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Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese IGP

La produzione del "Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese" IGP è tutelata da alcune comunità montane, che ne custodiscono e governano la semina.

Bisogna comunque fare una distinzione: la zona di produzione delle sementi è di esclusiva pertinenza di un'area limitata, quella compresa fra l'altopiano di Lamon e di Sovramonte, mentre la zona di coltivazione del fagiolo si estende anche ad altri comuni della comunità montana Feltrina, Bellunese e della Valbelluna.

Sono quattro i tipi fondamentali del Fagiolo di Lamon.

Il tipo Spagnol ha forma ovoidale e si presenta con le tipiche striature rosso carnose. Il peso medio è di 1.2 gr per seme. Per la sua aromaticità è un tipo di fagiolo adatto per la preparazione d'insalate.

Il tipo Spagnolet è più piccolo del precedente, ha una forma piuttosto rotondeggiante, a botte, e si presenta con striature rosso brillanti su fondo bianco crema. E' ricercato a motivo della buccia particolarmente tenera e sottile. Il suo baccello è di colore rosso fuoco ed al suo interno ospita 4 semi. E' senz'altro il più indicato per la preparazione di antipasti e contorni.

Il tipo Calonega è il più grande di tutti. Facilmente riconoscibile per la forma a barchetta del seme. Viene intensamente coltivato a motivo dell'elevata produttività e del particolare gusto, che ricorda l'aroma di castagna. E' il fagiolo ideale per la preparazione di minestre.

Il tipo Canalino che, pur essendo un fagiolo dall'ottima resa, particolarmente aromatico e di bell'aspetto, attualmente è in disuso a causa della buccia spessa. Rimane pur sempre un ottimo fagiolo per la preparazione di passati di fagiolo.

Si narra che gli antenati di questa leguminosa siano arrivati in Europa grazie a Papa Clemente VII, che ne fece dono al bellunese Pietro Valeriano.

Quest'ultimo si affrettò a donarlo alla corte di Alessandro De' Medici, e da qui passò in Francia grazie a Caterina, che sposò Enrico II, portando in dote tra l'altro anche il fagiolo di Lamon. Sembra una saga hollywoodiana, ma questo dare "nobili lombi" a un prodotto ritenuto per secoli il cibo dei poveri è dovuto, essenzialmente, alla scoperta della sua bontà e unicità.