Riconversione del Polo Industriale di Porto Marghera
La chimica di Marghera rappresenta un punto chiave nella chimica italiana e costituisce un patrimonio da qualificare, secondo una linea rigorosa di rispetto dell'ambiente. In tale processo devono essere coinvolte tutte le Istituzioni ma anche e soprattutto le imprese, che devono tempestivamente adeguare i loro impianti alle normative CEE e alle specificazioni che le competenti autorità riterranno di dover dare in considerazione delle particolari caratteristiche ambientali dell'area di Porto Marghera. Individuare un nuovo modello di sviluppo, coniugare le esigenze di tutela dell’ambiente con quelle del settore chimico, salvaguardare l'occupazione e la sicurezza sul lavoro: questi gli obiettivi dell'Accordo di Programma per la Chimica di Porto Marghera, sottoscritto nell’ottobre del 1998 tra Enti Pubblici, Organizzazioni Sindacali e le più importanti aziende chimiche e petrolchimiche del sito. L’Accordo ha permesso di avviare importanti investimenti per l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili (B.A.T.) ai processi industriali. Con la sottoscrizione del Protocollo di Intesa su Porto Marghera del 14 dicembre 2006, le Istituzioni e le parti socioeconomiche hanno inteso garantire continuità e competitività anche alle aziende chimiche operanti nell’area. In evoluzione all'Accordo di Programma per la Chimica del 1998 è stato siglato il 30 ottobre 2007 il Protocollo di Condivisione delle linee strategiche per la riqualificazione e lo sviluppo di Porto Marghera, che avvia un percorso per la riqualificazione dell'area con il sostegno a settori in grado di generare sviluppo e innovazione. La Regione del Veneto, considerata l’importante opportunità per il rilancio del sito industriale di Porto Marghera, ha proposto tale area per il riconoscimento del preminente interesse pubblico ai fini della riconversione industriale nell'ambito dello specifico Progetto Strategico Speciale del Ministero dello Sviluppo Economico (del. CIPE 61 del 02.04.2008). |


