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Ciclo dell'AcquaChe cos’e’ il ciclo dell’acquaNegli ecosistemi naturali l’acqua viene continuamente utilizzata, purificata e riciclata. L’acqua che beviamo oggi è la stessa che hanno bevuto gli uomini di Neanderthal e ben prima di loro i dinosauri.
Il ciclo dell’acqua inizia con l’evaporazione che si origina dagli oceani, dai terreni agricoli e dalle foreste. Successivamente il vapore, giunto ad alta quota, si condensa dando origine alle precipitazioni, pioggia o neve, che scaricano al suolo l’acqua accumulatasi nell’atmosfera. A questo punto, l’acqua caduta al suolo, tramite i corsi d’acqua superficiali e, seppur più lentamente, tramite le falde acquifere sotterranee, conclude il suo ciclo nei mari e negli oceani. Chiaramente, una volta caduta al suolo, l’acqua viene utilizzata dall’uomo per tutti i bisogni che dalla sua vita ne derivano: consumo personale, igiene personale, ma anche attività industriali, agricole, ecc.. Ne consegue che l’acqua scaricata nei fiumi, nei torrenti, nei mari, non è certo della migliore qualità. Nasce quindi l’esigenza di approntare dei sistemi di depurazione, serviti da idonee reti di collegamento, che permettano di migliorare le caratteristiche dell’acqua che, alla fine del ciclo, defluisce al mare. Esiste quindi sul territorio un sistema di opere che interagiscono tra loro (opere di captazione, di adduzione, di distribuzione, di raccolta, di depurazione e di scarico) atte al raggiungimento di un unico obiettivo finale, garantire cioè ai cittadini piena e sicura disponibilità di un prodotto indispensabile quale l’acqua potabile, nonché il suo riutilizzo dopo l’uso. Condizione fondamentale per raggiungere efficacemente tale obiettivo è la gestione unitaria degli acquedotti, delle fognature e degli impianti di depurazione corrispettivi, considerandoli momenti successivi di un unico percorso di uso dell’acqua, percorso chiamato appunto “ciclo integrale dell’acqua”.
Servizio idrico integrato
Con l’entrata in vigore della legge 5 gennaio 1994, n. 36, “Disposizioni in materia di risorse idriche” si è avviato un complesso ed articolato processo finalizzato ad ottenere una riorganizzazione territoriale e funzionale del “Servizio Idrico Integrato”, inteso come l’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e di distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La legge ha vuoluto, infatti, recuperare organicità nell’ambito della gestione dei servizi idrici e superare la frammentazione delle esistenti gestioni, perseguendo un riordino delle stesse su una base territoriale più appropriata e attivando modelli gestionali che assicurino un servizio con adeguati livelli di efficienza, efficacia ed economicità. Tali obiettivi sono da conseguirsi operando entro i principi generali, stabiliti dalla stessa legge, di tutela e salvaguardia delle risorse idriche, di utilizzo secondo criteri di solidarietà, di rispetto del bilancio idrico del bacino idrografico e di priorità degli usi legati al consumo umano. Le attività fondamentali attraverso cui attuare questa profonda riforma sono l’individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali e la disciplina delle forme e i modi di cooperazione tra gli Enti Locali. Al fine di dare pratica attuazione a livello regionale dei principi della L. 36/94, la Regione ha approvato la L.R. 27 marzo 1998, n. 5, relativa all’Istituzione dei Servizi Idrici Integrati, individuando 8 Ambiti Territoriali Ottimali in considerazione delle realtà territoriali, idrografiche e politico-amministrative della nostra regione nonché degli obiettivi di fondo proposti dalla stessa L. 36/1994 sostanzialmente riassumibili nel miglioramento, qualitativo e quantitativo, del servizio e nell'ottimizzazione dell'utilizzo e della gestione della risorsa. |

