a caratterizzare la Democrazia Americana e che la rende -dal mio punto di vista - invidiabile! Non molto diverse del resto le ragioni che rendono spinoso, controverso e difficile (dunque estremamente attuale) l' affaire Turchia a livello U.E., divisa da tempo, come si sa, fra favorevoli e contrari all'ingresso di Ankara nel club europeo. L'evento che la Sede della Regione Veneto a Bruxelles promuove a Bruxelles il 5 dicembre p.v., non ha certo ambizione e obiettivo di dimostrare torti o ragioni, pareri favorevoli o contrari al discusso ingresso della Turchia nella U.E. : queste sono discussioni che vanno fatte in sede politica. Una cosa però che nessuno può toglierci è la libertà e l'autonomia di informare : il merito maggiore della scrittrice e dei registi della "Masseria delle Allodole", è sicuramente quello di aver contribuito - ognuno con i propri mezzi di comunicazione - a divulgare tra il grande pubblico la conoscenza di un momento storico tra i più drammatici e meno conosciuti del Novecento : una parte della storia recente che non trova molto spazio nei libri di scuola e di cui si possiedono pochissimi documenti. Il fatto che l'autrice del libro sia una Padovana, ci spinge a realizzare la presentazione del libro (e successivamente del film) nella sede della Casa Veneto di Bruxelles : con Antonia Arslan, professoressa di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Padova e autrice del romanzo sono invitati anche i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, registi dell'omonimo film, liberamente tratto dal romanzo. Oltre che un omaggio all'autrice, che con il suo libro, tradotto in moltissime lingue (tra cui persino il giapponese) ha contribuito a diffondere la conoscenza di un aspetto della cultura veneta ed armena nel mondo, l'incontro sarà un'occasione per ragionare sugli effetti che potrebbe avere l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Ne potrà scaturire sicuramente un momento di ragionamento e di confronto delle opinioni : va da sé che il riconoscimento o meno del genocidio del popolo Armeno debba essere un fatto che meriti una valutazione a prescindere dagli interessi di natura commerciale, e sulla base di criteri oggettivi, di prove, di testimonianze e opinioni non influenzate da rapporti di convenienza. Ammettere le colpe da parte della Turchia sarebbe d'altronde una prova concreta del cambiamento, morale e culturale. Guardare al passato con occhio critico e con voglia di riscatto sarebbe un modo per chiudere definitivamente la pagina più nera della sua storia; se non si ammettono i propri errori significa che o non si riconoscono - e ciò sarebbe molto grave per un Paese che sta cercando di accreditare al mondo la propria democrazia - o non si vogliono riconoscere, e ciò determinerebbe un'offesa al Popolo Armeno, che ha il diritto di veder riconosciuta come genocidio quella che è stata una delle più grandi stragi del '900. In fondo, da un certo punto di vista super partes, si tratta solo di una definizione... Purtroppo il milione e mezzo di morti rimangono tali, sia che si sia trattato di un genocidio, sia che si sia trattato di una strage. Gianlorenzo Martini
In occasione dell’evento la Regione del Veneto ha poi organizzato, presso la "Casa Veneto", un incontro di presentazione dell’opera della Prof. Arslan all’Associazione "Femmes d’Europe". L’associazione Femmes d’Europe, lo ricordiamo, è un associazione apolitica e filantropica. Riunisce 1000 donne tutte volontarie, la maggior parte provenienti da paesi dell’UE. La loro missione è di aiutare in uno spirito di amicizia con azioni disinteressate di solidarietà i più sfavoriti. L’Associazione finanzia progetti umanitari nei settori nei quali gli aiuti dei governi e delle grandi ONG non arrivano. Sono destinati alla lotta contro la povertà e contribuiscono soprattutto alla formazione delle donne e alla scolarizzazione dei bambini, obiettivi essenziali per un vero miglioramento della loro qualità di vita. Ogni domanda di supporto è rigorosamente selezionata da un comitato di progetti incaricato di analizzare i dossier e di controllare poi il corretto utilizzo dei fondi assegnati. I fondi distribuiti fino ad oggi ammontano a più di 6.000.000 di euro e hanno permesso di finanziare 1600 progetti. Ogni anno i fondi riuniti sono distribuiti attraverso progetti nei paesi europei e nei paesi in via di sviluppo. Una parte dei fondi è riservata alle emergenze umanitarie. L’associazione garantisce che tutti i fondi distribuiti ai più sfavoriti nel mondo giungano dove devono arrivare. (Nella foto: Antonia Arslan nel corso dell'incontro con l'associazione "Femmes d'Europe")
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