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Cancro Colorato del PlatanoL'agente della malattia conosciuta con il nome volgare di cancro colorato del platano è un fungo ascomicete: A salvaguardia di questa specie è stato emanato il D.M. 17 aprile 1998 Lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano "Ceratocistys fimbriata" (G.U.n. 125 del 1/6/1998).
SINTOMI Sulla chioma: Fase acuta A tarda primavera o durante l'estate si verificano improvvisi disseccamenti di branche o dell'intera chioma. Le foglie colpite disseccano e rimangono sulla pianta anche per lungo tempo. Fase cronica La pianta si presenta deperita con foglie di dimensioni ridotte e possibili ingiallimenti delle stesse. La ripresa vegetativa avviene in ritardo con stentato sviluppo. Il decorso della malattia può durare 2 o 3 anni, poi la pianta entra precocemente in riposo vegetativo e nella primavera successiva non germoglia.
Sul tronco Quando l'attacco è localizzato sul tronco o sulle branche (generalmente nella parte basa le) si notano dei cancri più o meno estesi di forma triangolare o ellissoidale. In corrispondenza degli stessi si notano depressioni e fessurazioni e la corteccia assume una caratteristica colorazione marrone che contrasta con quella verde chiara delle parti vicine. Ai lati della zona colpita, la corteccia si rigonfia e si crepa longitudinalmente. lì legno sottostante imbrunisce. Spesso le piante colpite emettono dei polloni che, successivamente, muoiono. Diffusione Misure di controllo 1) effettuare i tagli solo se strettamente indispensabili e solo nei mesi invernali (dicembre, gennaio, febbraio), evitando comunque i periodi di gelo; 2) evitare le grosse ferite, che cicatrizzano con difficoltà e permettono al parassita di penetrare più facilmente; se necessario devono essere revisionate periodicamente, trattate con fungicidi, ed eventualmente ricoperte con cicatrizzante (vedi n. 6); 3) se si devono ridurre grossi rami si dovrà tagliare per gradi, dall'apice verso la parte basale e la superficie del taglio dovrà risultare liscia, in corrispondenza dell'attaccatura dei rami secondari, e di forma ovoidale allungata nel senso della circolazione della linfa; 4) nelle operazioni di taglio su filari di piante con sospetta presenza della malattia, si dovrà procedere dalla periferia verso il centro del focolaio d'infezione; 5) disinfettare accuratamente tutti gli strumenti di potatura, specialmente quando si passa da una pianta ammalata o sospetta tale, o morta, ad una sana. La disinfezione può essere fatta con alcool etilico denaturato, con sali quaternari di ammonio, o altro disinfettante; 6) disinfettare accuratamente tutte le ferite con fungicidi (es. Benomyl all'1-2% - carbendazim 1-2%) e poi applicare dei mastici protettivi (es. colla poliacetil-vinilica (Vinavil) + Benomyl (0,5-1%) o sali quaternari d'ammonio o carbendazim (0,5-1%); 7) abbattere le piante morte o gravemente ammalate nei periodi asciutti dell'inverno o preferibilmente dell'estate, effettuando i tagli il più possibile vicino a terra e su teli; 8) durante le operazioni di taglio è necessario raccogliere con frequenza la segatura prodotta e di struggerla con tutto il materiale di risulta; 9) sradicare le ceppaie delle piante infette e, dove questo non sia possibile, devitalizzarle con pro dotti consigliati di volta in volta dall'Osservatorio per le Malattie delle Piante. Tutto il terreno circostante ed il materiale ricavato dall'abbattimento delle piante dovranno essere irrorati con benzimidazolici allo 0,25%; 10) evitare le ferite accidentali al tronco, comprese quelle effettuate dal personale addetto alle manutenzioni dei giardini e dei viali alberati (es. diserbo meccanico). |





