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      BOLLETTINI OLIVICOLI 2012

      data:  25.05.2012;

      BOLLETTINO DEL 25 MAGGIO 2012

      Fenologia: i grappoli delle infiorescenze  sono ancora chiusi ma bene evidenti e completamente formati, sono chiamati “mignole”.
      Interventi agronomici: questo è il momento in cui il grappolo fiorale ha raggiunto il massimo sviluppo così, tra alcuni giorni, schiuderanno i fiori. In questa fase è ancora possibile  intervenire con apporti al terreno di concimi azotati a immediato effetto, urea o nitrati, a dosi comprese fra 100–120 g/pianta. Con questa concimazione si andrebbe a rinsaldare l'equilibrio nutrizionale della pianta d’olivo. Questo è anche il momento d’intervenire con apporti di boro, da distribuire per via fogliare, alle dosi di 200 g/hl e da distribuire in due o tre interventi settimanali. Con il boro è possibile miscelare l’azoto ureico; l’urea, in questo caso, però, non spargerà l’azoto al suolo. E’ da considerare che l’attuale stagione in corso, con aria umida e intensa illuminazione, favorisce un buon assorbimento fogliare. La pianta d’olivo, una volta assorbito l’azoto ureico lo avvia subito alle infiorescenze, così si favorisce la crescita dei germogli e la prossima allegagione dei fiori; inoltre, una sufficiente dotazione di nutrienti, pone la pianta in equilibrio tra attività vegetativa e riproduttiva, limitando il fenomeno dell'alternanza di produzione.
      Difesa fitosanitaria: al momento nelle aree olivicole venete non si sono avute rilevanti penetrazioni e moltiplicazioni fungine, particolarmente per l’Occhio di pavone. Per chi sta ancora eseguendo le potature è bene che, a fine dei tagli, intervenga con un trattamento rameico (ossicloruro di rame 0.5%) così da disinfettare le ferite e le eventuali crepe da gelo; tale trattamento contrasta anche eventuali sviluppi di Occhio di Pavone.
      E’ imminente l’installazione delle trappole per il monitoraggio della Tignola, insetto che, si ricorda, sverna da crisalide in un leggero bozzolo tra le foglie o nelle anfrattuosità della corteccia, poi compie tre generazioni, una a carico delle foglie, sviluppo Fillofago, una a carico dei fiori, sviluppo Antofago, una a carico dei frutti, sviluppo Carpofago.
      (in collaborazione con i tecnici AIPO)